Draghi pronto a una corposa iniezione di liquidità. Bolle speculative all'orizzonte?

29 maggio 2014 ore 13:46, intelligo
di Luca Lippi
Draghi pronto a una corposa iniezione di liquidità. Bolle speculative all'orizzonte?
Mario Draghi ci riproverà il 5 giugno a lanciare il QE (quantitative easing europeo)? Se prima predicava nel deserto, oggi parlare a burocrati multilingua e un po’ “ignorantelli” sotto prolasso da crollo di tensione post elettorale sarà ancora più complicato. Il famoso Mercato, quello che premierebbe i popoli, secondo come votano e chi votano, da anni ha compreso che la Bce, o la troika spremendo popoli ben votanti (benpensanti è fuori moda), comunque sostengono la solvibilità degli Stati sud europei. Il Mercato bada a raccogliere utili ovunque essi siano (pecunia non olet), compra volentieri titoli rappresentativi del debito pubblico a maggior rendimento, e quindi dei Paesi europei sotto maggiore pressione dalla crisi, piuttosto che i titoli dell’opulenta Germania. Per questo l’asta dei Bund tedeschi è andata praticamente deserta. Ovviamente, lo spieghiamo a quelli che credono nella favola di un Mercato interessato alla politica e ai popoli, il fatto che si cerchino rendimenti elevati per accontentare gli investitori creerà bolle speculative nuove cui si dovrà porre rimedio creando tempeste telecomandate a intervalli “irregolari” per evitare tracimazioni perniciose (sarebbero gli squilibri di cui i tecnici parlano). Tutto questo non vuol dire che il Mercato è impertinente, piuttosto è bravo a fare il suo dovere che è esattamente quello che sta facendo. Ora la palla passa alla politica, legittimata dal popolo con regolari elezioni (sempre più di rado). Che deve fare la politica? Semplice, le riforme. Senza riforme e quindi bassa crescita economica, rende il fisiologico incedere del mercato, un rischio enorme. Lo diciamo prima, per evitare incomprensioni future, la politica tende ad accusare il Mercato, il Mercato non accusa nessuno perché della politica, c’è o non c’è a stento se ne accorge, e la responsabilità è tutta di chi governa chiunque sia. Lo stallo economico ovviamente crea volubilità del Mercato che di fior in fiore svolazza dove raccoglie meglio e di più,  quindi, oggi è in Europa del sud, ma alle porte c’è il rischio Cina e Ucraina e forse le garanzie della Bce potrebbero non essere più sufficienti, si creano nuovi rischi potenziali per i 18 paesi UE più indebitati e gl’investitori fanno in fretta a cambiare cavallo, e quindi, via alle vendite dei titoli sud europei per acquistare titoli più convenienti. Prepariamoci a nuovi “rinforzini” dei bilanci delle banche, delle assicurazioni e dei fondi pensione a spese dei soliti noti, perché devono sostenere gli scossoni inevitabili di turbolenze che non rispettano i tempi della burocrazia. Purtroppo la realtà è che navighiamo in mare grosso con barchette da gita sul lago. Le vendite ci riporterebbero alla situazione del 2011, solo che stavolta non sarebbe un complotto, ma il ceffone alla dabbenaggine della politica e di chi la avalla. Tempi duri per la Bce.
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