Gozi (Pd): «Con regole e Congresso pronti a governare. I pidiellini sono in terapia di gruppo e i leghisti a rimorchio di B.»

27 settembre 2013 ore 14:19, Marta Moriconi
Gozi (Pd): «Con regole e Congresso pronti a governare. I pidiellini sono in terapia di gruppo e i leghisti a rimorchio di B.»
La Direzione ha deciso il futuro del partito, regole e data del Congresso, e IntelligoNews ha intercettato un’entusiasta Sandro Gozi che ha avvertito: «La situazione è gravissima e noi ora dobbiamo dimostrare che abbiamo la classe dirigente per questo Paese». Come dire: ci prepariamo a governare. Alla faccia dei leghisti, «il Carroccio si è dimostrato nuovamente come la ruota di scorta dell’auto ammiraglia di Berlusconi», e dei pidiellini «in terapia di gruppo col loro capo». La Direzione nazionale del Pd ha approvato all’unanimità il regolamento per il congresso. Le regole sono sostanzialmente quelle del 2009. Soddisfatto? «E’ un’ottima notizia, certo arriva tardi ma non è troppo tardi! Finalmente arriva il Congresso e così possiamo parlare al Paese e dirgli che tipo di Italia vogliamo costruire. L’aspetto importante è che usciamo da questo dibattito, che è stata un’agonia. Smettiamo ora di parlarci tra noi, tra l’altro su questioni irrilevanti per gli italiani. La situazione è gravissima e noi ora dobbiamo dimostrare che abbiamo la classe dirigente per questo Paese. Siamo credibili e siamo capaci». Condivide tutte queste regole? «Sono contento che il livello locale sia stato sganciato dal nazionale, pur condividendo una certa visione del partito. Ma bisogna che il dibattito locale sia legato ai problemi del territorio, anche rispetto alle Amministrazioni. Vale sia laddove siamo all’opposizione, sia laddove siamo alla maggioranza, perché troppo spesso Amministrazione, Comune, sindaco Pd e partito sono perfettamente coincidenti. Il partito così diventa una camera di ratifica, un megafono, del sindaco in carica. Il territorio, invece, deve dare una sua visione e fare da pungolo al sindaco in carica. E questo vale anche dove governiamo: in Emilia Romagna per esempio». Se ci sarà una crisi di governo, c’è chi ipotizza una sfida alle primarie tra Renzi e Letta. E’ possibile? «Io capisco che l’idea che ci sia un congresso vero e che lo possa vincere Renzi possa procurare dei mal di pancia a qualcuno. La questione della crisi? Noi siamo protagonisti ma non dipende da noi. Lo abbiamo detto in tutti i modi, anche quelli meno entusiasti delle Larghe Intese, che occorre prima approvare la legge di stabilità e provvedere ad una nuova legge elettorale. E’ chiaro che se Berlusconi e il Pdl facessero cadere il governo, vedremo cosa fare…». Ma le piacerebbe una sfida Letta-Renzi? «In un giorno positivo come questo stiamo parlando di una variabile che non dipende da noi e sminuisce l’importanza di quanto abbiamo deciso. Seminare dubbi e incertezze non è molto sano né efficace». Epifani ha chiesto a Letta un chiarimento risolutivo. «E’ un esercizio di terapia di gruppo dei parlamentari pidiellini per consolare il loro capo. Temo però che questo esercizio li porti troppo lontano, in un punto di non ritorno. Lo vedo come un bluff, ma in certi giochi se si va troppo avanti non si riesce più a tornare indietro». Ma anche Maroni sarebbe pronto alle dimissioni… «Credo che il progetto politico della Lega Nord sia ormai arrivato al suo termine. Il Carroccio si dimostra nuovamente come la ruota di scorta dell’auto ammiraglia di Berlusconi». Per quanto riguarda le critiche a Napolitano non è piaciuto tutto quell’attivismo pro-Larghe Intese. «Tutte le Larghe Intese hanno visto un’azione molto forte di Napolitano. Ma è stata l’azione priva di senso di Berlusconi a indurre il presidente della Repubblica a svolgere la sua azione».  
caricamento in corso...
caricamento in corso...