Tornano gli ex? Ecco tutta la lista degli s-forzati tra delusi, pentiti e nostalgici

26 giugno 2014 ore 12:47, Lucia Bigozzi
Tornano gli ex? Ecco tutta la lista degli s-forzati tra delusi, pentiti e nostalgici
Il cammino di Berlusconi verso quelle “elezioni, forse non lontane” comincia o ri-comincia dai moderati. Un vecchio refrain? Può essere visto le condizioni in cui, specie dopo le europee e le amministrative, si ritrova il centrodestra: coalizione frastagliata, elettorato disorientato. Ma può significare anche altro.
Silvio invita tutti i moderati, ma proprio tutti, a “tornare uniti” e annuncia che non lascerà la politica “fino a quando l’Italia non sarà quel grande paese liberale che abbiamo sognato”. Ma chi sono quei “tutti”? EX E POST. Non è solo la mano tesa ad Angelino Alfano, ex ‘delfino’ salpato dal porto del “padre” (politico) per navigare da solo al timone del Nuovo Centrodestra. Non è solo il feeling ritrovato con la Lega 2.0 di Matteo Salvini (un tempo di Umberto Bossi) col quale Berlusconi ipotizza ben più di un accordo elettorale quando e se sarà. Non è solo con gli ex Pdl – Giorgia Meloni e Ignazio La Russa in testa – che hanno fondato Fratelli d’Italia. E non è neppure solo il Corrado Passera-neoleader di Italia Unica nei suoi pensieri. No, l’appello di Silvio guarda oltre. Chiama in causa, anzi in campo, i tanti berlusconiani un tempo convinti e oggi “lontani” che insieme a lui misero la prima pietra di Forza Italia, versione ’94. Fuori i nomi, allora. Giuliano Urbani e Antonio Martino, ideologi del partito carismatico e della svolta liberale. Fondatori della Fi dei tempi migliori, riformisti e liberali convinti poi man mano lasciati al “palo” dai rampanti che negli anni del potere salivano i piani alti di Palazzo Grazioli. E allora, come non ricordare l’avvocato storico di Berlusconi Gaetano Pecorella (poi messo “in ombra” dall’allora nastro nascente Niccolò Ghedini), o l’altro avvocato che con Berlusconi ha fatto un lungo tratto di strada per poi separare la strada: Carlo Taormina. Ma nell’elenco dei “papabili” moderati potrebbe starci a pieno titolo o se volete, di diritto, anche Tiziana Majolo, la “pasionaria” del ’94 o lo storico consigliere di una vita, Paolo Bonaiuti che due mesi fa ha salutato, fatto le valigie e suonato al civico (politico) di Alfano e del suo Ncd. Fuori dall’entourage del capo, magari per volere dei nuovi “colonnelli”. Lista lunga se si considerano nomi di spessore nella galassia ex-berlusconiana: da Marcello Pera, grande intellettuale un tempo molto ascoltato poi emarginato, a Raffaele Della Valle e Vittorio Dotti, legali della prima ora del Cav. ad Alfredo Biondi per soli due anni presidente del Pdl. E ancora: Giorgio Rebuffa,  docente di Filosofia del Diritto, chiamato da Berlusconi nel '96 nella pattuglia dei "prof" del Polo a Montecitorio e due anni dopo passato nell'Udr di Cossiga con una lettera di "addio" per niente tenera nei confronti del leader. E come non citare Saverio Vertone,  Gianni Pilo (sondaggista 'storico'), Alessandro Meluzzi, psichiatra e psicoterapeutica approdato alla Camera nel '94 dopo aver sconfitto nello stesso collegio nientedimenoche Sergio Chiamparino, candidato dell'Alleanza dei Progressisti. E come non ricordare il sempre-battagliero  Giuliano Ferrara, gran consigliere di Silvio, nella battaglia del Mugello contro Di Pietro sotto le insegne di Forza Italia? Nomi importanti che hanno fatto la storia di Fi e del centrodestra e tra questi Sandro Bondi, politico "votato" al leader ma ultimamente critico nei confronti della rotta da seguire del partito ri-fondato e sopratutto dei capitani "designati" per guidarlo. Chissà, forse l’appello al “tutti uniti” ma proprio tutti, può valere anche per Gianfranco Fini, “successore” ante-litteram designato alle leadership del centrodestra poi messo alla porta per “incompatibilità di carattere”. Lo stesso Fini che proprio sabato inaugura la sua personale rentrèe in politica con un evento nel quale lancerà la “sua” proposta, anzi ascolterà le proposte e “le idee di tutti per una Destra che non c’è”. Ma lo stesso discorso potrebbe valere per i berlusconiani ex An di un tempo, Adolfo Urso e Andrea Ronchi entrambi ministri dell’ultimo governo targato Pdl (2008). E se Berlusconi conferma di lavorare “a tempo pieno per organizzare Forza Italia, per radicarla di più sul territorio, aprirla a volti nuovi, scegliere dirigenti che abbiano il consenso della base” non può non dire che “in questo progetto c’è posto per tutti e c’è bisogno di tutti”. Vecchi e nuovi, ex e post. Tutti insieme, per non lasciare Renzi troppo a lungo a Palazzo Chigi. Anche perché, se l’Italicum diventerà un “Democratellum” (copyraghit 5Stelle) o magari ne assumerà le sembianze, la parola chiave sarà “preferenze”. Che fa il paio con l'altra parola-chiave che oggi sta a così a cuore a Berlusconi: “tutti”, ma proprio tutti.
autore / Lucia Bigozzi
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