Calabria (Pdl): "Ritorno a FI? Sono entusiasta e mi emoziona. Ridarebbe slancio alla rivoluzione liberale del ‘94"

28 giugno 2013 ore 14:24, Marta Moriconi
Calabria (Pdl): 'Ritorno a FI? Sono entusiasta e mi emoziona. Ridarebbe slancio alla rivoluzione liberale del ‘94'
«Ritorno a FI? Io ne sono entusiasta. Milito nel movimento giovanile di FI da quando avevo 16 anni. Tornare a FI mi emoziona.». Annagrazia Calabria, deputata pidiellina e coordinatrice nazionale della Giovane Italia, non nasconde la gioia quando le si domanda di Forza Italia e di quel passato che bussa di nuovo alle loro porte. Ma, per lei «non è un ritorno nostalgico,  quanto una spinta per il futuro, necessaria per rimodulare il sostegno e l’entusiasmo del popolo di centrodestra». Addio ex An? Non lo crede affatto, anche se il «nome ricorda un progetto politico-culturale vincente: la famosa rivoluzione liberale ». Quanto al governo Letta è chiara: «Il governo è in piedi fino a quando fa le cose. Questa è la nostra opinione e anche quella di Berlusconi, che non ha mai fatto mancare la netta separazione tra i due binari: quello giudiziario e quello governativo». Ma a Zanda che sottolinea, oggi, come l’accordo di governo escluda il tema della giustizia, indirizza un messaggio parlando di presidenzialismo, lei che è membro della Commissione Affari Costituzionali: «E’ pretestuoso che qualche esponente del Pd ponga veti su aspetti della riforma, che seppure non esplicitati all’inizio, sono inevitabili in quanto il nostro sistema è basato su pesi e contrappesi, quindi se agisci su un punto ti porti dietro l’altro». E alla domanda, Marina sì o no, risponde con un cognome: Berlusconi. Epifani ha dichiarato che la stabilità di governo non può dipendere da fibrillazioni dovute alle vicende giudiziarie di Berlusconi. Bondi ha risposto che dipendono dalle magistratura che travalica i propri confini. Un suo commento «Il governo è in piedi fino a quando fa le cose. E mi pare che anche Epifani, poi, lo abbia chiarito. Questa è la nostra opinione e anche quella di Berlusconi, che non ha mai fatto mancare la netta separazione tra i due binari: quello giudiziario e quello governativo. Ricordiamoci che questo è un governo di emergenza, nato perché non c’è stato un vincitore alle ultime elezioni, quindi ha la strada segnata: per superare la crisi deve intervenire con provvedimenti che mirino ad abbassare le tasse, affrontare la questione dell’Imu e quella dell’Iva, oltre che pensare  misure ed agevolazioni per l’accesso dei giovani nel mondo del lavoro. Non c’è pericolo per il governo fino aquando risponde a queste necessità». Ma esiste o non esiste la persecuzione giudiziaria di Berlusconi? «E’ sotto gli occhi tutti. L’ingerenza di un potere (quello giudiziario), rispetto ad un altro (legislativo) è qualcosa che mina la credibilità della giustizia in Italia. Andrà trovata una soluzione». I radicali stanno portando avanti un Referendum sulla Giustizia. Tra i quesiti la questione della responsabilità civile dei magistrati e la separazione delle carriere. Li sostenete? «E’ una nostra battaglia, di cui siamo convinti da sempre». Slittamento dell’aumento dell’Iva. Una cura palliativa contro la crisi? «E’ un tampone che non risolve. Bisogna agire tempestivamente e non si può cronicizzare questa politica del rinvio. C’è bisogno di certezza. Deve ripartire la fiducia dei cittadini, così tra qualche mese siamo da capo a fondo». Per i giovani è stato fatto abbastanza? Che ne pensa la coordinatrice di Giovane Italia? «Insieme ad altri parlamentari under 35, politicamente trasversali (compresi Sel e 5Stelle), abbiamo lavorato ad una mozione la scorsa settimana. Abbiamo chiesto al governo l’impegno a sconfiggere la piaga del terzo millennio: la disoccupazione giovanile. Occorre guardare ai bacini che sono disponibili per i Paesi membri, e non mi riferisco solo a quei 400milioni di euro per il piano europeo Garanzia giovani, ma anche al Fondo sociale europeo e alla Banca Europea per gli investimenti». Cosa viene prima, Imu, Iva, o misure per i giovani? «La detassazione che le comprende tutte e tre. Non si può continuare ad abbassare delle tasse per alzarne altre. Il cuneo fiscale va alleggerito. E poi una tassa come l’Imu è fastidiosa anche per i giovani: non dà speranza per il futuro». Schifani ha detto che siete tutti d’accordo sul ritorno a Forza Italia. Proprio tutti? «Credo che ci sia  un amplissimo consenso per il ritorno a Forza Italia. Io ne sono entusiasta. Milito nel movimento giovanile di FI da quando avevo 16 anni. Tornare a FI mi emoziona. Ma non è un ritorno nostalgico al passato, è un simbolo che darà quella spinta per il futuro necessaria per rimodulare il sostegno e l’entusiasmo del popolo di centrodestra». A scapito anche di qualche “emorragia”? «Non credo che ci saranno fuoriuscite per il cambio di un nome che ricorda, tra l’altro, un progetto politico-culturale vincente: la famosa rivoluzione liberale. Contano i contenuti. Nient’altro». Ma non tutti sono liberali nel Pdl. «E’ sempre stato così. Il centrodestra raccoglie un’infinità di culture politiche. Chi veniva dal partito socialista ne aveva una, altri ancora un’altra. Fa parte di un dibattito che nel centro-destra c’è sempre stato e che rappresenta la sua ricchezza». Vice-presidenza della Camera e nomina del segretario di Presidenza. Si fa il suo nome per la seconda posizione… Che ne pensa? «Io auspico Daniela Santanchè vicepresidente della Camera. Per il segretario la scelta è in capo al partito che sceglierà secondo il merito e la competenza e al meglio». Quagliarello e Schifani parlano oggi della riforma costituzionale. E parlando del Presidenzialismo lo legano ad un’inevitabile revisione del Csm e della Consulta. Zanda ha dichiarato che l’accordo di governo esclude il tema della giustizia. Quindi? «Io sono in Commissione Affari Costituzionali. Credo la riforma costituzionale debba essere fatta perché l’efficienza delle Istituzioni garantisce l’efficienza di un governo. E’ pretestuoso, invece, che qualche esponente del Pd ponga veti su aspetti della riforma, che seppure non esplicitati all’inizio, sono inevitabili in quanto il nostro sistema è basato su pesi e contrappesi quindi se agisci su un punto ti porti dietro l’altro». Marina sì o Marina no? «Rispondo: Berlusconi sì. L’avvicendamento non è all’ordine del giorno. In futuro si vedrà». Lele Mora parla oggi di abusi di potere e degrado nelle sue dichiarazioni spontanee rese nell’ambito del processo Ruby 2. Che succede? «E’ parte di un processo, diciamo pure che pensa a sé. Io sono convinta dell’innocenza di Berlusconi. La sentenza Ruby è abnorme, sproporzionata e vergognosa».
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