Rivoluzione fiscale alla Camera, Librandi (Sc): "Deduciamo scontrini e fatture"

26 giugno 2013 ore 9:36, Domenico Naso
Rivoluzione fiscale alla Camera, Librandi (Sc): 'Deduciamo scontrini e fatture'
270 miliardi di euro l’anno: a tanto ammonta l’economia sommersa italiana secondo le stime della Banca d’Italia. Cifre spaventose che mettono a rischio il raggiungimento degli obiettivi di bilancio che il nostro Paese si è necessariamente dovuto dare in questi anni di crisi economica.
L’evasione fiscale di questo fenomeno, invece, si attesta sui 120 miliardi ed è abbastanza evidente che si tratta di cifre che farebbero assai comodo alle casse dello Stato. Gli strumenti tradizionali di contrasto a questo tipo tutto particolare di evasione si sono rivelati fallimentari, o almeno non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. E allora, perché non provare a introdurre nel sistema fiscale italiano alcuni meccanismi basati sul “contrasto di interessi” fra il contribuente che acquista beni o richiede prestazioni e chi vende o presa il servizio o l’opera? Perché, in sostanza, non permettere la deduzione dal reddito annuale di scontrini, ricevute fiscali e fatture? È la proposta avanzata da Librandi, Zanetti, Sottanelli e Sberna, deputati di Scelta Civica, attraverso una interrogazione al ministro dell’Economia. “Un tale meccanismo – si legge nel testo – può essere utilizzato anche senza un bilancio positivo per l’erario nel breve periodo, al fine di incentivare l’emersione degli scambi in alcuni settori particolarmente critici, come il settore immobiliare, l’edilizia, le prestazioni professionali e le riparazioni dei veicoli”. Nel medio e lungo periodo, secondo i quattro deputati montiani si avrebbe un sensibile aumento del gettito fiscale. L’ammontare del sommerso nel nostro Paese è evidentemente enorme e nuove forme, anche sperimentali, di riemersione dell’evasione potrebbero far rifiatare il bilancio statale, da sempre sotto pressione e in particolare in questo periodo di recessione e di contrazione dei consumi. Con la loro interrogazione, dunque, Librandi, Zanetti, Sottanelli e Sberna invitano il ministro Saccomanni a promuovere il “contrasto di interessi” nel rapporto fiscale fra il contribuente che acquista e chi vende.
autore / Domenico Naso
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