Ministro Terzi: Spadolini o re Tentenna?

28 marzo 2013 ore 9:35, intelligo
di Americo Mascarucci
Ministro Terzi: Spadolini o re Tentenna?
Chissà se il ministro degli Esteri Giulio Terzi nell’annunciare le sue dimissioni da un governo già dimissionario da tre mesi, avrà pensato a Giovanni Spadolini? Tutti ricorderanno la crisi di Sigonella dell’ottobre del 1985 ed il braccio di ferro fra Italia e Stati Uniti sul destino dei terroristi palestinesi che avevano sequestrato la nave da crociera Achille Lauro ed ucciso un passeggero ebreo americano. Bettino Craxi, all’epoca Presidente del Consiglio, rifiutò di consegnare i terroristi agli Usa sostenendo che, essendo i fatti avvenuti a bordo di una nave italiana e dunque su territorio italiano, spettasse alla nostra giustizia giudicarli. Nacque una crisi diplomatica con la presidenza Reagan che ebbe ripercussioni anche a livello parlamentare. Il ministro della Difesa Spadolini rassegnò le dimissioni in polemica con la gestione della vicenda ed il Partito Repubblicano ritirò l’appoggio al governo. I repubblicani, filoamericani e soprattutto filo israeliani, accusarono Craxi di aver messo a rischio la storica alleanza con gli Usa per compiacere Arafat e legittimare le rivendicazioni dell’Olp contro lo Stato d’Israele. La crisi internazionale rientrò e rientrò anche la crisi di governo, ma furono giorni concitati che gli italiani non hanno mai dimenticato. Terzi dunque come Spadolini? Le dimissioni dell’allora ministro della Difesa furono motivate da profonde ragioni di carattere politico e culturale, visto che il Partito Repubblicano era la forza politica di riferimento, oltre che della massoneria, anche della comunità ebraica romana.  Le dimissioni di Terzi invece sembrano non trovare altra spiegazione se non quella di voler dare il colpo di grazia ad una nave che sta imbarcando acqua. E’ oltre un anno che il Governo Monti si trova a gestire, oltre alle emergenze economiche, anche la questione dei Marò trattenuti in India con l’accusa di omicidio. Il ministro Terzi fino al mese scorso si è sempre vantato di aver gestito insieme all’esecutivo la questione in maniera impeccabile rintuzzando le polemiche, spesso strumentali, giunte da più parti. Improvvisamente ci ha raccontato un’altra storia, contestando la decisione di aver rispedito i marò in India, scaricando ogni responsabilità sulle spalle di un Monti sconcertato, completamente all’oscuro delle dimissioni show. Quella di Terzi sembra tanto una sceneggiata visto che il governo Monti si era già dimesso con largo anticipo rispetto alla naturale scadenza della vecchia legislatura per volontà dello stesso Monti, e sta in carica in attesa che Bersani esca dal cul de sac in cui si è infilato. Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola con dignità e determinazione ha dichiarato la sua intenzione di non abbandonare la nave nel momento in cui sta affondando anche grazie alla conduzione del Ministro degli Esteri. Un autentico capitano De Falco.
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