Santiago. Su facebook la tragedia annunciata. L'indifferenza di un popolo ormai virtuale

26 luglio 2013 ore 15:40, intelligo
 di Micaela Del Monte.
Santiago. Su facebook la tragedia annunciata. L'indifferenza di un popolo ormai virtuale
La strage di Santiago poteva essere sventata. Non per un errore tecnico prevedibile, non per qualche mancanza di manutenzione, ma perché non era la prima volta che il macchinista raggiungeva quella velocità.
Non era la prima volta per Francisco Josè Garzon Amo che già nel marzo scorso aveva pubblicato su Facebook una foto in cui ritraeva la plancia di comando su cui spiccavano i quasi 200km del contachilometri. E lì si era dato sfogo allo sgomento, purtroppo accompagnato dalle risate degli amici che ci scherzavano su.
“Non posso fare più di così se no mi multano” scriveva il macchinista spagnolo non curante del fatto che avesse già spinto il suo treno al doppio della velocità consentita.
Ma questa volta è andata diversamente, questa volta non ci sono risate, ma solo incredulità e rabbia. Sì, perché se si fosse dato ascolto prima alla voce (per una volta) profetica del social network, Amo non sarebbe stato su quel treno e probabilmente a nessun altro sarebbe venuto in mente di violare quel limite di velocità.
E dalla cabina di pilotaggio Francisco Josè Garzon Amo urlava alla sala di controllo: “Ho deragliato. Cosa ho fatto? Ho fatto un casino! Voglio morire”. Ha capito subito la gravità della situazione, forse proprio perché conosceva il rischio che avrebbe comportato affrontare quella curva a 180km/h, forse perché sapeva di aver esagerato. Adesso il 52enne è ricoverato in ospedale sotto stretta sorveglianza ed è accusato dell'omicidio di 78 persone (a cui si aggiungono i 140 feriti di cui 32 gravi) ma ancora non può essere interrogato. Per chiarire ulteriormente la situazione e le reali cause dell'incidente verrà analizzata anche la scatola nera, ma l'errore umano sembra più probabile per ora.
Ma se così fosse, perché i controlli sulle macchine sono sempre più (relativamente) accurati di quelli sugli uomini? Non andrebbe fatta una perizia psicologica con la stessa frequenza con cui vengono revisionate le parti meccaniche? Qual è il limite della privacy nei social network? Si può dire e ribadire di tutto?
È facile parlare con il senno di poi, ma è anche vero che bisognerebbe prendere ad esempio l'accaduto e cercare di prevedere questi disastri, anche a costo di monitorare le pagine Facebook dei macchinisti e di altri professionisti.  
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