Sibilia (M5S): “Fuoriusciti? Quirinale una scusa. Già avevano piano e nome del gruppo"

27 gennaio 2015 ore 12:31, Lucia Bigozzi
carlo sibilia 1“Il Movimento è per tanti ma non per tutti. I nove deputati che se ne sono andati forse avevano già pianificato tutto e quella del Quirinale è solo una scusa”. Non ci gira intorno Carlo Sibilia, parlamentare ed esponente del “direttorio” dei 5Stelle che a Intelligonews commenta la mossa degli ex colleghi… Come commenta l’addio al Movimento di nove deputati grillini? «Sono contento del fatto che ognuno trovi la sua strada. Se poi hanno già l’idea di dove andare e come farsi chiamare, immagino che non abbiano deciso oggi, forse stavano pensando di farlo da tempo; quindi penso che la questione del Quirinale sia una scusa». Perché la ritiene una scusa? «Per il semplice fatto che la strategia e il modo di approcciarsi sono tuttora in corso, quindi mi sembra assurdo aver preso una decisione del genere prima di vedere come evolvono le cose. Dall’inizio della legislatura siamo già alla seconda elezione del presidente della Repubblica quindi sappiamo come funziona e sappiamo che i giochi si aprono quando si inizia a votare e forse neanche allora se Renzi dice che le prime tre votazioni non contano nulla perché è la quarta quella vera. Non solo, ma anche il fatto di voler andare a incontrare Renzi come rivendicano gli ex nove parlamentari del M5S mi pare un controsenso dal momento che come dice il premier quella che conta è la quarta votazione e lui farà il nome solo all’ultimo momento. Ma di che stiamo parlando? Significa solo partecipare a un tipo di approccio segreto che cozza totalmente con il nostro metodo improntato alla trasparenza nei confronti dei cittadini». Temete contraccolpi all’interno del Movimento e nella vostra rappresentanza parlamentare visto che le uscite di deputati e senatori assottigliano i numeri in Aula? «No. Ogni volta che qualcuno se ne va, i gruppi funzionano meglio. Noi abbiamo organizzato la Notte dell’Onestà indipendentemente dalle persone che sono uscite dal Movimento ed è andata benissimo. Se le persone non credono più nelle nostre idee e nel nostro metodo è bene che lascino e cambino strada; rispetto la decisione di ognuno di loro ma la sostanza non cambia. Noi andiamo sempre meglio eppoi vedere assottigliato il numero degli eletti è una questione relativa. Noi siamo il 25 per cento contrapposti al 75 per cento, quindi se vanno via alcune persone potremmo essere al 22 o al 20 per cento ma in ogni caso restiamo un blocco forte e compatto. Noi lavoriamo con un metodo innovativo che mette in crisi il sistema a prescindere dal numero di persone che sono all’interno del Movimento. Il punto è che non è facile stare nel M5S che è un Movimento per tanti ma non per tutti. Devi essere sempre presente e più degli altri, devi avere i nervi d’acciaio perché sei quello maggiormente attaccato dagli avversari politici. Diciamo che noi siamo come i marines americani…». Ma, in concreto, da qui a sabato cosa intendere procedere nella partita per il Quirinale? «E’ ancora tutto in divenire. Noi abbiamo fatto due mosse fondamentali, puntualmente snobbate dai media». Quali? «La prima: abbiamo chiesto a Renzi di fare i nomi dei candidati. La seconda: avendo capito che nel Pd ci sono una cinquantina di correnti ci siamo rivolti direttamente al partito di maggioranza relativa scrivendo una lettera ai singoli parlamentari dem per chiedere loro di proporre nomi di potenziali candidati che poi noi sottoponiamo al vaglio della Rete. Il M5S ha portato una grande e vera innovazione: la Rete. E mentre Renzi deve fare i conti con Salvini, Bossi, Vendola, Berlusconi, per quanto ci riguarda deve farli anche con la Rete, ovvero con i cittadini. Questo è il metodo che intendiamo seguire e che Speranza e Fassina non dicano che è colpa nostra se andiamo alla quarta votazione perché non solo non è vero, ma perché è il solito refrain del Pd per denigrarci. Ci manca solo che ci accusino di essere responsabili del buco nell’ozono…». Che segnali avete ricevuto? «L’iniziativa rivolta ai singoli deputati dem non è stata totalmente rimbalzata, speriamo che per i deputati Pd se è vero che ci sonbo anime differenti, ci possa essere l’occasione per dimostrare un minimo di buon senso nei confronti dei cittadini; altrimenti è l’ennesima dimostrazione che Renzi preferisce fare accordi segreti con Berlusconi stendendogli tappeti rossi, come ad esempio con la delega fiscale. La cosa che contestiamo è che i media stanno facendo il tifo oltremodo per il Patto del Nazareno». 
autore / Lucia Bigozzi
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