La tuta di Toti inFELTRIta

28 gennaio 2014 ore 11:18, Americo Mascarucci

La tuta di Toti inFELTRIta
No, non ci eravamo sbagliati. Giovanni Toti proprio non va giù a Vittorio Feltri, gli sta letteralmente sul gozzo, per non dire di peggio. Non perde occasione per evidenziarlo.  Giovedì scorso ospite a Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro, aveva bocciato, seppur con tono soft, Toti quale ipotetico pupillo di Berlusconi trattandolo alla stregua di un perfetto sconosciuto, un bravo ragazzo che però con la politica c’azzeccava quanto il due di coppe quando regna denari. Tempo poche ore ed ecco che l’ex direttore de Il Giornale ha rincarato la dose con quelli de La Zanzara, stavolta usando la spada al posto del fioretto. Galeotta fu la tuta che Toti ha sfoggiato affacciandosi sul balcone del centro benessere dove è andato a farsi un lifting, accanto ad un Cavaliere sorridente. Una sorta di benedizione com’è nello stile berlusconiano. Il capo al centro della scena, protagonista assoluto, e al suo fianco, un passino dietro, il pupillo del momento, il simbolo del nuovo corso di Forza Italia. Ed il nuovo corso sta anche in quella tuta bianca, che sembra proprio star lì a dimostrare il giovanilismo del movimento, quella sportività che si coniuga con l’aplomb istituzionale ben rappresentato da Berlusconi, il leader indiscusso, in giacca e cravatta.

A Feltri però la tuta di Toti proprio non è piaciuta. “Una buffonata – ha definito senza giri di parole l’esordio del novello Alfano – anche perché Toti doveva essere il numero uno invece è già diventato il terzo o il quarto in ordine di gerarchia”. Un saluto di benvenuto più affettuoso Toti non lo poteva ricevere da un così illustre collega. La buffonata per Feltri è riassunta tutta nello sfoggio di quella tuta bianca. “Io certe buffonate non le ho mai fatte e spero prima di morire di non farle mai” ha sentenziato il serioso giornalista incalzato da Cruciani. In difesa di Toti e della tuta bianca dall’assalto del berlusconismo da carta stampata, è sceso in campo il gotha del berlusconismo televisivo. A Feltri le hanno prontamente cantate due pezzi da novanta delle tv Mediaset; il neo direttore del tg4 Mario Giordano e l’opinionista di punta Paolo Liguori. Quest’ultimo è apparso nel tg di Giordano durante l’edizione delle 19, indossando la stessa tuta di Toti in segno di provocazione e accusando Feltri di ipocrisia da “politicamente corretto”.

Liguori si è scagliato anche contro Aldo Grasso, un altro che sulla tuta in questione ha avuto molto da obiettare. Ma era chiaro come l’obiettivo di Liguori, così come quello del Tg4 fosse “l’altra destra”, la destra di Feltri che, al pari dei vari Fitto e della vecchia guardia berlusconiana, non accetta l’ascesa ai piani alti di Forza Italia del “pischelletto” televisivo (così Toti è stato definito negli ambienti forzisti più ostili). La guerra dunque è aperta e c’è da star certi non mancherà di riservare nuovi colpi di scena. Del resto tutti sanno quanto pessimi siano i rapporti fra Feltri e Giordano. Talmente pessimi da rendere quasi impossibile la convivenza fra i due; al punto che il neo direttore del Tg4 è passato più volte dal Giornale a Libero proprio per non incontrare mai Vittorio sul suo cammino. E a dar man forte a Giordano c’è pure un Liguori deciso a difendere con le unghie e con i denti quel giovane ex cronista che ha allevato professionalmente quando era direttore di Studio Aperto e che oggi si sta facendo faticosamente strada in politica al fianco del Cavaliere. Riuscirà Berlusconi a placare questa “faida giornalistica” in casa?


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