Toto-Colle: i nomi di Intelligonews e quelli del Palazzo. Convergenze parallele e divergenze trasversali

27 gennaio 2015 ore 17:22, Lucia Bigozzi
poltrona 2Meno uno al Qurinale-day. Consultazioni e nomi sul tavolo, borsino del Colle con quotazioni dei papabili che salgono e scendono nello spazio di poche ore. Intelligonews ha sondato i lettori e la rosa che ne esce fuori segnala uno scenario diverso rispetto allo schema del Palazzo. IN POLE POSITION. Tre nomi sui quali nelle ultime ore si stanno concentrando le grandi manovre dei partiti, coi rispettivi leader impegnati in riunioni, bilaterali più o meno carbonari e consultazioni ufficiali con il premier Renzi che – ha già detto – il nome del Pd lo tirerà fuori solo giovedì, un attimo prima del voto. La partita vera si giocherà solo alla quarta votazione col quorum più basso e i veti incrociati depotenziati. Sempre a meno di tiri mancini dei franchi tiratori (a sinistra come a destra, vedi Fi). La terna quirinalizia sulla quale la mediazione tra forze politiche viene considerata possibile sono: Padoan, Mattarella e Fassino. Il ministro del Tesoro è il candidato sul quale potrebbero convergere i renziani e i dissidenti dem dal momento che Padoan ha lavorato con D’Alema e oggi è uno degli uomini-chiave del governo renziano. Sergio Mattarella è considerato espressione dell’area moderata di sinistra e in questo senso potrebbe incrociare i voti dei berlusconiani (chissà se quelli dei fittiani). Infine l’ex segretario Pd Piero Fassino oggi presidente dei Comuni d’Italia (e dei sindaci). Potrebbe lasciare la poltrona di primo cittadino di Torino per quella del Colle sulla scorta di due fiches che giocano a suo favore: l’idea che il successore di Napolitano sia una personalità proveniente dal mondo politico e il suo tratto riformista che potrebbe raccogliere consensi anche nel campo del centrodestra. Terzo elemento: Fassino è convintamente renziano e non da ora; il che non guasta visto che nelle intenzioni del premier ci sarebbe quella di un presidente della Repubblica in linea con l’epopea del renzismo. I NOMI DI INTELLIGONEWS. Gli elettori di Intelligonews concentrano il loro gradimento su Romano Prodi che ottiene l’11 per cento dei 4093 voti espressi nel sondaggio che chiede chi preferirebbero al Quirinale. Seguono il maestro Riccardo Muti (8 per cento) e l’ex presidente del Senato Marcello Pera (6 per cento) ex aequo con il governatore della Bce Mario Draghi (6 per cento) anche se quest’ultimo continua a ripetere di non essere interessato alla partita. Due punti percentuali di distacco dalla donna più gettonata in queste ore: la senatrice dem Anna Finocchiaro. Quotazioni ferme al 3 e al 2 per cento rispettivamente per Rosy Bindi e Valter Weltroni: il nome dell’ex segretario Ds resta in lizza anche se destinato a un saliscendi quotidiano. Veltroni come Casini (3 per cento) nel gradimento dei lettori di Intelligonews che, invece, non sembrano gradire troppo l’idea che al Colle possa salire Giuliano Amato, presidente della Corte Costituzionale, considerato candidato-cerniera tra Renzi e Berlusconi. Per lui solo un 1 per cento, un punto sotto la performance del ministro della Difesa Roberta Pinotti (renziana) e un punto sopra i voti raccolti da Paolo Gentiloni, titolare della Farnesina (renziano di stretta osservanza). L’AGENDA DI PALAZZO. Se stasera c’è attesa per il nuovo faccia a faccia tra Renzi e Berlusconi (che nel pomeriggio ha fatto il punto coi suoi a Palazzo Grazioli), domani pomeriggio l’ex premier riunirà alla Camera i “grandi elettori” di Fi e giovedì vedrà la delegazione di Ncd guidata da Angelino Alfano. Prima del Cav. Alfano presiederà l’assemblea dei “grandi elettori” di Area Popolare. E la Lega? Salvini ha detto no a Renzi su Prodi e Amato e lo rilancia dopo il giro di consultazioni al Nazareno. Il leader leghista svela la strategia: “Noi vediamo di concordare un nome di centrodestra con chi ci sta, con la Meloni. Io ho in mente un nome, Berlusconi mi pare più interessato a fare l'accordo con Renzi, ma se fanno il partito della nazione noi vinciamo”. Nomi ancora coperti. E nel baillame di incontri, contatti e riunioni, non è sfuggita la frase del premier che suona come un avvertimento indirizzato ai ‘franchi tiratori’, di oggi e di domani: il successore di Napolitano dovrà arrivare alla quarta, al massimo quinta votazione da tenere entrambe nella giornata di sabato altrimenti sarebbe difficile garantire la tenuta della legislatura.  
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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