Ddl Cirinnà, Cecchi Paone (Fi): “L'intervista di Renzi segue il nuovo corso della Chiesa di Papa Francesco"

28 luglio 2014 ore 15:23, Lucia Bigozzi
Ddl Cirinnà, Cecchi Paone (Fi): “L'intervista di Renzi segue il nuovo corso della Chiesa di Papa Francesco'
Nelle parole di Renzi ad Avvenire ci legge la parte buona che sta nel rinvio tecnico ma non sostanziale dovuto all’ingorgo-Senato ma anche l’intenzione di portare in Parlamento un ddl condiviso e che come tale, discenda dall’intesa Renzi-Berlusconi. E’ il ragionamento che Alessandro Cecchi Paone, giornalista, consigliere di Berlusconi per i diritti umani e le libertà civili, argomenta nella conversazione con Intelligonews. Non mancano punture di spillo a Giovanardi e al ministro Lorenzin…
Legge sull’omofobia e ddl sui diritti civili: da emergenza a rinvio. Che segnale politico è?  «Io sono in una fase ancora positiva e ottimistica. Credo che sia semplicemente la presa d’atto che il caos politico-istituzionale-parlamentare intorno al Senato rende impossibile qualunque altra operazione. Lo slittamento di un mese, un mese e mezzo non lo trovo un fatto grave». Cosa la fa essere ottimista? «Il fatto che per la prima volta nella storia repubblicana sia il capo del centrosinistra, Renzi, sia il capo del centrodestra, Berlusconi, hanno confermato che occorre trovare una soluzione ai ritardi inaccettabili accumulati in questi anni e che si farà di comune accordo tra i due maggiori partiti italiani: Fi e Pd. Io ho sempre detto nelle dichiarazioni ufficiali: prima il Senato, poi l’Italicum, poi le unioni civili. Questo è il tragitto, se regge come io credo debba reggere l’asse di questa fase della politica italiana che è l’asse Renzi-Berlusconi». Però non è casuale che Renzi ricalibri il cronoprogramma dalle colonne dell’Avvenire. «Non è affatto casuale ma anche qui ci leggo un elemento positivo: più che rassicurare sui tempi – cosa cambia un mese e mezzo di fronte al problema oggettivo del Senato ingolfato? – vedo un elemento importante e cioè che il presidente del Consiglio vada a dire ai cattolici di Avvenire che la legge si farà e con una iniziativa esplicita del governo. Anche qui ci leggo l’intenzione di Renzi di respirare l’aria nuova del cattolicesimo grazie al nuovo Papa: una cosa è quello che fa lo Stato, una cosa è il precetto religioso. Posso concludere dicendo: se io fossi un cattolico tradizionalista vedrei nell’intervista di Renzi al giornale per così dire della parte, non un motivo di tranquillità perché c’è un presidente del Consiglio che dice al giornale dei vescovi che si procede con un po’ di ritardo ma la legge si fa». Che legge si aspetta dal governo? Riprenderà le linee guida del ddl Cirinnà che Giovanardi (Ncd) boccia in toto avvertendo che se quella di Renzi fosse una sorta di provvedimento-fotocopia lui passerebbe all’opposizione? «Oltre agli elementi positivi che ho interpretato nell’intervista del presidente del Consiglio ad Avvenire, ne ho trovato uno fondamentale. Nel momento in cui molti nel Pd si sono chiesti perché questa uscita, ho trovato nelle parole di Renzi una proposta che mi ha fatto sobbalzare di entusiasmo: il premier dice, vogliamo superare il ddl Cirinnà per farne uno condiviso. Io lì ci vedo il segno di ciò che dico da sempre: va presentato in parlamento un ddl sui cui è già scritta l’intesa Governo-Forza Italia che consentirebbe un’approvazione rapida e, come si diceva una volta bipartisan. Quella della Cirinnà era una buona proposta di partito; questa sembra l’annuncio di quello che tutti ci aspettiamo e che ho addirittura previsto: un ddl che segua magari dei contatti con noi di Fi e tenga conto della legge alla quale noi di Fi stiamo lavorando». Qual è il vostro obiettivo? «Il nostro obiettivo è che finalmente si arrivi a colmare un ritardo con un ddl del governo concordato con noi che mischi insieme il ddl Cirinnà e il ddl che Berlusconi ci ha incaricato di scrivere. Se accade questo, a Natale avremo la legge». Diritti civili dunque dentro il patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi? «Il tema non iscritto nel patto del Nazareno ma nella praticabilità della legislatura affidata unicamente all’intesa tra Renzi e Berlusconi. Se l’asse Renzi-Berlusconi supera le forche caudine del Senato e poi della legge elettorale, avremo una norma sui diritti civili che, come ha dichiarato Berlusconi è materia di diritti umani, con buona pace delle legittime ma ormai minoritarie opposizioni di Giovanardi». A proposito, Giovanardi si dice pronto ad andare all’opposizione se il provvedimento del governo dovesse ricalcare il ddl Cirinnà. Cosa risponde? «Confermo che sul piano dei diritti civili il partito di Alfano è una ‘bad company’; continuano a comportarsi di conseguenza e siccome sono un’opposizione di matrice cattolica conservatrice, io continuo a dire a tutti loro: guardate che è cambiato Papa, è cambiato il segretario di Stato, di fatto è già cambiato il capo della Cei; tutte le coperture che purtroppo i vari Giovanardi hanno avuto da dieci anni, oggi non ce le hanno più». Fecondazione eterologa, l’associazione Coscioni chiede il rispetto della sentenza della Cassazione. Qual è la sua valutazione? «Sono stato insieme a Umberto Veronesi ed Emma Bonino l’unico personaggio pubblico che ha lottato in maniera esplicita, dura e a viso aperto contro la legge 40. Quando è arrivata la sentenza della Cassazione ho detto: quando la magistratura fa queste cose, evviva la magistratura. Sono d’accordo con gli amici del gruppo Coscioni di cui, tra l’altro, faccio parte. Spesso in Italia non si rispettano neppure i referendum, almeno che si rispettino le sentenze. Non vorrei che qualcuno stesse tentando di introdurre una visione proibizionista; se la Corte di Cassazione ha detto che il divieto è incostituzionale, basta, non ci devono essere più divieto né limiti». Si riferisce al ministro Lorenzin? «Siamo sempre alla ‘bad company’ di Ncd. Non nego la legittimità di interpretare una visione retrograda del mondo e della vita ma che un partito si basi sui questo in un’epoca di apertura di vedute addirittura da parte del Vaticano, mi sembra aver scelto una strada sbagliata. La Lorenzin si deve dar pace; la sentenza della Consulta, per fortuna, prevale anche sul suo tentativo di introdurre cavilli».
autore / Lucia Bigozzi
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