Come prendere la politica a calci (o)

28 giugno 2014 ore 9:30, Lucia Bigozzi
Come prendere la politica a calci (o)
Calcio e politica. Potrebbe essere il leit motiv di un gioco sotto l’ombrellone se non fosse che la cronaca di questa settimana racconta di parallelismi e contaminazioni. Vediamo le analogie…
PRANDELLI-RENZI. C’è più di un contatto. C’è un feeling tra i due, forse nato tra la panchina e la tribuna della ‘Viola’ (Fiorentina per chi non è toscano). Passione profonda per l’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi e per l’allora allenatore della squadra gigliata Cesare Prandelli. Amicizia tra i due, anche adesso che Renzi è a Palazzo Chigi e Prandelli non è più mister della Nazionale. Uno su, l’altro un po’ acciaccato e con le dimissioni presentate la sera stessa della sconfitta con l’Uruguay. Feeling anche politico? Prandelli ha sempre avuto parole di apprezzamento per il lavoro di Renzi, confermate anche quando Matteo ha salito i gradini di Palazzo Chigi con al seguito famiglia e bagagli. E forse, come spifferano i più maligni o forse quelli ancora scottati dalla debàcle di Natal, nel ‘buonismo’ prandelliano (vedi caso Balotelli) c’è lo stesso buonismo renziano. Certo è che, almeno per ora, tra l’originale e l’analogia, c’è una bella differenza… SUAREZ-GRILLO. Denti affilati, anzi affilatissimi per il leader a 5Stelle che un anno fa voleva aprire il parlamento come una scatoletta di tonno. Facile il parallelismo con Suarez goleader della Celeste ma col “vizietto” del morso all’avversario. Entrambi agguerriti, entrambi ‘ridimensionati’. Per i denti stampati sulla spalla di Chiellini, Suarez si è beccato dalla Fifa un ‘mega-Daspo’: nove giornate di squalifica, divieto perfino di avvicinarsi alle tribune. Insomma, stadi off limits. Un anno e mezzo dopo, i denti di Grillo non hanno la stessa presa, sia sull’elettorato, sia in parlamento. Le europee sono state un campanello d’allarme per il leader pentastellato e forse devono avergli fatto comprendere che al di là della scatoletta di tonno da addentare, ciò che conta è fare la propria parte per cambiare il paese, abbandonando il ‘buen retiro’ dell’Aventino. In parlamento poi, le defezioni e le espulsioni grilline hanno provocato tensioni rimbalzate tra la Rete e le sale ovattate di Palazzo Madama e Montecitorio. Meglio allora, cambiare…verso. I denti affilati non servono più. Come nel caso di Suarez. SHAQIRI-SALVINI. Fino a questo momento è il goleador del Mondiale. Made in Svizzera ma di origini kosovare-albanesi. Tripletta all’attivo in questa competizione ‘pazza’, Shaqiri è senza dubbio il giocatore emergente del campionato di calcio più prestigioso. Un po’ come Matteo Salvini che ha raccolto la Lega a pezzi trasformandola in un partito del 6 per cento consacrato dalle urne europee. Non solo: oggi è il leader ‘coccolato’ da Berlusconi che con la Lega - non più di Bossi ma, appunto di Salvini-l’uomodelle-felpe – vuole ricucire un’alleanza che va oltre quella in Parlamento. Salvini erede di Berlusconi? Presto per dirlo, ma non impossibile. Come, del resto, per Shaqiri nel rettangolo verde. VERRATTI-FITTO. Giovane promessa, in ascesa. Verratti in Nazionale c’era e si è visto. Impegno e generosità, grinta e passione. Senza clamori, nè squilli di trombe. Certo il ragazzo si deve fare, come direbbero i talent scout del calcio, ma sta dimostrando di avere talento. Un po’ come quel Raffaele Fitto che giovanissimo non è più, ma che di talento politico (e di consenso) ne ha ancora tanto. E col talento, cerca da tempo di centrare l'obiettivo: scalare i piani alti di Forza Italia e conquistare il “cuore” di Berlusconi. E BALOTELLI? Difficile stabilire un parallelismo, visti gli eccessi del giovane campione che al Mondiale non ha stupito come ci si aspettava, bensì deluso. Certo, di politici deludenti è pieno il parlamento e la politica, ma questa purtroppo non è una novità. Da un campione come Mario Balotelli ci aspettavamo molto di più. Non solo goal a ripetizione, ma soprattutto maturità e responsabilità. Insomma, tutto l’opposto del ‘nazibuonismo’ (copyright Fabio Torriero, direttore di Intelligonews e autore del libro appena uscito in libreria, “Nazibuonisti”).
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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