Come ti faccio arrestare con un anello

28 settembre 2013 ore 9:00, intelligo
di Micaela Del Monte. anello-anti-stupro-640x424Dall'India arriva l'anello antistupro. È questa l'ultima invenzione per salvaguardare le donne dall'attacco di eventuali aggressori. Il gioiello si chiama “Women sting” e sarebbe “adornato” da un piccolo ago dotato di serbatoio e pompa in grado di iniettare capsaicina, un composto chimico irritante ma non mortale, derivante da piante simili al peperoncino. L'anello possiede anche un controllo radio che eviterebbe l'uso inappropriato e casuale: “Le vittime non devono fare altro che disinnescare il sistema e iniettare il veleno nell'aggressore. Una volta iniettata la sostanza l'aggressore proverà un dolore intenso con una sensazione di bruciore, ma ovviamente non morirà”, spiega Imran Khan, presidente della campagna “Save my sister” (Salvia mia sorella) e creatrice dell'anello. In questo modo le possibili vittime avranno tutto il tempo di scappare e di avvertire la polizia, che potrà fermare e arrestare l'eventuale aggressore senza troppi problemi. Non è un caso che l'anello sia stato progettato e realizzato in India, Paese in cui le aggressioni di tipo sessuale hanno raggiunto una violenza brutale e in cui qualche tempo fa una ragazza di 23 anni venne stuprata da quattro uomini, stupro che ha portato alla morte della ragazza ma mai all'arresto di tutti i quattro gli uomini implicati. È ovvio che l'iniezione di tale sostanza potrebbe causare problemi e soprattutto suscitare qualche perplessità. C'è da dire comunque che la capsaicina è un composto semplicemente urticante con il solo scopo di scoraggiare l'aggressore. Resta il fatto che la soluzione potrebbe sembrare a qualcuno un po' eccessiva, ma il fine giustifica i mezzi, no?  
autore / intelligo
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