Il giorno di Silvio: appello agli affetti e appuntamento al voto. Piazza azzurra vs piazza viola

27 novembre 2013 ore 17:05, intelligo
Il giorno di Silvio: appello agli affetti e appuntamento al voto. Piazza azzurra vs piazza viola
Piazza azzurra, piazza viola. Il Palazzo decide. A Via del Plebiscito il popolo di Berlusconi attende il leader, nel giorno della decadenza da senatore. Davanti al Senato manifesta il popolo viola contro Silvio-senatore. Dentro Palazzo Madama, i senatori si apprestano a votare. Sì o no: c’è appeso il destino di un leader e di un ventennio berlusconiano. Intelligonews racconta cosa succede attraverso i suoi … virus in action.
PALAZZO MADAMA, ORE 17.41. A Palazzo Madama l'ultimo voto sul nono ordine del giorno contro la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. L'esito è negativo, respinto. Da questo momento il leader del centrodestra non è più senatore. Dopo vent'anni esce dal Parlamento.   VIA DEL PLEBISCITO, ORE 17. Silvio Berlusconi va dritto al punto:  "Abbiamo il dovere di combattere e si può fare anche fuori dal parlamento". Quanto basta per capire che resterà alla guida del movimento politico ri-fondato qualche giorno fa. Di fatto, il Cavaliere apre la campagna elettorale. Mossa che fa il paio con il passaggio dei senatori e deputati forzisti all'opposizione, nei banchi accanto a quelli di M5S, Sel e Lega. Lo dice chiaro Berlusconi quando dà appuntamento ai militanti ed elettori per l'8 dicembre: convention dei Club di Fi che segna l'avvio della campagna elettorale. "Il primo giorno di inizio della campagna elettorale "per la libertà. Saremo qui tutti anche di più, missionari di verità e di libertà.Vi garantisco che non dimenticherò mai questa giornata". Non è il passo di addio, anzi. Silvio Berlusconi richiamato dall'incitamento dei manifestanti e, visibilmente commosso, sale di nuovo sul palco per dire ai suoi: "Andiamo avanti". L'appuntamento è alle urne, alla nuova campagna elettorale. Da domani, la nuova battaglia del Cavaliere.  PALAZZO MADAMA, ORE 17. Iniziano le votazioni sugli otto ordini del giorno presentati in dissenso sulla decadenza di Berlusconi.  Il primo odg presentato dal senatore Andrea Augello (Ndc) è respinto con il voto elettronico. Lucio Malan insiste nel chiedere il voto a scrutinio segreto, ma il presidente del Senato Pietro Grasso dice di no. E lo conferma respingendo la richiesta rinnovata da Donato Bruno (Fi) e da Elisabetta Casellati (Fi). Zanda (Pd), chiede di porre in votazione gli altri ordini del giorno e sollecita su questo il presidente Grasso dopo una tesa  discussione procedurale che ha visto impegnati alcuni senatori forzisti e lo stesso Grasso proprio sulle modalità di votazione. Stesso esito: respinto. Terzo ordine del giorno contro la decadenza: respinto. Idem per il quarto e per gli altri fino all'ultimo, l'ottavo. VIA DEL PLEBISCITO, ORE 16.40. Silvio Berlusconi è appena salito sul palco allestito in via del Plebiscito, davanti a Palazzo Grazioli, sede della residenza romana del Cavaliere. Ecco le prime parole rivolte al popolo azzurro: "Devo dire che in questi vent'anni se c'è una cosa di cui non mi posso lamentare è la vostra vicinanza, il vostro affetto.  Evidentemente Il Senato di sinistra con il suo potere ha ordinato al tempo di fare freddo.  Al di là della commozione che credo non sia soltanto mia ma dai vostri sguardi credo sia anche vostra, siamo qui in un giorno amaro, un giorno di lutto per la democrazia".  Poi il riferimento all'avviso di garanzia ricevuto nel '94 mentre presiedeva un summit internazionale a Napoli. E l'attacco frontale alla magistratura. E' il primo passaggio di un intervento nel quale il Cav. confermerà la sua intenzione: non mollare. BERLUSCONI AL CONTRATTACCO. ORE 16.52.  Un duro atto di accusa sull'accelerazione sia dell'iter giudiziario nel processo sui diritti tv Mediaset sia della procedura adottata prima dalla Giunta delle autorizzazioni e poi dall'Aula del Senato per la sua decadenza da senatore. "E' stato capovolto il regolamento del Senato", scandisce Berlusconi. PALAZZO MADAMA, ORE 16.50. E' il vicepresidente dei senatori di Fi Anna Maria Bernini a prendere la parola in Aula per le dichiarazioni di voto. Un intervento appassionato e di denuncia della "persecuzione giudiziaria" nei confronti di Berlusconi. Poi un riferimento, altrettanto significativo, all'8 settembre. Al termine dell'intervento, i colleghi del gruppo intonano in coro  "Silvio, Silvio". PALAZZO MADAMA, ORE 16.26 . Fuori il popolo viola lancia il countdown per la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Raccolti in piazza delle Cinque lune, i manifestanti hanno preparato striscioni e bottiglie di spumante per "l'addio del Cavaliere al Senato - dice Gianfranco Mascia, volto noto del Movimento - perche' la legge Severino va applicata senza se e senza ma”. PALAZZO GRAZIOLI, ORE 16.15. L’intervento di Berlusconi è atteso per le 17. Il leader di Forza Italia parlerà al suo popolo. C’è attesa tra i militanti e non mancano momenti di tensione, con chiari riferimenti agli alfaniani considerati “traditori”. PALAZZO MADAMA, ORE 16.10. E' il momento delle dichiarazioni di voto da parte degli esponenti dei partiti che siedono nell'Emiciclo. Al termine, si procederà al voto con scrutinio palese degli otto ordini del giorno, tra i quali quelli di Forza Italia e dell'Udc di Casini. Una particolarità: due degli ordini del giorno in dissenso con la decadenza di Berlusconi sono stati firmati congiuntamente da senatori di Fi e del Nuovo Centrodestra, alias alfaniani. Lo stesso Alfano, subito dopo il voto di decadenza ha riunito a Palazzo Madama la riunione dei gruppi parlamentari di Ncd e a seguire (ore 18.30) una conferenza stampa.  PALAZZO GRAZIOLI,  ORE 15. Bandiere di Forza Italia e qua e là pure qualcuna del defunto (qualche giorno fa) Pdl. Maxischermo allestito proprio sotto il balcone di Palazzo Venezia (strani parallelismi che non sfuggono ai passanti infreddoliti), palco a via del Plebiscito dove tra poco dovrebbe parlare Berlusconi. Inno “sparato” dagli amplificatori: è “Azzurra Libertà” la colonna sonora della manifestazione. Oltre un migliaio i fan e i militanti azzurri che urlano slogan contro chi “vuole l’omicidio politico” del leader di centrodestra. Bandiere anche dell’Esercito di Silvio. La zona è blindata dalle forze dell’ordine.    
autore / intelligo
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