Adinolfi (Pd): “Renzi è un campione di sinistra… Ma cos’è la sinistra oggi? Vi spiego la sua agenda”

28 ottobre 2013 ore 13:46, Lucia Bigozzi
Adinolfi (Pd): “Renzi è un campione di sinistra… Ma cos’è la sinistra oggi? Vi spiego la sua agenda”
“Renzi concederà a Letta il semestre italiano dell’Ue, poi il governo cadrà a Natale, per il suo quarantesimo compleanno e a febbraio si va al voto col sindaco candidato premier”. “Sul palco non c’erano bandiere di partito perché le bandiere si sono inginocchiate davanti a lui”. Alias Epifani, Fassino, i franceschiniani. Mario Adinolfi, giornalista ed ex parlamentare dem, dice che Renzi “ha un’agenda molto precisa” e a Intelligonews svela qual è, il giorno dopo la Leopolda.
Quanto c’è stato di destra e di sinistra alla Leopolda? «Sono convinto che se leggiamo la dialettica destra-sinistra con occhi contemporanei e non novecenteschi, Renzi è assolutamente un campione di sinistra. La domanda complicatissima è: cosa è la sinistra oggi? ». Visto che se lo chiede, si risponda. «La sinistra è il luogo che privilegia il valore dell’uguaglianza e lavora per ridurre le disuguaglianze. E la più colossale tra le disuguaglianze è quella tra generazioni. Un leader come Renzi, nato dopo il ’70 che propone – ad esempio – di intervenire sul sistema pensionistico e in particolare sulle pensioni consistenti erogate in base al metodo contributivo, sicuramente propone una ricetta di sinistra. Tende a ridurre la disuguaglianza tra la metà degli italiani nata dopo il ’70 andata in pensione con 14 anni, 6 mesi e un giorno come accadeva fino al ’92 per i dipendenti pubblici». Peccato che buona parte della sinistra la pensi esattamente all’opposto. «Nell’ottica della sinistra nostrana – faccio un nome per semplificare – Stefano Fassina considera tutto quello che propone Renzi fastidiosamente eretico. In realtà le proposte di Renzi sono adatte alla contemporaneità. E’ fuori tempo Fassina che non crede che si possano tagliare 20 miliardi di spesa pubblica, non Renzi che dice che la spesa pubblica è fuori controllo. Penso che su questo, è stato persino troppo timido: lui è molto più “rivoluzionario” . In questa campagna per le primarie tende ad essere prudente ma nonostante la prudenza riesce a far arrabbiare i Fassina di turno: il che mi convince che Renzi ha ragione». Il sindaco-rottamatore ha confermato il sostegno a Letta se il governo fa? E’ un gioco delle parti? Lei ci crede davvero o come si dice i renziani hanno tutto l’interesse politico a puntare sul voto anticipato? «Bando alle chiacchiere. Renzi ha un’agenda molto precisa in testa». Lei la conosce? La dica. «L’8 dicembre deve conquistare il partito, a maggio con le europee deve dimostrare di essere in grado di portare il partito sopra il 30 per cento. Poi concederà a Letta il semestre di presidenza italiana dell’Ue per far vedere che è una persona responsabile e a Natale il governo cadrà. Anche perché Renzi ha in testa di festeggiare il suo quarantesimo compleanno che cade nel gennaio 2015 in campagna elettorale come candidato premier. Quindi ci saranno le elezioni a febbraio, come accaduto nove mesi fa. E’ un’agenda molto precisa, il resto sono chiacchiere». Nessuna bandiera del Pd alla Leopolda? Già archiviata la sinistra vecchio stampo? «Primo: il simbolo del Pd è bruttissimo, anche io non lo metterei sul palco. Anzi, la prima cosa che dico a Renzi è di rifare il simbolo del partito. Secondo: sul palco non aveva la bandiere, ma le bandiere del partito sono andate a inginocchiarsi davanti a lui: Epifani, Fassino, tutti gli amici e super-parlamentari franceschiniani che se mi avessero ascoltato dieci mesi fa forse il Pd si sarebbe salvato dalla debàcle elettorale… Fassino, addirittura, ad ogni frase ‘rottamatrice’ applaudiva come un forsennato…». Basta con le larghe intese, avanti col bipolarismo. Significa che Renzi ha paura di Grillo? «Renzi punta a vincere da solo. Non imbarcherà neppure Sel che o si scioglie dentro il Pd o non ha chance. E’ il completamento del disegno di Veltroni. Vincere sulla sua persona, è la scommessa ed ha buone probabilità di farcela: giocherà quella partita lì». Dossier giustizia: abbattuto un altro tabù della sinistra. Qual è il vero messaggio del sindaco Renzi? «Sui singoli dossier deve ancora approfondire. Ad esempio sull’amnistia pensi stia sbagliando, dovrebbe essere più attento alle cose che dice Napolitano. Questa per lui non è ancora la fase programmatica ma quella in cui viene ritualizzato il culto della personalità, viene creata una leadership carismatica e si attende il confronto con le altre leadership nelle urne. Dopo che avrà vinto, avremo la discussione sul cosa fare». Altro tabù bersagliato: il ’68 a proposito di scuola, formazione ed educazione. A sinistra sono già nel panico? «La sinistra tradizionale è nel panico. Su questo, spero Renzi diventi ancora più netto e magari spieghi ai miei ex compagni di partito che una sinistra del terzo millennio – si leggessero pure i testi sulla socialdemocrazia svedese – immagina che l’esercizio della pubblica istruzione non venga erogato solo dallo Stato ma anche dal privato. Non è pubblico solo ciò che è statale: questa è la grande sfida della sinistra; è questo il più grande tabù della sinistra perché per la sinistra è pubblico solo ciò che viene erogato dallo Stato; un concetto che ha prodotto disastri. Serve un salto culturale».
autore / Lucia Bigozzi
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