Isis, Buonanno (LN): “In Libia la prossima settimana. Se Renzi vuole aggregarsi gli pago il biglietto"

27 febbraio 2015 ore 14:56, Lucia Bigozzi
Isis, Buonanno (LN): “In Libia la prossima settimana. Se Renzi vuole aggregarsi gli pago il biglietto'
“Entro la prossima settimana sarò in Libia. Vado a mie spese e se Renzi vuole aggregarsi, sono pronto a pagargli il biglietto”. Gianluca Buonanno, europarlamentare della Lega, ha la valigia pronta, destinazione Tobruk. Partenza ritardata di qualche giorno per partecipare domani alla manifestazione della Lega a Roma. A Intelligonews svela in anteprima i dettagli e lo scopo del viaggio… Lei ha annunciato che andrà in Libia. Quando parte? «Sto per partire e andrò a spese mie. Finalmente ho avuto il visto e i documenti necessari per andare in Libia. Mancano gli ultimi dettagli tecnici per pianificare il viaggio ma entro la prossima settimana sarò in Libia ». Perché questo viaggio e dove andrà? «Anzitutto perché penso che un politico, in questo caso un deputato europeo, invece di stare col sedere al caldo deve andare a vedere effettivamente come stanno le cose in quel Paese. Abbiamo un governo di ‘cagasotto’ e all’estero veniamo considerati ‘l’Italietta’. In Libia ci sono ancora diversi italiani, imprenditori e lavoratori che si sentono abbandonati. Ecco, nel mio piccolo, cerco di darmi da fare per dire loro: non siete dimenticati e non siete da soli. L’altro scopo del viaggio è verificare direttamente come funzionano le partenze dei clandestini; chi le gestisce, cosa c’è dietro. Per un viaggio in Italia servono tra i 5mila e gli 8mila dollari, ma questa gente dove li trova? Voglio anche rendermi conto di come si può fare per bloccare le partenze». Cosa propone? «Io penso che se spendiamo tanti soldi per la nostra Marina e per la nostra Aeronautica non sarebbe complicato collocare le navi nelle acque territoriali italiane e se arrivano i clandestini li riaccompagniamo indietro, da dove sono partiti». Ma un’operazione del genere quanto ci costerebbe? Forse di più di quello che costa oggi Triton. «Intanto è un modo, se vogliamo anche simbolico, per far capire che dalla nostre acque territoriali non passa nessuno. C’è una zona di guerra a trecento chilometri dalle nostre coste, spendiamo soldi per comprare nuovi aerei, almeno facciamo vedere un po’ i denti. Insomma, bisogna fare qualcosa, altrimenti il terrorismo ha davanti un’autostrada spianata e ben dritta. Mi auguro ovviamente che non accada mai, ma se in Italia l’Isis dovesse compiere un attentato noi che facciamo? Diciamo: oh, è successo… come avviene per le alluvioni o i disastri ambientali che facciamo qualcosa solo quando le tragedie sono successe». Chi incontrerà in Libia? «Stiamo pianificando la serie di incontri proprio in queste ore. Avrò l’opportunità di incontrare sia gli italiani che vivono lì che i rappresentanti dell’intellighentia libica che si oppone ai tagliagole e che, in parte, ha dovuto lasciare il Paese. Poi, cammin facendo vediamo…». Non ha paura? Lei è cattolico e cristiano: l’Isis in queste ore ha sequestrato trecento cristiani. «Se vado è perché sono convinto di farlo. E’ pazzesco che questi rapiscano e uccidano come vogliono; i cristiani vengono massacrati nell’indifferenza più assoluta dell’Occidente e di organismi inutili come l’Onu che dovrebbe prendere l’iniziativa, visto che sta lì per tutelare i diritti umani. Altrimenti che lo paghiamo a fare attraverso la quota che spetta a tutte le Nazioni?». Quindi ha messo in conto anche il rischio di essere un bersaglio per gli uomini del Califfato? «Ho messo in conto anche il rischio della vita. Se mi dovesse andar male, non voglio niente da nessuno. E nel caso in cui venissi rapito dai terroristi non voglio che l’Italia paghi alcun riscatto per salvarmi la vita. In questi giorni ho parlato con l’ambasciatore libico a Bruxelles che ha molto apprezzato la mia decisione; loro sono contenti perché purtroppo l’informazione che esce all’esterno non è esattamente la realtà che loro vivono in Libia e cioè la percezione netta dell’abbandono, dell’indifferenza da parte dell’Occidente e dell’Italia. C’è un altro aspetto che molti non sanno…». Quale? «Il paradosso che si vive in quel Paese è che mentre c’è l’embargo sulle armi per il governo di Tobruk eletto e riconosciuto dalla comunità internazionale, i terroristi dell’Isis hanno armi in quantità industriale. Quindi: chi deve difendersi non è messo in condizione di farlo mentre chi attacca e uccide e taglia le teste può farlo tranquillamente. E chi ci rimette, è l’Italia che è il Paese più vicino. Quando parlo di governo ‘cagasotto’ intendo proprio questo: se fossi nel ministro della Difesa, degli Esteri o lo stesso presidente del Consiglio sarei già in Libia. Per non parlare della debolezza politica della Mogherini – dall’Ucraina alla Libia – che propongo di ospitare al Museo delle Cere di Londra visto che la sua funzione ha la stessa rilevanza di una statua di cera». Ma lei in Libia va da solo? «Io vado, punto. Vediamo se nei prossimi giorni si aggrega qualcuno. Se vuole aggregarsi Renzi, sono pronto a pagargli il biglietto del viaggio… Quando torno poterò la bandiera libica a Strasburgo per far vedere a tutti che invece di stare col sedere al caldo bisogna essere capaci di muoversi e anche di rischiare in prima persona. Sono convinto che la maggiorparte degli europarlamentari non sa neanche come è fatta la bandiera libica. Io la porterò al Parlamento europeo e farò vedere loro come è fatta». Prima di partire, domani sarà a Roma? «Certamente ed è il motivo per cui partirò la prossima settimana per la Libia. Non posso certo rinunciare a una manifestazione del genere nella quale diremo – numeri alla mano -  che questo governo ha fallito e che Renzi deve andare a casa». La preoccupano le contromanifestazioni dei #MaiconSalvini annunciate sulla Rete? «E’ allucinante il concetto di democrazia che ha questa gente che vorrebbe impedire agli altri di manifestare le proprie idee. Trovo molto grave che uno dei protagonisti sia l’attore Germano che dopo quello che ha fatto e detto sulla nostra manifestazione non dovrebbe più lavorare nella tv pubblica che, appunto, offre un servizio pubblico pagato da tutti i cittadini. Io gli darei il premio per il più inqualificabile attore italiano e con lui tutti quelli che stanno aizzando la tensione». Scontro Salvini-Tosi: cosa succederà lunedì al sindaco di Verona nella riunione del Consiglio federale della Lega? «Questa situazione danneggia la Lega che non ne ha bisogno. La Lega è risorta e ha tutte le carte in regola per vincere. Sono convinto che lunedì uscirà una soluzione che possa garantire a Zaia la vittoria alle regionali. Zaia è il governatore uscente e non può che essere lui il candidato alla presidenza della Regione anche per tutto quello che ha fatto per i veneti in questi anni. Per quanto riguarda Tosi, deve essere considerato una risorsa della Lega, ovviamente se lui è d’accordo ad esserlo».
autore / Lucia Bigozzi
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