Malan (Fi): "La nostra agenda è la rivoluzione azzurra. Da Renzi solo slogan e contraddizioni"

03 dicembre 2013 ore 17:19, Lucia Bigozzi
Malan (Fi): 'La nostra agenda è la rivoluzione azzurra. Da Renzi solo slogan e contraddizioni'
“L’agenda di Fi la sottoporremo agli elettori nelle urne, intanto ci battiamo sulle priorità: riduzione delle tasse, taglio della spesa pubblica, rilancio della competitività e dell’occupazione”. La differenza tra Fi e Renzi? “Noi abbiamo proposte precise, lui ha qualche slogan e grandi contraddizioni”. A Intelligonews Lucio Malan, senatore berlusconiano, spiega come sarà l’opposizione in Parlamento proprio nel giorno in cui il Cavaliere spiega come sarà la nuova Fi in versione campagna elettorale. Duplice azione, unico obiettivo…
Senatore Malan, cosa c’è nell’agenda di Forza Italia? Solo il voto subito? «Oggi siamo forza di opposizione e non abbiamo il pallino in mano per fare le cose. Siamo favorevoli alle elezioni per poter davvero sottoporre agli italiani la nostra agenda. Fintanto che dura la legislatura, le priorità sono quelle poste in campagna elettorale: riduzione delle imposte, sburocratizzazione, taglio delle spese dello Stato che è poi la premessa indispensabile per tagliare le tasse, rilancio della competitività e dell’occupazione, solo per citare i punti principali». Ma è esattamente l’agenda di Renzi… «C’è una differenza sostanziale: noi abbiamo proposte precise, Renzi ha qualche slogan e grandi contraddizioni. Quando parla di ridurre la spesa pubblica sa solo ricicciare lo slogan sui costi della politica. Peccato però che poi c’è il restante 99,9 per cento della spesa pubblica che andrebbe preso in esame ma che potrebbe danneggiare determinati potentati che costituiscono lo zoccolo duro del Pd e senza i quali il signor Renzi sarebbe il leader di un partitino…». Nella vostra agenda ci sono anche le riforme costituzionali. Ora che siete usciti dalla maggioranza ci rinuncerete? Tradotto: voterete contro in parlamento? «Non siamo contrari a fare le riforme costituzionali, ci abbiamo sempre lavorato sia dal versante della maggioranza che da quello dell’opposizione. E’ la sinistra che ha sempre sabotato le nostre proposte anche quando erano identiche alle loro». Faccia un esempio. «Nel 2006 la propaganda della sinistra ha portato alla bocciatura per via referendaria di un’ottima riforma che faceva le cose che tutti dicono oggi di voler fare: riduzione dei parlamentari, specializzazione del ruolo delle due Camere, rafforzamento seppure blando dei poteri dell’esecutivo, razionalizzazione delle competenze Stato-Regioni. Purtroppo, la sinistra le ha bocciate perché non le avevano fatte loro. L’altra cosa importante è che noi avevamo tentato di inserirle nei compiti della commissione». Si riferisce anche alla riforma della giustizia? «Quando è stata istituita questa ‘commissioncella’ nell’ambito della riforma costituzionale, voluta principalmente dal Pd e da Quagliariello ma a mio giudizio una perdita di tempo perché era molto meglio utilizzare lo strumento ordinario dell’articolo 138, tentammo di inserire il tema della giustizia tra le riforme da fare, ma fummo accusati di essere dei provocatori. Poi ne hanno parlato Napolitano e Letta, ma ancora non abbiamo visto niente e intanto non è tra gli argomenti che dovrà affrontare il Comitato. Di conseguenza, dubito assai che si farà alcunchè. Fare la riforma della giustizia senza andare a toccare i meccanismi che sono nella Costituzione è inutile». Sarà Renzi a dare la spallata a Letta? Voi ci sperate, sia sincero… «Soprattutto ci spera lui… fa ogni giorno bombardamenti al governo… La cosa che stupisce è che a noi ci hanno definito irresponsabili e sovversivi e perché non lo fanno anche  con lui? E’ la prova ulteriore di interessi che lo sostengono e riescono a orientare l’informazione. Interessi, mi consenta, che sono diversi da quelli dei cittadini italiani». Oggi Berlusconi spiega come sarà la nuova Fi ripartendo dal territorio. Nell’era Pdl però è stato il tallone di Achille del partito e una delle cause per le quali molti elettori si sono allontanati. Cosa è cambiato in quindici giorni e come intendete convincere i delusi? «Il compito di un grande movimento politico come il nostro non è facile e ci sono sempre margini di miglioramento. L’idea di istituire comitati regionali di eletti e non è sicuramente positiva. Naturalmente poi è importante che chi lamentava un mancato collegamento col territorio si impegni a dare il proprio contributo». Berlusconi la chiama “rivoluzione azzurra”, ma in cosa sarà veramente “rivoluzione”? «I principi sono quelli del ’94: il compito quotidiano del movimento è trovare strumenti giusti per portarli avanti e dare risposte ai problemi contingenti, a cominciare dalla crisi che stiamo attraversando. Libertà al primo posto perché crediamo che dalla libertà possa nascere il benessere e il lavoro e una società più giusta, perché se c’è lavoro e benessere, ci sono maggiori risorse da dedicare ai meno fortunati». Brunetta propone un referendum costituente sulle riforme, compresa la legge elettorale, per superate l’impasse. Giovanardi a Intelligonews replica sostenendo che ‘Fi si inventa ogni giorno cose per disturbare Letta’. Qual è la sua valutazione? «Valuto la proposta di Brunetta estremamente ragionevole e sarebbe decisiva, ad esempio, per fare ciò che – sono convinto – la maggioranza dei cittadini vuole: l’elezione diretta del capo dello Stato e a quel punto si darebbe un’indicazione chiara che, altrimenti, alchimie e veti incrociati finora hanno impedito». E a Giovanardi cosa risponde? «Mi sembra che la sua risposta non abbia nulla a che fare con quello che ha detto Brunetta». Sull’elezione diretta del capo dello Stato è ciò che vuole Alfano. Dove sta la differenza? «Noi facciamo proposte che riteniamo giuste, non per differenziarci dagli altri. A noi interessa che anche coloro che non hanno votato Fi la pensino come noi su determinati punti. L’importante è l’interesse del paese, non il marchio di fabbrica». Giocate o no a “melina” con gli alfaniani come sostengono molti addetti ai lavori? «C’è questa corrente di pensiero che dice che è tutto una finta. Non è finta per niente. C’è stata una divergenza forte su un punto molto preciso ed è avvenuta in un momento, quello del jihad della sinistra contro Berlusconi, che ha reso la cosa più grave e drammatica». Divisi alle europee e ri-uniti alle prossime politiche? «Alle europee c’è un meccanismo elettorale che fa sì che ogni soggetto politico vada per conto suo. E’ accaduto anche quando eravamo al governo con la Lega. Alle prossime politiche è un obbligo morale per noi cercare le alleanze con chi non vuole che in Italia governi una sinistra che non supera il 30 per cento dei consensi elettorali». Caos legge elettorale: così la politica sta perdendo anche l’ultimo pezzo di credibilità dinanzi agli elettori. Non crede? «La credibilità la fa perdere chi da sette anni si scaglia contro questa legge e poi però non riesce a uscire da logiche partitiche quando si tratta di proporre alternative. La scorsa legislatura il Pd si era arroccato sul doppio turno o con leggi che nelle loro intenzioni doveva dargli la vittoria sicura. Poi voleva il ‘premietto’ che io ho definito ‘premio a priori’ e adesso torna sulla follia del doppio turno che costa quanto raddoppiare il numero dei senatori: tutto ciò rende evidente il motivo per il quale non si è cambiata la legge elettorale. Il Pd alla Camera ha la maggioranza ma non per questo può pretendere la proposta che conviene e piace solo a loro».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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