Roccella (Ncd): “Ora Renzi più a sinistra? Il governo resterà soltanto renziano grazie a noi"

27 maggio 2014 ore 13:21, Lucia Bigozzi
Roccella (Ncd): “Ora Renzi più a sinistra? Il governo resterà soltanto renziano grazie a noi'
“Famiglia, lavoro, tasse nell’agenda di Ncd al governo, per noi sono tre punti imprescindibili”. Eugenia Roccella, parlamentare di Ncd, traccia la linea su cosa e come il governo dovrà capitalizzare la stabilità che questo voto consegna a Renzi. Diversa e più complessa la prospettiva per la ricomposizione del centrodestra. Nell’intervista a Intelligonews non tralascia un passaggio sugli errori di Berlusconi…
Riforme, adesso quali priorità per il governo e quali i dossier su cui Ncd punterà? «A parte le riforme istituzionali che hanno il loro percorso e vedremo cosa accadrà al tavolo dal momento che su quei capitoli c’è una maggioranza più ampia, noi abbiamo indicato la strada». Faccia due esempi. «La detrazione per le famiglie è il punto qualificante, quindi il provvedimento Irpef va corretto considerando le famiglie con figli. Dobbiamo rimodulare gradualmente una tassazione che non sia di ostacolo alla natalità. L’altro dossier è il lavoro: abbiamo un tasso di disoccupazione elevato e non capire che occorre semplificare e facilitare ogni forma di lavoro sarebbe grave. Questo paese non può più tollerare un livello di tassazione così alto. Un esempio? Noi diciamo che la Tasi va ripresa». Molti analisti sostengono che questo sia un governo più renziano che di sinistra. Qual è la sua valutazione? «E’ la presenza del Nuovo Centrodestra che lo rende più renziano e se Ncd non ci fosse, non potrebbe essere più renziano che di sinistra. Aggiungo che se sono vere le voci su un possibile slittamento di alcuni senatori grillini verso la maggioranza e dunque se si verificasse un eventuale allargamento della compagine che sostiene l’esecutivo, sarebbe ancora più chiaro che Renzi non può fare il renziano se non con un forte peso di Ncd dentro la maggioranza e il governo». Quando e come si ricomporrà il centrodestra e chi, secondo lei, dovrebbe guidarlo? «C’è stato un errore di fondo di Berlusconi in campagna elettorale: ha ritenuto, un po’ come un tempo faceva la sinistra che non voleva nemici a sinistra, di non volere nemici al centro. Quindi ha puntato ad annichilire la proposta di Ncd attraverso una criminalizzazione pre-politica con il famoso ‘traditori, traditori’ per non dare un giudizio politico. Se lo avesse dato, avrebbe dovuto ammettere che avevamo ragione noi. Il fatto poi di sancire una sorta di omaggio alla credibilità renziana ha indebolito tutta la proposta del centrodestra». E adesso? «Adesso o si rimedia a questo errore e quindi Berlusconi riconosce anche che la nostra proposta è quella da perseguire, oppure mi sembra difficile costruire trovare dei punti di convergenza senza rimuovere questa censura politica iniziale». E sulla leadership? «Si vedrà, il punto è far nascere una leadership». Larghe intese europee: l’Italia potrà puntare su un ruolo di maggiore peso, anche rispetto alla debolezza politica di Hollande? «L’Italia ora si trova in una situazione più facile rispetto a prima perché certamente, al di là del Ppe che ha la maggioranza, gli equilibri usciti dal voto europeo e i segnali di allarme che hanno preso piede in alcuni paesi, indicano che occorre cambiare direzione. E in questo senso l’Italia che ha un governo stabile – l’unico governo confermato -, che ha mantenuto gli impegni, che ha dimostrato una linea di saggezza evitando che le derive antieuropeiste avanzassero in maniera considerevole, oggi si trova in un contesto in cui tutti gli equilibri sono mutati ed è sicuramente facilitata; può svolgere un ruolo diverso. Se prima era il primo dei paesi a rischio, adesso ha un governo confermato in maniera forte dagli elettori e si può porre all’interno dell’Unione europea con un peso maggiore».
autore / Lucia Bigozzi
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