Bersani-Berlusconi: né con te né senza di te

28 marzo 2013 ore 12:53, Lucia Bigozzi
Bersani-Berlusconi: né con te né senza di te
B&B, ultima sfida. Bersani e Berlusconi: mai come in queste ore i destini politici dei due leader si intrecciano all’ombra del Colle.
Il primo ci salirà stasera a snocciolare i numeri che Napolitano gli chiede per uscirne da premier vero. Se non li avrà, uscirà dal Palazzo da premier mancato e da leader ‘ipotecato’ di un partito che ha condotto sulla lama del rasoio del ‘non abbiamo vinto, ma siamo arrivati prima’. Il secondo, gioca su due tavoli: da un lato offre ai democrat la carta per uscire dall’impasse, cioè un moderato al Quirinale; dall’altro spera nel fallimento di Bersani e confida nel governo del presidente che potrebbe rimettere in gioco il Pdl da co-protagonista di un governo di larghe intese. Lo stesso schema, peraltro, che il Cav. ha proposto a Bersani subito dopo l’esito del voto ricevendo un ‘vaffa’ in democratichese: mai con Berlusconi e il centrodestra. Dopo il niet definitivo dei grillini, il leader Pd ha due strade davanti. La prima: ragionare sulle richieste del centrodestra e di Scelta Civica contando su un sostegno indispensabile per far partire il suo governo. La seconda: mettere in conto il suo passo indietro e dunque cedere al diktat pentastellato di Vito Crimi che – ironia della sorte – al mattino gli dice no in diretta streaming e alla sera dice un’altra cosa: senza Bersani premier è tutta un’altra storia. Perché non gliel’ha detto prima? Evidentemente la falange grillina non è così compatta, specie al Senato e l’uscita di Crimi (alquanto ingenua sul piano politico) indirettamente lo conferma. Se Bersani facesse un passo indietro, chi è che ne farebbe uno avanti? Certamente dopo tutto l’ambaradan architettato per corteggiare i cinquestelle e dopo tutte le porte in faccia (e gli insulti) ricevute, non a favore di un cittadino-eletto: sarebbe una Caporetto. Un altro piddino? Può darsi, ma chi? Dietro le quinte dello psico-dramma democrat c’è sempre l’astuto Matteo Renzi (che guarda caso oggi sta a Roma), in attesa di un’incoronazione dentro il partito e magari alla guida del paese. Un profilo come il suo consentirebbe al Pd di salvare la faccia e i voti dopo la debàcle bersaniana e non sarebbe sgradito al centrodestra. In ogni caso, sarebbe l’uomo del governo di unità nazionale. Potrebbe essere il nome nella tasca di Napolitano anche se in pole resta quello del numero due di Bankitalia Saccomanni, soprattutto sul piano degli interventi non più rinviabili per superare l’emergenza economica. Destino beffardo per B&B: avversari da una vita, oggi giocano la partita politica finale restando appesi l’uno all’altro. Per entrambi un solo slogan: né con te né senza di te.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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