Un'attivista della teoria gender al ministero dell'Educazione? In Francia scoppia la polemica

29 agosto 2014 ore 10:33, Adriano Scianca
Un'attivista della teoria gender al ministero dell'Educazione? In Francia scoppia la polemica
Non si placano, in Francia, le polemiche dopo che Manuel Valls ha presentato la squadra di governo per il suo secondo incarico. Se la scelta di Emmanuel Macron come nuovo ministro dell’Economia e dell’Industria va chiaramente a rassicurare i potentati bancari e le istituzioni europee, ma scontenta l'ala sinistra del Partito socialista, la conferma di Christiane Taubira alla Giustizia e soprattutto la nomina di Najat Vallaud-Belkacem all'Educazione nazionale sta facendo mugugnare parecchio la destra. Se la prima è ormai famosa anche in Italia per aver dato il nome alla celebre e contestata legge per il matrimonio omosessuale, la seconda è ancora poco conosciuta da questo lato delle Alpi. Di doppia nazionalità, francese e marocchina, nata il 4 ottobre 1977 a Beni Chiker, nella regione del Rif, in Marocco, Belkacem è cresciuta nella banlieue di Amiens prima di raggiungere Parigi per iscriversi all'Istituto di Studi Politici. Nel 2005 si è sposata con Boris Vallaud. Portavoce di Ségolène Royal alle presidenziali dl 2007 e nel 2009, in vista delle primarie presidenziali socialiste, è poi entrata nello staff di Hollande nella campagna elettorale del 2012. Nel governo socialista, Najat Vallaud-Belkacem è nominata ministro dei Diritti delle donne, una carica che non aveva pieni poteri dal 1986. Questo incarico le resta sia sotto il governo di Jean-Marc Ayrault che sotto quello di Manuel Valls, che anzi le assegna anche il dicastero per la Città, la gioventù e gli sport. Nel governo Valls II, il salto di qualità: Belkacem diventa la prima donna della Repubblica a essere nominata ministro dell'Educazione nazionale. La scelta fa storcere il naso a più d'uno. Ha scritto Madeleine Bazin de Jessey su Le Figaro: “La designazione di Najat Vallaud-Belkacem suona definitivamente la campana per le speranze che il corpo insegnante poteva avere nel fatto che il governo pretendesse di fare dell'Educazione la sua priorità. È una vera provocazione per molti francesi. Qual è infatti il senso della sua nomina? A 36 anni, Najat Vallaud-Belkacem non ha mai insegnato, né sviluppato la minima competenza in materia di pedagogia […]. Non ha alcuna esperienza della complessità di un sistema che mobilita più di un milione di professori e centinaia di migliaia di persone del personale amministrativo al servizio (o almeno lo si spera) di circa 12 milioni di studenti”. Se non è stata nominata per la sua esperienza, cosa può vantare allora nel suo curriculum il giovane ministro? Per esempio una accanita militanza nei ranghi dei sostenitori della teoria del gender. C'è il suo zampino, per esempio, dietro il discusso ABCD de l'Égalité, il programma “antisessista” sperimentato in 600 classi elementari e materne e che secondo i suoi avversari sarebbe stato un vero caso di indottrinamento dei più piccoli verso alcune delle più discusse teorie sessuologiche del momento. Ed è sempre lei ad aver voluto la “legge sulla parità reale” che intende azzerare ogni tipo di diseguaglianza di genere. Un testo in compare, si et simpliciter, l’introduzione del diritto all’aborto: ora, in Francia, basterà volere abortire per essere autorizzati a farlo, non occorrerà più dimostrare di essere in condizione di disagio o sofferenza per poter ricorrere alla interruzione di gravidanza. La promozione della giovane franco-marocchina da un ministero poco più che simbolico a uno dei posti chiave del nuovo governo segna quindi un indirizzo ben preciso da parte del nuovo esecutivo di Manuel Valls. Da qui a breve siamo destinati a rivedere la Manif pour tous riempire le strade di Francia?
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