Puppato (Pd): “Bersani? I 5S hanno l'Alzheimer. Renzi al quarto voto non avrà bisogno di Berlusconi"

28 gennaio 2015 ore 17:30, Lucia Bigozzi
laura puppato 1L’opzione dei grillini su Bersani è da “demenza senile per quello che è accaduto solo due anni fa”. Laura Puppato, senatrice Pd, non vuole “scherzi né giochetti” sul Colle senza distinzioni di partito. Nell’intervista a Intelligonews spiega perché Renzi non è condizionato né condizionabile da Berlusconi ma non rinuncia a una stoccata su nomi e opzioni ancora una volta declinati tutti al maschile. Dopo Prodi, i 5Stelle ragionano sull’opzione Bersani. Come commenta? Il gruppo dei “29” senatori dem lo voterebbe? «Ieri abbiamo celebrato il Giorno della Memoria per non dimenticare l’orrore dell’Olocausto. Ovviamente con tutte le dovute differenze, mi sa che c’è chi nonostante sia sufficientemente giovane, ha in sé la demenza senile dell’Alzheimer. Ci ricordiamo tutti quanto avvenuto solo due anni fa e con quale disprezzo i 5Stelle hanno, per così dire, dialogato con Bersani. Oggi il pentimento grillino risulta davvero strano. Certamente, stanno gettando ami e questo lo si può percepire nel momento in cui infilano nomi come quello di Prodi e ora di Bersani nell’elenco delle opzioni ritenute ‘appetibili’ per il Quirinale. Purtroppo, messa così, la questione rischia di non essere una ‘buona pesca’ per tornare all’esempio dell’amo. Al netto delle diverse posizioni sul metodo, sarebbe stato molto meglio per tutti se avessero specificato in maniera esplicita e dichiarata la volontà sulle figure di Prodi e Bersani partecipando alle consultazioni. Ora c’è da aspettarsi che attraverso i loro meccanismi i due nomi entreranno in una classifica on line in cui posso presumere che finiranno al quinto o all’ottavo posto. Il punto è che i 5Stelle continuano a non dire rispetto alla figura che dovrebbe salire al Colle. Il risultato è che ancora una volta, se da una parte a una prima valutazione superficiale questa mossa potrebbe sembrare un ‘recupero’ su Bersani, dall’altra potrebbe risultare il definitivo affossamento del suo nome. Non mi piace questo modo di operare, è dannoso e non propone nessuna seria ipotesi per il Colle». Ma lei con i 29 senatori della minoranza dem potreste votare Bersani se si creassero le condizioni giuste? «Io non appartengo alla minoranza dem e non ho partecipato all’incontro dei 140 parlamentari perché come è noto a tutti, aborro le correnti. Il nostro operare sta dentro l’articolo 67 della Costituzione in base al quale i parlamentari rispondono al popolo, alla propria coscienza e poi appartengono al partito. Io voglio dare un contributo al mio partito per rendere le politiche adottate per il Paese quanto più evolute e, possibilmente, trasparenti e democratiche. Ho sottoscritto il documento dei 29 senatori dem relativamente alla battaglia per le preferenze. Ho condiviso questa legge anche perché di gran lunga preferibile al Porcellum che c’era prima. Grazie al lavoro di tutti in questi 8 mesi sono stati raggiunti grandi risultati e l’aspetto che voglio evidenziare è molto chiaro: siamo partiti con una legge elettorale molto diversa da quella che è uscita ieri al Senato. Sul tema delle cosiddette minoranze, penso che stavolta non si possa scherzare sulla partita per il Colle…». Perchè? «Dobbiamo lavorare insieme, con tutti, cercando di individuare un nome sul quale vi sia il più ampio consenso possibile fermo restando ovviamente le caratteristiche del profilo del candidato: persona retta, garante della Costituzione vigente ma anche una persona determinata e autonoma. Ho spiegato al mio partito che non vorrei una ‘candle in the wind’, cioè una persona disponibile. E sia chiara una cosa…». Quale? «Non è concesso a nessuno fare giochetti sul Colle: abbiamo già visto l’esperienza dei 101, 130 o 140 franchi tiratori: credo che questo voto sia uno snodo non da poco della legislatura; ne va della serietà del Parlamento. Chiunque pensa di fare giochetti o attivare vendette di qualunque natura, oltre ad essere un illuso si rivelerà anche un perdente. Insomma, per dirla con Vasco Rossi: diamo un senso a questa storia. E’ questo il nostro ruolo e il nostro lavoro». Ieri con il voto sull’Italicum 2.0 si è evidenziato un fronte trasversale anti-Patto del Nazareno, ma nella stessa giornata 10 grillini sono usciti dal Movimento in un certo senso rinsaldando quel Patto. Qual è la sua valutazione? «Questa legislatura sarà fortemente analizzata dai politologi come una fase in cui si è evidenziata una forte autonomia del Parlamento. Lo sto dicendo da tempo e non capisco perché si stia sottovalutando il ruolo del Parlamento e si continui a svilirne la funzione dicendo che decide tutto il governo. Il caso della legge elettorale è l’esempio lampante di come una legge sia entrata in Parlamento in un modo e ne sia uscita fortemente modificata. Stesso discorso per la legge di riforma costituzionale. Questa legislatura sta rendendo evidente come coi 36 fuoriusciti dai 5Stelle o la quindicina da Fi, le varie anime che si sono disperse, vedi Scelta Civica, finendo nel Pd o nei Popolari o ancora in Ncd, rappresentino un movimento carsico che riaffiora in forme più o meno organizzate e che dimostra l’evoluzione dell’assetto politico che viviamo in Parlamento e al tempo stesso, come vi sia da parte di ogni singolo parlamentare la volontà di contribuire a ‘dare un senso a questa storia’ per dirla ancora con Vasco Rossi». Berlusconi ieri ha disertato il primo faccia a faccia con Renzi sul Colle: perché secondo lei? Sta alzando il tiro? «Pensi sia pura tattica politica. Evidentemente, avrà ritenuto che alla prima consultazione è bene mandarci i ‘sovrintendenti’». Ma secondo lei potrebbe alzarlo il prezzo e Renzi cosa dovrebbe fare? «Credo che Renzi non abbia bisogno di Berlusconi, soprattutto dalla quarta votazione. Per entrambi è più conveniente nell’interesse del Paese trovare una candidatura di alto livello tale per cui a me – lo ripeto – piacerebbe che si votasse una figura come la Finocchiaro da Sel fino a Fi. Purtroppo, mi pare di capire che sul piatto ci siano quasi esclusivamente candidature maschili e questo mi dispiace. Se proprio deve essere un uomo, che almeno sia un nome per il quale, almeno, non dobbiamo lacrimare scrivendo il suo nome sulla scheda».
autore / Lucia Bigozzi
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