Riforme, Di Giorgi (Pd): “Scena deludente al Senato. Basta ostruzionismo o Sel dica che non vuole le riforme"

29 luglio 2014 ore 12:47, Lucia Bigozzi
Riforme, Di Giorgi (Pd): “Scena deludente al Senato. Basta ostruzionismo o Sel dica che non vuole le riforme'
“Stanno bloccando tutto. Sel dica di fronte al Paese che sta impedendo le riforme e che non le vuole”. Scena “deludente” stamani al Senato per la senatrice Rosa Maria Di Giorgi, renziana doc, che a Intelligonews non nasconde l’amarezza dopochè in Aula la collega vendoliana De Petris ha risposto ‘picche’ alla mediazione di Chiti e stracciato la lettera di Renzi con le aperture sull’Italicum. E spiega cosa succede adesso…
Renzi apre su Italicum, Chiti fa il mediatore, ma le opposizioni con in testa Sel rispondono picche. Come commenta? «Tutte le attività di mediazione, notturne e non solo, tutto quello che sembrava portare a una mediazione per cui sarebbero stati ritirati gli emendamenti con finalità ostruzionistiche per lasciare in campo le questioni sostanziali e su quelle impostare un confronto sereno e un voto altrettanto sereno tra maggioranza e opposizione, non hanno dato il risultato sperato per rispetto agli italiani». Respinta al mittente anche la mediazione del dissidente dem Chiti? «Credo che Chiti sia rimasto sorpreso dalla non chiara presa di posizione al momento delle dichiarazioni in Aula della senatrice De Petris. Vediamo se si giungerà a ragionevolezza e senso di responsabilità in conferenza dei capigruppo con il solo obiettivo di fare un servizio all’Italia. C’è una cosa importante da ricordare e da dire…». Quale? «Qui non c’è un governo che sta dicendo alcune cose contro un Senato che ne dice altre; qui c’è una maggioranza che ha già votato e c’è un testo uscito dalla Commissione dove stanno i partiti della maggioranza ai quali si aggiunge Fi che condivide la riforma, in raccordo e in accordo con il governo. Dall’altra parte c’è una minoranza che sostiene le proprie opinioni, giustamente, però le sostenga consentendo il gioco democratico. In altre parole, ponga le questioni che ritiene in votazione e col voto verrà fuori che la maggioranza la pensa diversamente e che non è per il Senato elettivo come vuole la minoranza. Il punto, invece, è che  c’è una minoranza che intende bloccare tutto. Giusto presentare gli emendamenti ma non certo settemila e comunque questa minoranza deve confrontarsi con il Paese, si assuma la responsabilità di fronte al Paese di dire che sono loro che non vogliono fare le riforme. La maggioranza le riforme le vuole e ha i numeri, come avviene in tutte le democrazie. Dicano al Paese se è giusto che venga bloccato il processo riformatore, dicano che sono quelli che stanno impedendo di andare avanti con quella che – ricordo – è la prima lettura e che sarebbe utile portare a casa come cosa fatta anche di fronte all’Europa che sta attendendo questo nostro primo atto riformatore». A questo punto le aperture di Renzi sull’Italicum restano in piedi o no? «Certo, perché noi siamo responsabili. Restano in piedi nella discussione che affronteremo». Sì ma le aperture su preferenze, soglie e rappresentanza di genere sono direttamente collegate al ritiro sostanziale degli emendamenti da parte delle opposizioni. Di fronte al muro contro muro di oggi, che succede? «E’ evidente che di fronte ad aperture rispetto alle quali riceviamo continuamente porte in faccia dopo il lavoro dei capigruppo della maggioranza e dopochè Chiti si è posto come mediatore, siamo tutti insoddisfatti perché vediamo che tanto impegno non produce niente. Francamente quello che abbiamo visto stamani al Senato è stato molto deludente: invito tutti a riflettere».
autore / Lucia Bigozzi
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