Pontecorvo: "Caduta di stile di B. ma non dimentico... L'impegno della Germania con noi"

28 aprile 2014 ore 17:00, Marta Moriconi
gianluca pontecorvoSilvio Berlusconi in campagna elettorale ne ha combinata un'altra delle sue. Questa volta l'uscita, che è stata definita dai più di cattivo gusto, ha preso di mira i tedeschi e i lager nazisti. A Intelligonews il giovane ebreo romano e ideatore e co-fondatore del “Progetto Dreyfus”, Gianluca Pontecorvo, parla del caso che ha scatenato le polemiche. Berlusconi e la bufera per la frase sulla Shoah. Primo: il significato della parola Shoah. "Il termine "Shoah" deriva da una parola ebraica e significa letteralmente "desolazione, catastrofe, disastro". A differenza della parola "Olocausto" che significa "sacrificio volontario" nella cultura ebraica si utilizza il termine Shoah per meglio spiegare il vero significato di ciò che è accaduto e per differenziarlo effettivamente da altri genocidi nel corso della storia".
Secondo: Juncker disgustato  chiede le scuse di Berlusconi. 
E la Merkel ha chiosato: parole assurde. Lei cosa chiederebbe al Cavaliere da ebreo? E' vero o no che la mamma di Berlusconi salvò una ragazza ebrea? 
"Silvio Berlusconi è noto per essere soggetto a cadute di stile di questa gravità, non solo nei confronti del popolo ebraico e di Israele. Fa male leggere certe dichiarazioni e da un personaggio della sua caratura, al di là dei propri gusti politici, ci si aspetterebbe ben altro tipo di espressioni e pensieri. Non dimentico comunque il suo impegno nel favorire i rapporti tra Italia ed Israele ed un impegno concreto affinchè le persone di origine ebraica potessero vivere in sicurezza nel nostro Paese. La sua è stata dunque una frase di cattivo gusto, l'ennesima".
 
Ma dalla Germania avete avuto scuse sufficienti, al di là del cattivo gusto della frase di Berlusconi
"La Germania dal dopoguerra ad oggi si è impegnata profondamente, non solo in un discorso di risarcimento economico importante per le vittime, ma soprattutto in quel che è stato un processo di riconoscimento delle proprie responsabilità e di allontanamento di ideologie pericolose e purtroppo ancora vive come quelle xenofobe e oltranziste tipiche del nazismo". 
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