A.A.A. Sinistra Pd cerca il suo Renzi. Fassina scalda i motori (con Bersani), ma Cuperlo non ci sta. E Barca s’imbarcherà?

28 giugno 2013 ore 17:48, Lucia Bigozzi
A.A.A. Sinistra Pd cerca il suo Renzi. Fassina scalda i motori (con Bersani), ma Cuperlo non ci sta. E Barca s’imbarcherà?
L’ultimo petalo della margherita dem (non quella di rutelliana memoria) si chiama Stefano Fassina. Il ‘prato’ è il congresso Pd. Il viceministro non ha ancora fatto il gran passo e a chi glielo chiede dice di no. Ma chi lo conosce non esclude il contrario. Obiettivo: rendere la corsa di Renzi una corsa a ostacoli.
L’opzione Fassina, anticipata dal Corsera, rivelerebbe una necessità nella componente a sinistra del sindaco-rottamatore: mettere in pista un competitor davvero competitivo. Un candidato unitario, insomma, perché anziché arrivare in ordine sparso ciascuno col proprio candidato, meglio sarebbe fare fronte comune. Se l’obiettivo è condivisibile, il come arrivarci non è poi così agevole: c’è da mettere insieme bersaniani e dalemiani che proprio non si amano. Il tentativo sta nel documento “Fare il Pd” di cui – guarda caso – Fassina è tra i firmatari e nell’iniziativa alla quale sono stati invitate tutte le correnti dem, compresi lettiani e franceschiniani. L’appuntamento è per giovedì prossimo al Nazareno: ci saranno, tra gli altri Bersani e il segretario Epifani. Ufficialmente è un’occasione per avviare il dibattito pre-congressuale sui contenuti più che sulle persone, ma è chiaro che dalla logica del chi e del come non si può prescindere. L’iniziativa, dunque, servirà anche per annusare l’aria che tira e annusarsi (tra correnti). E per i bersaniani sarà il primo vero test sul quale misurare il ‘peso’ interno proprio in vista della battaglia congressuale. Se a sinistra di Renzi, Fassina è dato come l’anti-Renzi, nella stessa area c’è già un candidato dichiarato: Gianni Cuperlo, dalemiano. Certo, rispetto a Fassina deve recuperare un certo gap di visibilità e notorietà (mediatica) ma si sta  dando da fare, con interviste e talk politici. Non solo: martedì prossimo ha invitato tutti i parlamentari dem a Montecitorio (Sala Berlinguer, ovviamente) per spiegare le sue idee in vista del congresso. Una sorta di primo step verso la mozione congressuale. Dettagli non irrilevanti che dimostrano come Cuperlo non abbia nessuna intenzione di lasciare il campo ai Fassina di turno. Dovrebbe pensarla così anche l’ex ministro Fabrizio Barca che ha preso di recente la tessera dem anche per entrare nell’agone (congressuale) da protagonista e da candidato collocandosi, guarda caso, nell'area presidiata da Cuperlo e dove, forse, entrerà pure Fassina. Il rischio alla fine, è che anziché trovare un candidato unitario, la resa dei conti si apra proprio nell’area che vorrebbe compattarsi contro Renzi. Paradosso dei paradossi. Al di là delle intenzioni e dei candidati resta un problema di fondo che agita e non poco i ranghi piddini: i tempi e le regole del congresso. I renziani spingono affinchè si vada subito all’elezione del nuovo segretario o quanto meno venga fissata da adesso una data certa (che non può essere troppo distante). Eppoi c’è il fronte contrapposto dei sostenitori della fase congressuale ‘in due tempi’, con l’ipotesi di primarie addirittura nel 2014. Un modo, neanche troppo indiretto, per zavorrare Renzi. I giochi veri si definiranno a settembre, ma nel Pd il tutto contro tutti è già iniziato. Anzi, non è mai finito.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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