Ferrero (Prc): "Italicum peggio della legge Acerbo. Io processato dalla Fiat. Sel capisca l'errore...”

27 gennaio 2014 ore 16:08, intelligo
Ferrero (Prc): 'Italicum peggio della legge Acerbo. Io processato dalla Fiat. Sel capisca l'errore...”
di Andrea Barcariol L’Italicum è “contro la democrazia, serve per distruggere le piccole formazioni ed è molto peggio della legge fascista”. E’ una bocciatura senza  appello quella espressa da Paolo Ferrero, leader del Partito della Rifondazione Comunista sull’Italicum proposto da Matteo Renzi. Parole durissime anche su Marchionne “un disastro per l’Italia”, mentre il segretario di Prc tende una mano a Sel “che ha sbagliato a inseguire il Pd”. L’incontro Renzi- Berlusconi e l’accordo sulla legge elettorale ha riportato in auge la figura del cavaliere? «Assolutamente sì. Questo accordo nasce per una cattiva ragione perché si vuole rifare il porcellum, in una nuova versione. In questo modo però i piccoli partiti vengono massacrati». Soglie di sbarramento troppo alte? «Esattamente.  La legge Acerbo del 1923 di Mussolini, contestatissima, fu molto più liberale perché almeno permetteva ai partiti più piccoli di entrare in Parlamento. L’Italicum è molto peggio della legge fascista. Si può discutere sul premio di maggioranza ma l’idea di distruggere le piccole formazioni è contro la democrazia». Anche Letta ha espresso dei dubbi sulla riforma delle legge elettorale proposta da Renzi. Secondo lei si arriverà a un accordo? «Non lo so. Io penso che alla fine la faranno perché temono che si vada a votare con questa legge. Noi siamo per una riforma della legge elettorale come quella indicata dalla consulta, loro invece vogliono avere una condizione di rendita, a garanzia del bipolarismo. E’ come giocare in un campionato senza retrocessioni». La sua opinione sulle dimissioni della De Girolamo? «Un atto dovuto in base a ciò che si è evidenziato». In che condizioni è la sinistra italiana? «Divisa, c’è chi ha inseguito il Pd fino a ieri, sbagliando. Vediamo se finalmente Sel si rende conto di aver commesso un errore e si inizia un percorso comune». Soprattutto nel settore economico, siete contrari alle ricette proposte da Renzi? «Il problema fondamentale è che Renzi fa proposte che proseguono nelle politiche di austerità e liberismo dei precedenti governi Monti e Letta. Il segretario del Pd vuole abbassare le tasse alle imprese come se questo potesse risolvere i problemi. Noi invece pensiamo che i salari e le pensioni siano troppo basse e manchi la tutela per i disoccupati. Tutto ciò causa una carenza nella domanda interna». Quali sono le vostre proposte? «Una patrimoniale sulle grandi ricchezze, superiori agli 800 mila euro, il tetto alle pensioni e agli stipendi d’oro, secondo noi 4.000 mila euro al mese sono più che sufficienti. Bisogna anche smettere di sprecare i soldi per opere inutili come la Tav  o per i cacciabombardieri e usare queste risorse per il lavoro. Bisogna valorizzare il patrimonio artistico e creare subito posti di lavoro effettivi. Inoltre la Banca d’Italia deve intervenire per ricontrattare il debito: paghiamo tassi da usura». Lei ha fatto l’operario alla Fiat, che idea si è fatto del lavoro di Marchionne? «E’ bravissimo a fare gli interessi suoi e degli azionisti, ma non quelli dell’Italia. Marchionne ha impedito che si venisse a produrre in Italia, tutto ciò per il nostro Paese è stato un disastro. La Fiat mi ha denunciato per diffamazione, credo di essere l’unico segretario di partito denunciato, nelle prossime settimane ci sarà il processo. Questo la dice lunga sull’idea di democrazia che si respira alla Fiat».  
autore / intelligo
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