L'allarme di Socci: in pericolo i francescani dell'Immacolata. L'obiettivo è il Papa emerito?

27 gennaio 2014 ore 16:19, Americo Mascarucci
L'allarme di Socci: in pericolo i francescani dell'Immacolata. L'obiettivo è il Papa emerito?
L'allarme lo ha lanciato Antonio Socci domenica scorsa su Libero. I Francescani dell'Immacolata, istituto religioso di diritto pontificio riconosciuto dalla Chiesa Cattolica, sono in pericolo.
Contro di loro infatti si sarebbe abbattuta come una mannaia l'ostilità del cardinale Joao Braz de Aviz prefetto della Congregazione per i Religiosi che ha disposto il commissariamento della Congregazione. Secondo Socci, dietro la decisione del porporato di tendenze socialiste e legato da sempre alla Teologia della Liberazione, si nasconderebbe il tentativo di tarpare le ali ad un ordine religioso fra i più tradizionalisti, legati rigidamente alla dottrina della Chiesa. Lo stesso commissariamento è motivato dal fatto che i Francescani dell'Immacolata, avrebbero da tempo sostituito l'antico rito tridentino alla liturgia conciliare. Ma non è stato il motu proprio “Sommorum Ponticum” di Benedetto XVI a liberalizzare nelle diocesi l'uso del messale di San Pio V? Socci evidenzia come si vada a colpire una delle poche congregazioni sane della Chiesa Cattolica, che per altro negli ultimi anni, a differenza di tante altre, ha pure registrato un consistente aumento delle vocazioni. Il giornalista non ha dubbi; Braz de Aviz vuole colpire i Francescani dell'Immacolata perché considerati un freno allo sviluppo di tendenze progressiste e spinte riformatrici che molti, con papa Francesco al timone, sperano di condurre in porto. Riforme che dovrebbero iniziare proprio da una rivisitazione dell'impianto dottrinale. Il bersaglio sono i Francescani dell'Immacolata, ma l'obiettivo vero degli attacchi di Braz de Aviz sarebbe Benedetto XVI. I frati della Congregazione infatti hanno sempre manifestato una devozione ed un attaccamento profondo al Papa Emerito e ne hanno difeso tutte le scelte, ad iniziare proprio dalla liberalizzazione dell'antico rito tridentino. L'obiettivo del porporato brasiliano sarebbe quello di decapitare i vertici della Congregazione e cambiarne l’orientamento, ovviamente in senso progressista. Socci denuncia come, lasciando campo libero a cardinali come Braz de Aviz, Francesco rischi di passare alla storia non come un innovatore, ma come un demolitore della Chiesa, della sua gerarchia e, cosa ancora più grave, della sua dottrina. Cambiare la dottrina in senso modernista, venendo incontro a quelle che sono le convenienze del momento, o peggio le rivendicazioni del mondo laicista, non produrrebbe altro effetto che quello di allontanare la Chiesa dalla retta dottrina, che è quella dettata da Gesù e riportata nei vangeli. Una dottrina che non può essere interpretata né in senso conservatore, né progressista, ma va soltanto applicata nella sua chiarezza. Papa Francesco non è sicuramente tipo da lasciarsi condizionare nelle scelte, ma certe prese di posizione di autorevoli porporati, certe aperture sui temi etici, certe possibili concessioni che si vorrebbero introdurre ad esempio nella dottrina della famiglia, destano allarme e preoccupazione. Perché, se all’interno delle stesse gerarchie si arriva a ritenere più autorevole Eugenio Scalari rispetto a Benedetto XVI, allora bisogna iniziare ad interrogarsi davvero sul significato dell’essere cattolici.
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