Gatti neri a rischio. Questa volta scende in campo l'associazione

29 ottobre 2013 ore 9:52, Americo Mascarucci
Gatti neri a rischio. Questa volta scende in campo l'associazione
L’Associazione Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente anche quest’anno, con l’avvicinarsi della notte di Halloween, ha lanciato l’allarme sul rischio strage di gatti neri
. Un’usanza macabra che pare si ripeta con frequenza soprattutto nella zona della Valle del Treja ai confini con le province di Roma e Viterbo. Ogni anno infatti, nei boschi intorno al Comune di Calcata, vengono ritrovate carcasse di animali utilizzati nell’ambito di riti satanici. I gatti neri sono gli animali più a rischio in base a credenze antiche e a superstizioni ancora in parte radicate nella società contemporanea. La diceria che il gatto nero porti sfortuna ha radici molto antiche: i gatti neri erano infatti imbarcati sulle navi turche perché considerati più abili nel dare la caccia ai topi; quando se ne incontrava uno per strada si pensava subito all’imminente arrivo dei pirati saraceni. Nel medioevo erano considerati compagni diabolici delle streghe sia per il colore nero, che per la loro consuetudine di uscire di notte: chi ne possedeva uno rischiava la condanna al rogo. Inoltre il gatto nero era poco visibile al buio per via del colore e così faceva imbizzarrire i cavalli, che scaraventavano violentemente i cavalieri a terra. Per tutta questa serie di cause concatenanti si è diffusa nel corso dei secoli la diceria del gatto nero porta sfiga al punto che, quando uno attraversa la strada, c’è chi colto dal panico, fa marcia a indietro e passa nuovamente nel punto in cui poco prima ha incontrato l’animale pensando così di annullare il maleficio. Il medioevo è terminato da un pezzo ma c’è ancora chi cattura e sacrifica i gatti neri nell’assurda convinzione di placare l’ira del diavolo e liberarsi in questo modo dal malocchio e dalla sfortuna. Il presidente dell’Associazione Lorenzo Croce ha più volte presentato esposti tanto alla Procura di Viterbo che a Roma denunciando la presenza di sette sataniche operanti nei dintorni. “Sono una decina – spiega - le segnalazioni di ritrovamenti di resti di riti satanici, compresi i resti di alcuni animali (probabilmente galline e caprette) sacrificati al demonio, giunti alla nostra Associazione. Ogni anno, in occasione della notte di Halloween, pattugliamo la zona con le ronde per prevenire eventuali sacrifici di animali e in particolare di gatti neri”. Il 17 novembre l’Associazione ha addirittura proclamato una giornata dedicata proprio al gatto nero che, nella cultura egiziana, era invece considerato portatore di benessere, prosperità e tanta letizia. Comunque la pensiate è meglio che, chi possiede gatti neri, si preoccupi di tenerli ben nascosti in casa, evitandogli spiacevoli incontri.  In fondo basta che passi la nottata e finisca il clima da macabro carnevale e da superstizione pre illuministica che questa assurda tradizione porta con sé, fra streghe, vampiri, pipistrelli, fantasmi, zombie, mostruosità di ogni tipo e tante zucche vuote come la testa di chi, ogni anno, si appresta a compiere certi rituali inutili quanto demenziali.  
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