Cattaneo (Fi): "Ho parlato con Berlusconi: Quirinale, poi morte o rigenerazione"

28 gennaio 2015 ore 13:00, Marta Moriconi
alessandro cattaneo 1Alessandro Cattaneo parla chiaro: "O rigenerazione o morte". E il tema è Forza Italia. Con IntelligoNews svela una chiacchierata con Berlusconi sempre più deciso a dare una svolta al partito, ma allo stesso tempo chiarisce i "tempi tecnici" necessari per operare un restyling che non sia un mero maquillage. L'approvazione dell'Italicum ha reso evidente che il fronte anti-Nazareno ha rafforzato gli eserciti. E' così? Strada in salita per il Quirinale?  "La mia opinione è che ha reso evidente il fronte anti-Nazareno è vero ma che questo fronte è in maggioranza non schiacciante. I numeri sono dalla parte del Nazareno dunque, ma non bisogna affatto sottovalutare il fenomeno. Io sono convinto che se si trova un accordo con la lealtà che Fi ha dato e chiede, si chiuderà subito alla quarta votazione e quindi nella giornata di sabato. Solo così si terrà tutto". Altrimenti, se sabato non riusciste ad eleggere un Presidente? "Se va va, ma se non andasse si aprirebbe uno scenario diverso. Renzi comunque si gioca con Fi un pezzo della sua credibilità e affidabilità politica che sono il bene più prezioso per chi fa la nostra attività, e poi si gioca con il suo partito la leadership interna in una conta che diventerà decisiva per il futuro del Pd ma anche del governo". Berlusconi che non si incontra con Renzi prima di oggi... è una mossa per mostrare il suo peso? "Berlusconi dopo 20 anni sulla scena politica è ancora determinante. Lo è, è così e i numeri dicono che Renzi non ha potuto fare a meno dell'appoggio di Fi per fare ogni cosa. Ora tutto sta nel mantenere i patti ed eleggere davvero un presidente di garanzia, cosa che chiedono tutti gli italiani". Bersani è il nome dei grillini. Che strategia seguono i pentastellati? "E' una mossa da vecchia politica: sapendo che Bersani è un nome che divide il Pd e mette in difficoltà Renzi, lo mettono sul tavolo per fomentare il disaccordo interno al Pd". A Berlusconi non piacerebbe Bersani?  "Esprimo la mia opinione personale: basta a un presidente della Repubblica con la tessera del partito comunista". E il suo nome per il Colle qual è? "Ogni nome porta male. Sicuramente una figura politica e di taratura internazionale". Giovane?  "Non necessariamente. L'importante è che abbia le caratteristiche che ho detto prima e l'esperienza che può benissimo avere anche un cinquantenne". Con Alfano come va? Ci sono dei riavvicinamenti?  "Se devo guardare al lungo periodo penso a un centrodestra unito. Purtroppo, è inutile nasconderlo, pesano fratture personali che non sono di semplice ricomposizione, e parlo anche dei sentimenti dell'elettorato. Sul percorso da fare ci siamo e su come percorrerlo e che strada fare ci confronteremo". Dopo il Quirinale come andrà in Forza Italia? "Dopo il Quirinale o Forza Italia si rigenera o davvero muore. Mi sono confrontato anche con Belrusconi di recente, ho avuto occasione di parlarci di persona qualche momento: mi sembra molto determinato e consapevole che immediatamente dopo all'elezione del Capo dello Stato il partito andrà rilanciato".
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