Comi (Fi): “Insulti? Juncker verifichi. Non siamo gli yes man del Ppe... Renzi è il posticipatore"

28 aprile 2014 ore 16:07, Lucia Bigozzi
Comi (Fi): “Insulti? Juncker verifichi. Non siamo gli yes man del Ppe... Renzi è il posticipatore'
Nel mezzo… della campagna elettorale piombano le parole di Silvio Berlusconi sui tedeschi e sui lager nazisti. Lara Comi, europarlamentare di Fi e candidata alle europee, all’iniziativa dalla quale è nato il caso c’era e la racconta a Intelligonews. Senza sconti per Juncker, Merkel e Schultz…
Onorevole Comi, stavolta Berlusconi ha esagerato o si è trattato di una gaffe studiata a tavolino come afferma a Intelligonews Susta (Sc)? «Anzitutto consiglierei a tutti coloro che stanno criticando le frasi di Berlusconi, di rivedere il suo intervento integralmente. Un intervento molto chiaro: Berlusconi ha spiegato l’evento che praticamente ha fatto diventare famoso il candidato della sinistra alla Commissione europea Schultz ed è quello il contesto. Ha detto che Schultz senza quella pubblicità non sarebbe stato nessuno e del resto lo ammettono molti esponenti del centrosinistra. Non vedo nessun tipo di attacco di Berlusconi nei confronti dei tedeschi: è stato semplicemente la descrizione dell’episodio accaduto in passato tra lui e Schultz. E’ stata una strumentalizzazione e le faccio un esempio pratico…». Prego. «Berlusconi ha dichiarato che attualmente Fi è al 20 per cento ed è un miracolo con tutto il tempo che Renzi sta in tv e sui media. Ma sulle agenzie è uscito il senso opposto: sarà un miracolo se Fi arriverà al 20 per cento. L’ennesima strumentalizzazione delle parole del presidente di Fi». Juncker, candidato del Ppe alla Commissione europea, dice che Berlusconi deve chiedere scusa ai tedeschi e agli ebrei. Strumentalizzazioni a parte, secondo lei dovrebbe farlo? «Juncker deve verificare prima cosa realmente ha detto Berlusconi piuttosto che avvalersi solo di alcune frasi estrapolate dal contesto. Lo considero un gesto di leggerezza». Scusi, Juncker è anche il vostro candidato alla Commissione. Scintille in famiglia? «Essere candidato alla presidenza della Commissione europea non significa avere degli yes-man o che chi appartiene alla famiglia del Ppe non può esercitare il diritto di critica. Noi saremo pronti a criticarlo nel momento in cui non è in linea con le nostre idee». La Merkel le definisce talmente assurde che il governo non le commenta. Come valuta la presa di posizione della Cancelliera? «La giro in un altro modo. Quelle di Berlusconi sono frasi estrapolate e come tali non necessitano di alcun commento. Bene fa la Merkel a non volerle commentare, non ha senso commentare le strumentalizzazioni, queste sì, fatte dalla sinistra. Io ero presente all’iniziativa alla quale ha partecipato il presidente Berlusconi e posso testimoniare di persona quanto accaduto». Brunetta afferma che le dichiarazioni di Juncker sono “figlie di un triste calcolo elettorale: la paura cioè di perdere i voti della Merkel”. Ritiene anche lei che il candidato del Ppe sia “condizionato” dalla Merkel? «Che Juncker fosse in linea con la posizione tedesca e avesse legami con la Germania lo si sapeva già. Anche per questo sono stata ben contenta che al congresso del Ppe in Irlanda, ciascuno nell’urna ha scelto e votato secondo coscienza». Mare nostrum. Da europarlamentare uscente le chiedo: la missione va confermata o cancellata? «La mia posizione è sempre in ambito europeo. Mare Nostrum deve essere condiviso e sostenuto anche dall’Unione europea, soprattutto concretizzato dall’Europa. Io non voglio che Malta rifiuti, respinga, profughi e clandestini per mandarli in Italia. Quindi da un lato occorre velocizzare le procedure sullo status di profughi; dall’altro l’Italia non può essere lasciata sola ad affrontare questa emergenza, perché se il nostro paese è la porta dell’Europa, l’Europa deve fare la sua parte fino in fondo. Sicuramente vanno salvate le persone in difficoltà, ma vanno anche aiutate nei loro paesi di origine con opportunità di lavoro e una vita dignitosa. Avrei preferito che Juncker e la Merkel si fossero pronunciati sui problemi dell’immigrazione che sono problemi veri, non sulle solite strumentalizzazioni». Dal vertice di Renzi su Mare Nostrum è emersa la volontà di portare la questione sul tavolo del semestre europeo. Un rinvio? «Renzi da ‘fast en furious’ è diventato il posticipatore. Riforma del lavoro posticipata; Italicum posticipata; riforma del Senato posticipata; della riforma della Pa che doveva essere varata in questo mese, secondo me non se ne farà nulla. Renzi è bravo a fissare scadenze ma da solo non riesce a concretizzarle. La mia preoccupazione è che Renzi vuol far tutto e non fa niente. Sono questi i problemi da affrontare. Altrimenti, torni a fare il sindaco di Firenze».
autore / Lucia Bigozzi
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