Schede lenzuolo, precariato, sigarette, sloveno: tutte le chicche della Stabilità!

27 novembre 2013 ore 11:14, Americo Mascarucci
Schede lenzuolo, precariato, sigarette, sloveno: tutte le chicche della Stabilità!
C’era un tempo in cui andavano di moda le battaglie per la tutela del panda in via d’estinzione. Oggi i parlamentari italiani sono diventati più “acculturati” e così, salvati i panda, adesso ci si preoccupa di salvare le lingue. Un emendamento alla legge di stabilità, presentato dai relatori Antonio d’Alì e Giorgio Santini in Commissione Bilancio del Senato, ha infatti proposto di destinare dieci milioni di euro in tre anni alla minoranza slovena del Friuli Venezia Giulia. Nove milioni saranno utilizzati specificatamente per la salvaguardia della lingua slovena. Il presidente dei senatori della Lega Nord Massimo Bitonci non ha gradito, e ad emendamento ha risposto con altro emendamento di segno opposto; i nove milioni finalizzati alla tutela della lingua slovena – a detta dell’esponente leghista – devono servire a finanziare il referendum sull’autodeterminazione del Veneto. Per la serie; siamo tutti europei. “La lingua batte dove il dente duole”, recita un antico adagio ma qui la lingua batte sulle tasche degli italiani.
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Andando a sfogliare l’elenco degli emendamenti alla Legge di Stabilità presentati in Commissione Bilancio al Senato ecco spuntare cinque milioni per la tutela degli ulivi del Salento attraverso mirate azioni di contrasto alla “Xylella fastidiosa”, ossia la sindrome del disseccamento. Gli ulivi salentini possono contare in Parlamento sull’intera pattuglia dei senatori pugliesi, tutti estremamente sensibili ai problemi del comparto agricolo. L’emendamento è stato infatti presentato dal senatore Francesco Bruni (primo firmatario), cui si sono accodati i colleghi  Lucio Tarquinio, Piero Liuzzi, Luigi D'Ambrosio Lettieri, Vittorio Zizza, Piero Iurlaro, Massimo Cassano, Luigi Perrone. Chissà se quando si sono riuniti per predisporre l’emendamento salva ulivi, ci è pure scappata una “pizzicata”? (nel senso della classica danza salentina). E’ andata male ai castagneti, ai vigneti, alle coltivazioni di Kiwi. Basta attendere il prossimo giro e un aiutino potrebbe arrivare anche per le altre colture.
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Poi c’è la grande anomalia Equitalia. Un imprenditore si toglie la vita? Colpa di Equitalia che lo vessava. Le fabbriche chiudono; colpa di Befera e del “perverso” sistema di polizia tributaria gestito dalla sua società. In campagna elettorale la chiusura di Equitalia è stato il cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi, ma anche gli altri schieramenti sono stati molto attenti a non far passare il messaggio di voler difendere la sopravvivenza della contestata società di riscossione dei tributi. Ebbene, si scopre che fra gli emendamenti c’è anche quello che proroga alle società del gruppo Equitalia il servizio di riscossione, spontanea e coattiva, dei tributi per conto dei Comuni, per tutto il 2014. Da evidenziare come il rapporto di Equitalia con le pubbliche amministrazioni si sarebbe dovuto già interrompere alla data del 30 giugno 2013, termine prorogato al 31 dicembre 2013. E se la celeberrima “sora camilla” tutti la vogliono e nessuno la piglia, per Equitalia è vero l’esatto contrario: “Nessuno la vuole ma tutti se la pigliano”.
Schede lenzuolo, precariato, sigarette, sloveno: tutte le chicche della Stabilità!
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La lotta al precariato poi sta sempre al primo posto. Peccato che alla fine gli interventi prospettati altro non siano che palliativi utili a prolungare la precarietà. Come i 210 milioni per i lavoratori socialmente utili della Calabria e i 90 milioni per Napoli e Palermo. Lavoratori il più delle volte assunti a chiamata diretta, senza concorsi o selezioni pubbliche, arruolati per scopi e finalità di carattere politico. Ma il lavoro si sa è un diritto di tutti. La Lega è pronta a dare battaglia lamentando come la stessa attenzione non sia rivolta ai lavoratori cassintegrati del Nord. Ma al presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti non si può dire di no; ancora meno oggi che è l’uomo forte del vicepremier Angelino Alfano nel mezzogiorno.In compenso basta con le “schede lenzuolo” quando si andrà a votare. Un emendamento ha stabilito di ridurre al minimo l’ampiezza delle schede elettorali (facendo in modo che siano però sempre sufficientemente leggibili) e di eliminare gli spazi gratuiti messi a disposizione dai Comuni per la propaganda elettorale. In più si voterà un giorno soltanto, ossia la domenica dalle 7 alle 23. I risparmi preventivati da questa serie di tagli ammonterebbero a circa 44,5 milioni di euro. Così si potrà evitare l’aumento delle sigarette che con altro apposito emendamento, è stato fatto slittare al 2015 per la gioia dei fumatori più incalliti, un po’ meno per quelli passivi. A Verona ringraziano sentitamente per i cinque milioni che arriveranno per finanziare il “potenziamento della rete infrastrutturale per la mobilità in direzione della Fiera” in virtù di un emendamento proposto dalle senatrici Federica Chiavaroli e Laura Bianconi. E a quanti lamentano l’assenza di una memoria storica fra le giovani generazioni, pronti 23 milioni per la messa in sicurezza ed il restauro dei luoghi simbolo della Prima Guerra Mondiale.Per concludere buone notizie per i dipendenti delle basi militari dismesse. Un emendamento ha destinato un milione al loro trasferimento in altri enti dello Stato; un milione tolto dai fondi del Ministero degli Esteri. Banale domanda: non sarebbe stato più logico andare a reperire risorse dai bilanci del Ministero della Difesa, magari riducendo i costi faraonici del processo di digitalizzazione dell’esercito (22 miliardi) o quelli che vanno a finanziare operazioni discutibili come la missione della portaerei Cavour nei mari dell’Africa? Che ne pensa il solerte ministro Mario Mauro?
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