Condizioni Ncd, Giovanardi: “Niente apertura ai dissidenti grillini e a Scalfarotto sottosegretario, altrimenti il governo salta”

27 febbraio 2014 ore 15:03, Lucia Bigozzi
Condizioni Ncd, Giovanardi: “Niente apertura ai dissidenti grillini e a Scalfarotto sottosegretario, altrimenti il governo salta”
“Se qualcuno pensa a maggioranze variabili in parlamento su cose contrarie alle nostre idee, fa saltare il quadro politico e il governo”. Carlo Giovanardi, senatore di Ncd, manda un “alert” a Palazzo Chigi sui movimenti tra grillini-dissidenti, civatiani delusi e vendoliani dialoganti col Pd. A Intelligonews tiene il punto dell’alleanza sulle “cose che servono al paese”, ma respinge qualsiasi ipotesi “alternativa o aggiuntiva” all'attuale coalizione. Netto sull’espulsione dei senatori a 5Stelle: “Il movimento di Grillo è il fenomeno del degrado della politica italiana”. E altrettanto sull’idea di Scalfarotto sottosegretario con delega ai diritti civili: “Il governo finirebbe ancora prima di iniziare”.
Senatore Giovanardi, tra civatiani, grillini espulsi e vendoliani dialoganti si profila la terza maggioranza per Renzi. Ndc che dice?  «Dal mio punto di vista, la stella polare che ci ha guidato da ottobre in avanti è semplice: fare quelle cose che finora non si è riusciti a fare e cioè legge elettorale, riduzione del numero dei parlamentari, riforma del Titolo V della Costituzione e superamento del bicameralismo perfetto. Riforme indispensabili perché quando andremo a votare noi restiamo nel centrodestra e gli altri nel centrosinistra». Non ha risposto sull’opzione terza maggioranza. «Tutto quello che si pone contro questo schema a noi non va bene. L’idea che non avendo vinto nessuno le elezioni di un anno fa, ci sia qualcuno che senza avere la maggioranza assoluta o con maggioranze variabili pensi di fare cose in parlamento contrarie alle nostre idee, beh questo fa saltare il quadro politico attuale e fa saltare il governo». In realtà già adesso ci sono due maggioranze, una di governo e l’altra sulle riforme costituzionali che discende dal patto Berlusconi-Renzi. Come la mettete? «In linea di principio il fatto che le riforme costituzionali abbiano il più vasto consenso possibile è una cosa positiva. E' positivo che ci sia una maggioranza di governo e in parlamento un vasto consenso sulle regole del gioco, perché Juventus e Milan possono essere antagonisti in campo ma sulle regole del fuori gioco, del rigore o del fallo di mano, serve l’accordo con tutte le squadre che militano nel campionato. La cosa preoccupante, invece, sarebbe quella che su alcune cose particolarmente importanti dal punto di vista politico Renzi pensasse di ricorrere ai voti di Sel o dei grillini. Su questo si scardinerebbe il governo». Ma se il “soccorso azzurro” andasse oltre le riforme costituzionali? «Se ci sarà su cose che condividiamo non ci sono problemi; se andare oltre significa un sostegno deciso alla politica di sburocratizzazione o sulle misure che soffocano l’impresa va benissimo». E se fosse ad esempio sui temi etici, Ncd come la prenderebbe? «Difficile che si concretizzi sui temi etici. Nonostante ci sia un’area di Fi con Galan e altri orientata diversamente, ci sono Gasparri e altri esponenti del partito che non sono d’accordo. Penso ad esempio al tema della droga». Grillini dissidenti verso gruppi autonomi o misti al Senato e alla Camera. Secondo lei dove porta questo scenario? «Se ragioniamo sugli scenari tutto è possibile: in via teorica e in prospettiva se i dissidenti grillini fossero una trentina, questo potrebbe portare a una maggioranza di centrosinistra anche al Senato mentre alla Camera il centrosinistra ha già la maggioranza dei seggi». E in quel caso? «Il parlamento è libero: non è detto che non nasca anche un governo di sinistra». Voi uscireste dalla maggioranza e dal governo? «Certo, noi ci siamo per fare cose indispensabili al paese. Se vogliono fare cose di sinistra che contrastano col risultato elettorale di febbraio è legittimo qualora trovino una maggioranza, ma non possono di certo pretendere di farle con il nostro consenso». Come legge le espulsioni dei senatori M5S dissidenti? «Lo leggo come un fenomeno di degrado della politica italiana: considero il Movimento dei grillini esattamente questo. Basta vederli in azione: è una protesta fine a se stessa, guidata da un personaggio mezzo comico e mezzo politico; vedo tutti gli aspetti un po’ grotteschi di questo fenomeno ma siccome conosco la storia del Novecento e lo stesso Hitler era considerato un pazzo, un imbianchino, poi una volta andato al potere abbiamo visto cosa ha combinato, dico che il fenomeno non va sottovalutato». Dai “pizzini” di Renzi con Di Maio alla scissione a 5Stelle: non può negare che il premier stia tentando un contatto coi grillini. Non vi preoccupa? «All’inizio della legislatura sui grillini ci si è già schiantato Bersani che come disse Renzi, era andato a umiliarsi davanti a loro. E’ passato un anno ed è possibile che il premier abbia maggior fortuna. Se fossi in Renzi starei attento perché una parte di credibilità l’ha già persa con #enricostaisereno; un’altra rischia di perderla adesso. Al di là del folklore e delle visite a scuola, attendo di vederlo fare il premier, cioè sui dossier concreti». Nella partita dei sottosegretari quale peso politico rivendicano gli alfaniani? In queste ore si parla di fibrillazioni dentro Ncd. «Quando si fa la formazione di una squadra che scende in campo, c’è sempre un momento di confronto. Mi sembra fisiologico anche in politica e non mi pare ci siano particolari problemi se Renzi avrà l’accortezza di fare scelte non traumatiche. Quando leggo sul Corsera che a Scalfarotto potrebbe andare la delega ai diritti civili o alle pari opportunità o alle tossicodipendenze è chiaro che se Renzi vuol far finire il governo ancora prima che inizi deve fare quella scelta lì. E vale anche per me, è come se io che la penso all’opposto del Pd mi proponessi per le stesse deleghe: vale per me ma deve valere anche per Scalfarotto».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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