Lega in piazza ma c'è anche #maiconsalvini. La settimana in salita di Matteo

28 febbraio 2015 ore 2:22, Lucia Bigozzi
Lega in piazza ma c'è anche #maiconsalvini. La settimana in salita di Matteo
Lega di piazza romana. Piazza dis-occupata. Il popolo di Salvini “felpizzato” con “Renzi vai a casa”; il popolo “hasthaggato” del #MaiconSalvini in corteo a protestare. Settimana ad alta tensione sulla Rete e non…
IL “METODO” MATTEO. Salvini twitta, fa interviste, va in tv a dire come e perché oggi la Lega “scende” a Roma e da Roma lancia la campagna elettorale per le regionali e l’Opa al centrodestra. Ma nel bel mezzo della galoppata salviniana scoppia il “caso Tosi” con gli annessi e i connessi delle liti interne ai partiti. Cambia il nome ma il maldipancia è sempre lo stesso. La Rete dibatte, si divide tra pro e contro. Intelligonews sonda gli umori, registra le posizioni in campo e racconta che si muove dietro annunci e contro-annunci. Il terreno sul quale si innesta la riflessione è quello del centrodestra, abbastanza simile al “Deserto dei tartari” che Dino Buzzati scrisse in ben altri tempi ma immaginando lo stato di inerzia che fa la vita a un colore solo. Più o meno come oggi. A Intelligonews, una donna che fa politica per passione e da molto tempo, Adriana Poli Bortone, leader di Io Sud-FdI, legge le cose che non vanno nella coalizione da ri-costruire: da Fitto passando per Berlusconi fino a Salvini. E proprio sul leader del Carroccio solletica l’idea di una convergenza nel Mezzogiorno dove le truppe salviniane non sono ancora ‘eserciti’. Replica a stretto giro il senatore Raffaele Volpi, vicepresidente di Noi con Salvini per suggerirle di concentrarsi su ciò che resta del suo partito. Intanto il leader della Lega fa i conti con la “grana” Veneto dove il sindaco di Verona Flavio Tosi che è pure leader regionale della Liga Veneta, dice due cose: è sbagliato chiudere la porta in faccia ad Alfano; i candidati al consiglio regionale si selezionano in Veneto, non a Milano. Contrapposizione dura tra i due, con Tosi che in un primo tempo minaccia di disertare la manifestazione romana contro il governo targato Renzi e il segretario federale che tuona: chi non sostiene Luca Zaia è fuori.  L’europarlamentare Mario Borghezio, politico navigato, fa il pontiere e sollecita il sindaco “ribelle” a raggiungere la Capitale. All’iniziativa leghista ci sarà anche Barbara Saltamartini, ex Ncd per il metodo Renzi sul Colle e oggi nel Gruppo Misto della Camera. In molti la danno in avvicinamento a Salvini. Oggi lo sapremo. Il presidente dei deputati leghisti Massimiliano Fedriga a Intelligonews dice che dalle parti di via Bellerio non tira alcuna aria di epurazione e che, semmai, chi rema contro Zaia si autoesclude. Chiude il “cerchio” delle polemiche il premier che parla di “destra xenofoba in piazza”. LA PIAZZA E LE PIAZZE Il clima si infiamma quando sulla Rete compare l’hasthag #MaiconSalvini e quando personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo ne sostengono il senso e l’azione. In particolare l’attore Elio Germano che su Youtube fa un video nel quale, circondato da ragazzini rom, legge il documento della Costituente americana nella quale gli immigrati italiani venivano descritti come se avessero la peste. Parallelismo-contrapposizione applicato agli immigrati o ai Rom che Salvini vorrebbe rimandare a casa loro. L’ex parlamentare del Pdl Souad Sbai stigmatizza duramente l’iniziativa dell’attore. A dare fuoco alla miccia sono anche le parole di Luca Casarini (Sel) per il quale “va messo un argine. Preoccupa la saldatura tra Lega e Casa Pound”. Simone Di Stefano che di Casa Pound è il vicepresidente replica netto: “Caro Casarini, Salvini non è fascista”. Controreplica di Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in Campidoglio: “Piazza Vittorio non è di Casa Pound”. Roma guarda.
autore / Lucia Bigozzi
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