Quel viaggio di Francesco in Molise con Bregantini in odore di Cei…

26 giugno 2014 ore 10:43, Americo Mascarucci
Quel viaggio di Francesco in Molise con Bregantini in odore di Cei…
Il 5 luglio papa Francesco visiterà il Molise ed in particolare Campobasso dove celebrerà la santa messa presso lo stadio “Romagnoli”. Dopo essersi recato in visita in Calabria a Cassano allo Jonio, diocesi guidata dal segretario generale della Conferenza Episcopale Nunzio Galantino da lui personalmente scelto, il Papa farà tappa in un’altra regione, il Molise per l’appunto, dove incontrerà l’arcivescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini, un altro vescovo che gli sta particolarmente a cuore. C’è chi dice che nel corso della visita a Campobasso, Bregantini potrebbe ricevere ufficiosamente il via libera per la presidenza della Cei, trattandosi di uno dei candidati più graditi al pontefice; ma come tutti sanno il Papa sceglierà il successore di Bagnasco in una rosa di candidati che saranno indicati dall’assemblea dei vescovi. Fino ad oggi però Bregantini, insieme all’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti già investito della porpora cardinalizia, è considerato fra i più accreditati. Francesco ha già dimostrato a Bregantini la sua stima e il gradimento per la sua opera pastorale, affidando proprio a lui il compito di scrivere le meditazioni alla solenne Via Crucis del venerdì santo che, com’è nello stile dell’arcivescovo di Campobasso, sono state incentrate principalmente sui temi del lavoro, della disoccupazione, della precarietà; tutti argomenti che stanno al primo posto nell’agenda di Bregantini da molti definito, proprio per la sua spiccata sensibilità su determinate tematiche, il sindacalista della Cei. Per Francesco, Bregantini è un pastore che porta addosso l’odore delle pecore. Prima di approdare in Molise è stato vescovo di Locri e ha combattuto in prima linea la criminalità organizzata, senza timori reverenziali, né accondiscendenza. Il suo modello di riferimento è stato sempre don Tonino Bello il vescovo di Molfetta scomparso nel 1992, il promotore della “Chiesa del grembiule”, ossia la Chiesa che serve il mondo con la stessa umiltà con cui Gesù, indossando il grembiule, lavò i piedi agli apostoli in occasione dell’ultima cena. Nell’Evangelii Gaudium, l’esortazione apostolica di Bergoglio, il Papa parla di “Chiesa in uscita” con riferimento ad una Chiesa che deve aprire le sue porte al mondo, riscoprire lo spirito missionario, uscire a visitare le periferie del mondo, portando ovunque l’annuncio e la gioia del Vangelo. Bregantini è fra i vescovi che, a detta di Francesco, meglio interpretano il significato del termine Chiesa “in uscita” stando dalla parte degli ultimi, anche a costo di apparire scomodo. E difatti sono tante le critiche che nel corso degli anni sono state rivolte all’arcivescovo di Campobasso, dentro e fuori la Chiesa, ma soprattutto nel mondo politico dove non sono particolarmente apprezzate le sue dure critiche al liberalismo, considerato anche da Francesco, fattore di egoismo sociale. Il fatto che il Papa abbia scelto di visitare il Molise non è una scelta casuale, ma si tratta di una decisione fortemente legata alla presenza di Bregantini in quella terra. Non è dato sapere se la scelta di Francesco ricadrà su di lui per guidare la Cei ma il fatto che il pontefice vada a Campobasso è più di una benedizione per l’ex prete operaio diventato vescovo. Bergoglio andrà a visitare il Molise per ritrovare l’odore delle pecore che tanto lo affascina, quell’odore che, non è un mistero, non riesce a percepire nei sacri palazzi.
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