Salvini mira su Alfano e lancia l’Opa al centrodestra

27 maggio 2014 ore 11:16, intelligo
Salvini mira su Alfano e lancia l’Opa al centrodestra
Più di Ncd, meno di Fi. Ma l’asticella che Matteo Salvini ha saputo fissare sopra il 6 per cento, sarà la “dote” tutta sua che porterà al tavolo della coalizione, ora più che mai alle prese col “che facciamo?”…
Salvini è riuscito in due cose: portare fuori la Lega dalla “palude” del recente passato e proiettarla di nuovo come forza nazional-popolare che non solo si riprende un pezzo di Nord (a livello di rappresentanza e dunque di elettorato) ma che tenta di radicarsi anche al centro (il 2 per cento a Roma la dice lunga) e al sud. La cifra di Salvini è il no euro sullo scacchiere europeo e dunque la battaglia che aprirà insieme a Marine Le Pen del Fn, Nigel Farage dell’Ukip inglese e altri movimenti euroscettici che in questo test si sono affermati. Austerity e fiscal compact i “nemici” da combattere da una trincea che conterà circa un centinaio di europarlamentari a Bruxelles. Ma c’è un’altra sfida che Salvini ha ben chiara in mente e che da ieri di fatto si è aperta nel campo del centrodestra: infilarsi di diritto nella competizione per la leadership del centrodestra. E i primi segnali stanno nelle dichiarazioni “tattiche” del post voto. Salvini mira al Ncd che dal voto europeo esce con un dignitoso 4,3 per cento ma non va oltre. “Un partito di governo con ministri ai Trasporti, alla Sanità e all'Interno, che arriva al ‘quattro virgola pinco pallo percento’ è finito”. Un attacco frontale che prelude alla battaglia in un campo frazionato, diviso e come tale tutto da “arare”. La mission di Salvini è chiara: non può bastare la netta affermazione alle europee, la ribalta “euroscettica” che comunque darà del filo da torcere al “governo delle larghe intese” di Ppe e Pse; il leader della Lega punta dritto al centrodestra, ad Alfano che rivendica la centralità del suo Ncd nella riformattazione dello schieramento ma anche a Berlusconi che sti tiene il 16 per cento ma lascia sul campo altri tre milioni di voti (dopo i 6 delle politiche) e per rilanciare il partito dovrà velocemente decidere cosa fare della leadership.
autore / intelligo
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