Mafia Capitale, Magi (Radicali): "Preferenze creano signori feudali. Campi rom: io già in sciopero della fame"

03 dicembre 2014 ore 15:21, intelligo
Mafia Capitale, Magi (Radicali): 'Preferenze creano signori feudali. Campi rom: io già in sciopero della fame'
L'origine del male a Roma? “Il sistema delle preferenze”. Riccardo Magi, consigliere comunale a Roma e presidente di Radicali Italiani, va controtendenza: in una fase in cui tutti chiedono una legge elettorale che permetta di nuovo ai cittadini di scrivere il nome del candidato sulla scheda, l'esponente radicale spiega che “nella Capitale c'è gente che ha 8000 preferenze e non ha mai fatto né una proposta né una polemica. Le preferenze creano signori feudali con delle clientele”. E, parlando con IntelligoNews, aggiunge: “Roma spende 25 milioni all'anno per mantenere il sistema fallimentare dei campi rom, c'è l'interesse affinché tutto ciò non cambi mai”. Magi, cosa pensa dell'inchiesta che sta facendo tremare Roma? «Precisiamo che è doveroso il massimo garantismo e che tutte le responsabilità vanno dimostrate. Detto questo, quello che balza agli occhi è per prima cosa il fatto che sia stato contestato un reato associativo, il che coincide con l'analisi che da tempo portano avanti i radicali». Ci spieghi... «Questa è una città, e lo abbiamo dimostrato con varie denunce, in cui la collusione tra criminalità e pubblica amministrazione è sotto gli occhi di tutti, su ogni cosa: rifiuti, concessioni balneari, campi rom. È un dato di sistema, c'è uno scambio tra favori e voti legato al sistema delle preferenze». Alt, un attimo: sta dicendo che le preferenze da più parti invocate come panacea di tutti i mali sono fonte di corruzione? «Ma certo! Tutti si dimenticano i dibattiti degli anni '90 su questo tema... Con il sistema delle preferenze i consiglieri diventano signori feudali, ognuno di loro gestisce una clientela e ne ottiene in cambio dei benefici. Voglio dire, la preferenza è una forma di fidelizzazione molto forte, tu devi entrare nella cabina e scrivere il nome di una persona. A Roma ci sono persone che ottengono 5000, 6000, anche 8000 preferenze e nessuno si ricorda una loro proposta politica o anche solo una loro polemica». Dall'inchiesta emerge una forte trasversalità della corruzione romana odierna... «Sì, è il secondo aspetto rilevante. Voglio ricordare che già a dicembre di un anno fa abbiamo fatto uscire le nostre denunce sulla manovra d'Aula, ovvero quel meccanismo per cui a ogni approvazione di bilancio i singoli consiglieri comunali fanno emendamenti aggiungendo fondi da distribuire ai propri collegi elettorali. Quasi sempre riguardano il verde e il sociale. Logico, chi si opporrebbe a dei fondi destinati al sociale? E guarda caso sono proprio questi gli ambiti su cui si concentra l'attenzione di queste organizzazioni criminali». Colpisce, a tal proposito, l'interesse criminale nei confronti del business dell'accoglienza... «Sa quanto spende il Comune di Roma per i campi rom? 25 milioni di euro, quasi tutti distribuiti a varie associazioni per affidamento diretto, senza gara pubblica. È evidente che ci sia un indotto. Personalmente sono in sciopero della fame per chiedere la chiusura del Best House Rom di via Visso, il “centro di accoglienza” inaugurato nel 2012 dall'Amministrazione Alemanno dove oltre 300 cittadini Rom vivono in condizioni disumane. La struttura non ha nemmeno l’abitabilità, è privo di fonti di luce naturale e di ricambio d'aria e con servizi igienici insufficienti, con gravissimi rischi per la salute degli adulti e soprattutto dei bambini. Un lager, però, dai costi esorbitanti, che l’anno scorso è costato oltre 1 milione di euro dei cittadini romani e nel 2014 ne costerà almeno doppio. Roma Capitale spende infatti 600 euro al mese a persona per tenere famiglie intere accalcate in stanze di appena 12 mq senza finestre». E allora qual è la soluzione? «Vede, il dibattito è falsato perché da una parte c'è la “soluzione” proposta dalla Lega e CasaPound: “Mandiamoli tutti a casa”, che è una cosa illegale. E comunque quando Maroni era ministro dell'Interno non li ha mandati a casa. Anzi, ha aperto nuovi campi rom. Dall'altra c'è chi, magari in buona fede si dà da fare per difendere un sistema fallimentare. Il punto è che a Roma non ci sono politiche sociali. In Ue ci sono cinque o sei linee di finanziamento per l'inserimento abitativo di rom e non rom. Noi però non siamo in grado di accedervi o forse non vogliamo farlo. C'è un interesse forte nel tenere in piedi questa situazione dei campi che esiste solo in Italia. Sa quanti sono i rom in Italia? 170Mila. Sa quanti vivono nei campi? 35Mila, di cui 8000 a Roma. I quattro quinti dei rom già vivono nelle case, quindi non è vero che non li possa togliere dai campi. Basta volerlo». (Asc)  
autore / intelligo
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