Legge elettorale, Giachetti (Pd) smonta gli alibi. Ore contate per il Porcellum

29 luglio 2013 ore 16:02, Lucia Bigozzi
Legge elettorale, Giachetti (Pd) smonta gli alibi. Ore contate per il Porcellum
Il risultato politico c’è: acque smosse, Porcellum con le ore contate. Almeno così sembra. Oggi a Montecitorio la Conferenza dei capigruppo deciderà la calendarizzazione dei lavori parlamentari di agosto e la legge-ponte che cancella il parlamento dei nominati per tornare al Mattarellum potrebbe accelerare il suo iter: o col voto in Aula o in Commissione. Ma al di là dei tecnicismi normativi, Roberto Giachetti, deputato dem e vicepresidente della Camera, ha centrato l’obiettivo insieme ad Arturo Parisi (Pd) e Mario Segni. Lo stesso che un anno fa gli costò 120 giorni di digiuno tra l’indifferenza, o quasi, della politica. Ora gli alibi stanno a zero. Due le opzioni in campo: l’ipotesi che si fa strada dentro il governo per una sorta di lifting al Porcellum – o meglio un Porcellum soft – e chi vuole tornare al sistema di voto precedente. A Intelligonews spiega cosa accadrà nelle prossime ore.
Onorevole Giachetti, a che punto sta il ritorno al Mattarellum? «Oggi pomeriggio la Conferenza dei capigruppo fissa il calendario dei lavori parlamentari di agosto. Il presidente di Sel Gennaro Migliore chiederà che la proposta venga calendarizzata in quota opposizione. Quindi, sulla scorta di una sottoscrizione sui hanno aderito 45 deputati di tutti i gruppi, tranne Fratelli d'Italia e Lega, proporrò di votare sulla procedura d’urgenza». Se passasse la procedura d’urgenza qual è l’iter? «La proposta va all’esame della Commissione e alla fine sarà posta in votazione co una maggioranza composta dai due terzi. In questi casi, il regolamento della Camera stabilisce che i due mesi previsti per un provvedimento scendano a uno. Se non verrà riconosciuta la procedura d’urgenza, un testo unico che tiene insieme tutte le proposte di legge che invocano il ritorno al Mattarellum e sono tra di loro simili perché recepiscono il quesito del referendum di due anni fa. Del resto c’è un unico articolo: ripristino della norma precedente alle legge-Calderoli. Se non verrà riconosciuta la procedura d’urgenza, il provvedimento approderà in Aula seguendo la procedura di voto ordinaria. Ma indipendentemente da questo, i tempi sono rapidi, massimo a settembre». Il risultato è che adesso quasi tutti parlano di Mattarellum e non più di Porcellum? «Beh, in un certo senso. Il punto è che c’è una decisione largamente condivisa di passare alla modifica del Porcellum e nel farlo si sceglie il Mattarellum. Il mio obiettivo è che si arrivi a una decisione e che il Parlamento liberamente scelga tra le due opzioni in campo». Quali? «C’è un’opzione all’interno del governo che propone di correggere il Porcellum. Faccio notare in proposito, che tra le correzioni indicate non si parla della modifica delle liste bloccate. Insomma, si tratta di una sorta di ‘lifting’ al Porcellum. Poi c’è l’pozione di chi dice no, via il Porcellum e in attesa del percorso delle riforme costituzionali stabiliamo una norma di salvaguardia in base alla quale si ripristina il Mattarellum. E’ una legge-ponte che non interferisce minimamente col lavoro sulle riforme costituzionali, compresa quella elettorale, secondo il percorso indicato dal governo. Non solo: col ritorno al Mattarellum non c’è il pronunciamento della Corte Costituzionale». Sta di fatto che se lei non avesse preso di petto la questione, forse non ci sarebbe stata questa accelerazione. Non è così? «Io la vivo come l’esigenza primaria di fare quello che abbiamo detto per due anni e in particolare quello che ha detto il Pd in campagna elettorale. Non è una battaglia personale; penso semplicemente che dobbiamo essere coerenti e corrispondere alle attese della gente». Eppure sul Mattarellum sì o no, il Pd è spaccato. «Bisogna capire di cosa parliamo. Se parliamo del vasto popolo dei democratici, penso che questa iniziativa sia vista molto bene. Se dobbiamo parlare dei dirigenti del partito, rilevo che mi hanno detto di tutto in queste ultime settimane: da ‘intempestivo’ a ‘prepotente’. Davide Zoggia, giusto ieri nell’intervista a L’Unità, ha affermato che sarei io a minare il confronto per superare il Porcellum».
autore / Lucia Bigozzi
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