Gozi (Pd): “Se Renzi è Virna Lisi, D’Alema somiglia ai ‘Nilla Pizzi’ della politica…”

29 ottobre 2013 ore 14:17, Lucia Bigozzi
Gozi (Pd): “Se Renzi è Virna Lisi, D’Alema somiglia ai ‘Nilla Pizzi’ della politica…”
Renzi “empatico”, D’Alema “antipatico”. Stoccata al lidèr che a sua volta ha stoccato il sindaco-rottamatore associandolo, per immagine estetica, a Virna Lisi. Sandro Gozi, parlamentare dem, tira di fioretto nell’intervista a Intelligonews all’indirizzo di quei dirigenti che negli anni non sono riusciti a farsi capire dagli italiani. Dritto e rovescio anche su Cuperlo e Civati…
Onorevole Gozi, D’Alema dice che Renzi è come Virna Lisi: “con quella bocca lì può dire ciò che vuole”. Tradotto: ricchezza di immagine pochezza di contenuti, zero novità. Cosa risponde? «La novità è che forse Renzi le cose non solo le sa dire ma le fa capire agli italiani. Essere in empatia con gli italiani anziché in antipatia e farsi capire anziché irritarsi perché non si viene capiti, può farvi vincere le elezioni: in questi anni, tanti dirigenti del partito lo hanno dimostrato ampiamente. Credo che Renzi abbia le qualità opposte e quindi dovremo essere contenti se diventa segretario. Obiettivamente i ‘Nilla Pizzi’ della politica – tanto per restare sullo stesso piano di D’Alema e con tutto il rispetto per l’artista scomparsa – potrebbero aiutare le nuove generazioni anziché criticarle». Per il senatore Latorre, dalemiano, alla Leopolda c’era l’entusiasmo del primo Ulivo. Lei che viene dall’esperienza prodiana condivide? «Credo che su questo Latorre abbia ragione. Ogni volta che sono stato alla Lepolda ho ritrovato la gente, le famiglie che non vedi mai ai congressi o nelle riunioni di partito, ma che c’erano quando nacquero i Circoli dell’Ulivo, tra il ’95 e il ’96. Persone che l’Ulivo seppe mobilitare e che non avevano mai fatto politica, a cominciare da me. Credo sia anche questa la forza della Leopolda: sì, ci vedo lo spirito ulivista e questo responsabilizza ancora di più Renzi nel suo percorso perché nell’Ulivo c’era l’idea della squadra, della partecipazione dei cittadini. Oltre alle sue doti di leader, il sindaco di Firenze su questo punto specifico, deve dimostrare capacità di costruire una nuova classe dirigente». Sta tentando di “prodizzare” Renzi? «Se “prodizzare” Renzi vuol dire ritrovare, finalmente, non solo la visione europea e il senso dello Stato che Prodi ha sempre avuto accanto alla capacità di ridare speranza e riportare il centrosinistra alla vittoria, sarebbe una bella cosa. Del resto, lo stesso Renzi ha dichiarato che il suo primo impegno politico è stato nel ’96 proprio con l’Ulivo. Credo che ritrovare quelle radici mentre si sta costruendo il futuro, faccia bene a tutti». Cosa l’ha convinta e cosa no del discorso di Renzi? «Mi ha convinto sulla giustizia che considero un punto prioritario. A mio avviso, dobbiamo lavorare di più sull’Europa e sulla nostra visione del mondo». E di Cuperlo e Civati? «Di Civati mi convince molto la sua capacità e la volontà di immaginare un partito aperto e partecipato: mobilitazione e ruolo attivo di iscritti ed elettori. Tuttavia ritengo che non dovrebbe parlare solo a un segmento della sinistra ma a tutto il centrosinistra. Di Cuperlo apprezzo la serietà e la sua preparazione intellettuale. Mi sembra, però che abbia una visione superata del ruolo del partito e di come starci dentro».
autore / Lucia Bigozzi
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