Il cardinal Piacenza: ascesa e caduta di un tradizionalista?

03 aprile 2013 ore 9:12, intelligo
Il cardinal Piacenza: ascesa e caduta di un tradizionalista?
di Americo Mascarucci La Domenica delle Palme, mentre stava assistendo alla celebrazione eucaristica di Papa Francesco, è caduto dalla sedia ed è finito all'ospedale. Una caduta accidentale che tuttavia più di qualcuno ha letto come un presagio. Il cardinale Mauro Piacenza, attuale prefetto della Congregazione per il Clero, è considerato infatti fra gli ecclesiastici in discesa, non perché non sia gradito a Bergoglio, ma perché troppo legato al segretario di stato Tarcisio Bertone. Piacenza è un cardiale ritenuto fra i più conservatori della Chiesa e non potrebbe essere diversamente. La sua carriera si è sviluppata all'ombra di Giuseppe Siri il massimo esponente del tradizionalismo cattolico, il più tenace oppositore, secondo solo a Lefebvre, delle innovazioni introdotte dal Concilio Vaticano II. Da sacerdote genovese Piacenza è stato un fedelissimo dell'ex arcivescovo Siri e, da strenuo difensore del rito tridentino, si è spesso scontrato all’interno del clero ligure con i preti progressisti. Don Paolo Farinella parroco della Chiesa di San Torpete ha raccontato che quando arrivò l'arcivescovo Giovanni Canestri, di idee diametralmente opposte a Siri, Piacenza lasciò l'arcidiocesi rifiutandosi di collaborare con un vescovo figlio del Concilio. Don Farinella probabilmente è poco attendibile, considerando le sue posizioni di estrema sinistra e la sua dichiarata ostilità nei confronti della Chiesa di Papa Ratzinger, ma che Piacenza non avesse simpatia per Canestri è fuor di dubbio. Entrato nella Curia romana agli inizi degli anni novanta del secolo scorso ha percorso vari gradini. Da membro della Congregazione per il Clero ne è diventato segretario, poi pro prefetto ed infine prefetto per volontà di Benedetto XVI (ma su spinta di Bertone) che nel novembre del 2010 lo ha nominato cardinale. Quando è scoppiato lo scandalo Vatileaks e sono iniziate a circolare indiscrezioni su un possibile passo indietro del salesiano dalla Segreteria di Stato, i vaticanisti più accreditati hanno lanciato il nome di Piacenza come suo probabile successore, in considerazione della fiducia acquisita presso Ratzinger. Il suo nome è rimasto saldamente in sella anche in previsione del ritiro di Bertone per raggiunti limiti d'età, ma l'abdicazione di Benedetto XVI e l'avvento di Bergoglio hanno rimesso tutto in discussione. Oggi il nome di Piacenza è fra i meno quotati per ricoprire l’incarico di segretario di stato e sono in molti a ritenere che, nel rimpasto che Francesco metterà in atto appena i tempi saranno maturi, anche la poltrona di Prefetto della Congregazione per il Clero potrebbe essere in bilico. Sono infatti molti, troppi, i sacerdoti che vedono Piacenza con scarsa simpatia perché, pur avendo mitigato molto le originali posizioni anti conciliari, resta un conservatore poco in linea con il modello di Chiesa auspicato da Bergoglio. Intanto l'unica sedia realmente in bilico è stata quella da cui il cardinale è caduto il giorno delle Palme fortunatamente senza gravi conseguenze. Una caduta che per Piacenza potrebbe rivelarsi profetica.  
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