Balotelli è un nazi-buonista. E lo spiego subito

26 giugno 2014 ore 17:12, Fabio Torriero
Balotelli è un nazi-buonista. E lo spiego subito
NAZI.
Perché vive solo del suo io assoluto. Quello che pensa lui è il bene, la verità (è un vittimismo egotico che non ha precedenti); gli altri sono cattivi, sbagliano, sono il male, i nemici. Balo abita, da quando è arrivato alla ribalta, in una bolla incomunicante, indifferente a tutto e a tutti.
E, siccome i fatti sono la realtà e le parole sono l’inganno, basti ricordare la sua reazione, quando pur di evitare il confronto nello spogliatoio, se ne è andato da solo sul pullman, con tanto di mega-cuffiette e lo sguardo  indisponente e perso nel vuoto. Ebbene sì, la sua è una generazione di individualisti, di persone dedite unicamente alle pulsioni dell’io. E’ una generazione autocentrata e anaffettiva. E lo si vede anche nel modo di giocare. Non esiste il “noi”, la squadra, i compagni; ma solo l’io, la loro azione, il loro gol. Hanno fatto bene Buffon e De Rossi a bocciare una generazione di ragazzini-pompati a suon di milioni di euro, giocatori-figurine. Pieni di furbizia, pigrizia e tatuaggi. Balo non comunica realmente, comunica solo via twitter, facebook, nella realtà virtuale. Quindi col nulla. BUONISTA. Perché utilizza l’idiozia politicamente e culturalmente corretta del razzismo solo per giustificare il suo infantilismo e la sua sconfitta di calciatore e, soprattutto, di uomo. La verità è l’opposto di quanto ha asserito frignando proprio ieri: “Gli africani non scaricano mai un loro fratello”; non è stato buttato fuori o criticato aspramente, in quanto di colore; ma proprio (e qui ha ragione Massimo Fini, nell’intervista che ha dato a IntelligoNews), in quanto di colore è rimasto in campo. E lui non sfrutti questo alibi. Se si nasconde dietro un dito, non si guarderà mai dentro sul serio. 
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