De Petris (Sel): “Il grecale di Tsipras è il vento contro renzismo e politiche di austerità. E porta un progetto nuovo"

26 gennaio 2015 ore 12:30, Lucia Bigozzi
loredana de petris“Il grecale di Syriza è il vento contro il renzismo e le politiche di austerità”. Così Loredana De Petris, capogruppo di Sel al Senato, legge la vittoria del leader della sinistra greca e nella conversazione con Intelligonews spiega gli effetti – politici ed economici – che avrà in Italia. A cominciare da Human Factor… Come legge la vittoria di Tsipras anche alla luce del fatto che molti osservatori dicono che nella sostanza non cambierà molto rispetto a prima? « E’ un po’ difficile dire che non cambierà molto. E’ certamente un risultato storico anti-austerity. Tra l’altro la Costituzione greca prevede che il premier riceva dal presidente della Repubblica l’incarico sulla base di un accordo di coalizione. Anche se a Syriza mancano due seggi per avere la maggioranza assoluta, l’accordo con la formazione dei greci indipendenti Anel permette la composizione di un esecutivo che al primo punto ha la ricontrattazione del debito, una de i temi fondamentali. Quella di Syriza è la prima vittoria - e ne seguiranno altre in Europa – che pone a tutta l’Europa la quesitone di una sorta di ‘rivoluzione copernicana’ rispetto alle misure anti-crisi finora adottate. Purtroppo, la Grecia è stata luogo di sperimentazione delle misure rigoriste che hanno portato a un disastro sociale senza precedenti. Ricordo che in Grecia è stata tolta l’assistenza sanitaria, il livello di povertà è altissimo, a 300mila famiglie è stata staccata la corrente elettrica perché la tassa sulla casa è inserita nella bolletta energetica. Insomma, un disastro sociale: da oggi cambierà molto e se cambia la Grecia può cambiare anche l’Europa perché questa vittoria darà la forza ad altri Paesi, finalmente, di imporre misure completamente diverse da quelle dell’austherity. L’unica cosa a non aver cambiato assolutamente nulla è stato il semestre italiano di presidenza europea». In Italia molti esultano per la vittoria di Syriza ma cosa c’è da festeggiare dal momento che il nostro Paese è il terzo creditore della Grecia e se Syriza vuole rinegoziare il debito, rischia di non vedere più 40 miliardi di prestiti fatti ad Atene? «Non è esattamente così. L’Italia è uno dei Paesi europei che ha problemi con le politiche imposte dalla Troika a causa del suo deficit. Rinegoziare il debito greco non creerebbe problemi all’Italia, anzi ci consentirebbe di entrare in scia con la Francia e la Spagna che è prossima al voto e dove Podemos potrebbe diventare anche lì il primo partito e agevolare un cambiamento davvero notevole nello scenario europeo, con la conseguenza di costringere la Troika a rivedere completamente le politiche finora adottate». Sì ma in che modo,  secondo lei? «E’ fondamentale togliere dal Fiscal compact il capitolo investimenti, il che significa riconsiderare i trattati fiscali e ancor prima, il tratto di Maastricht. Ricordo inoltre che questi trattati non erano all’interno dei vincoli fondativi dell’Ue bensì, come proprio nel caso del Fiscal compact, sono il frutto di accordi tra i governi; cosa molto diversa rispetto ai trattati costitutivi del’Europa». Sul piano politico la vittoria di Tsipras accelererà il processo di riunificazione della sinistra italiana, anche alla luce del cantiere permanente che Sel ha aperto con Human Factor? «Il grecale in arrivo dalla Grecia potrebbe avere un effetto per una volta positivo sulla sinistra italiana, tanto più di fronte all’affermazione del renzismo, ovvero un progetto che si configura sempre più come Partito della nazione ed esce fuori quasi definitivamente dal campo della sinistra anche per le politiche che sta portano avanti.  La spinta che la vittoria di Tsipras può imprimere in Italia non è tanto la riunificazione della sinistra in quanto tale, perché la stessa Syriza non nasce con l’intento di rimettere insieme una sinistra frammentata. Il cambio di rotta, il valore aggiunto sta nel progetto nuovo che propone, esattamente come sta avvenendo con Human Factor, la tre giorni lanciata da Sel all’interno della quale far discutere tante persone di Sel ma soprattutto fuori da Sel attraverso i 47 laboratori attivati. Lo scopo è rimettere a punto un progetto su cui provare a costruire un’alternativa al renzismo e alle politiche di austerità. Noi ieri abbiamo lanciato il Coordinamento…». Cos’è in concreto e a cosa serve? «E’ un primo passo impegnativo che tante persone stanno compiendo con grande generosità, senza affrettare i tempi e con l’idea di non pensare prima al contenitore bensì ai contenuti. Un progetto politico che possa vivere nella società: non abbiamo il problema di rimettere attorno a un tavolo i vari leader della sinistra perché l’obiettivo prioritario è il progetto, ovvero una sinistra figlia del 2000 e non del Novecento proiettata su schemi nuovi, sullo spartiacque tra destra e sinistra, sull’uguaglianza, la giustizia sociale ma anche le grandi questioni ambientali che ruotano attorno alla necessità di un New Green Deal per uscire dalla crisi economica. La ricetta del successo di Syriza nasce dal fatto che loro non hanno costruito luoghi di aggregazione della sinistra nei quartieri, nelle regioni della Grecia basati su vecchi modelli di organizzazione dei partiti, bensì luoghi di solidarietà concreta, quasi di volontariato ad esempio nel mettere a disposizione delle persone medici, medicine. Insomma aiuti tangibili con l’obiettivo di ricostruire anche una comunità e una solidarietà tra le persone».
autore / Lucia Bigozzi
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