Fiat-Chrysler. L'esperto Sabella: "Grande opportunità. Credo in un disgelo con la Fiom entro l'anno"

03 gennaio 2014 ore 10:59, Marta Moriconi
Fiat-Chrysler. L'esperto Sabella: 'Grande opportunità. Credo in un disgelo con la Fiom entro l'anno'
I mercati finanziari hanno chiaramente promosso l’acquisizione di Chrysler da parte della Fiat. Ma se l’accordo raccoglie elogi unanimi, emergono le prime domande sul futuro dei lavoratori della casa automobilistica italiana e le preoccupazioni su alcuni rilievi inerenti all'indebitamento di Fiat.  IntelligoNews ha chiesto lumi a Giuseppe Sabella, direttore esecutivo di Think-in, think tank specializzato in economia del lavoro che nel 2011 ha proposto un convegno di studi sul caso Fiat. Sabella segue da tre anni il caso Fiat, giunto a un punto di svolta importante, e aveva previsto da tempo, ultimamente anche su Sussidiario.net, l’accordo annunciato il 1 gennaio da Fiat anticipando la sua svolta americana. Secondo lui «Fiat sposterà il suo centro direzionale a Detroit, ma in realtà l’effetto dell'acquisizione di Chrysler, nell’immediato  in Italia sarà tutt’altro che negativo. Nel medio e lungo termine naturalmente bisogna capire anche come si comporterà il mercato italiano e, più in generale, quello europeo». Fiat padrona di Chrysler e Piazza Affari ha festeggiato l’acquisizione, ma è una buona notizia anche per i lavoratori? «Per il lavoro italiano, cioè per i lavoratori, penso si tratti di un’opportunità interessante. Certo è che, a questo punto, Fiat potrebbe spostare la sua sede altrove, ma questo non implicherebbe nulla rispetto agli stabilimenti, nel senso che ognuno di loro è un’azienda a sé, è una Spa. Questo è un problema di poco conto. Ritengo anche che nell’immediato sarà difficile assistere a dismissioni di stabilimenti italiani. Anzi, i veicoli prodotti in Italia potrebbero trovare maggior spazio nel mercato globale. L’importante, comunque, è che non ci siano dismissioni e questo dipenderà molto da come si comporterà il mercato italiano e quindi, anche, dagli interventi che si attendono da questo governo. Detto questo ad aprile sapremo qualcosa di più, visto che Fiat presenterà il suo nuovo piano industriale». Condivide la dichiarazione di Luigi Angeletti, numero uno della Uil sul fatto che finalmente “avremo una società globale in grado di reggere i prossimi decenni sul mercato automobilistico mondiale”. Saremo più competitivi? «Si, credo che la Fiat-Chrysler sarà molto competitiva nel mondo. La Fiat ha davvero guadagnato una dimensione globale, l’unico mercato in cui è poco presente è quello asiatico, ma sui mercati internazionali è ora molto forte». C’è chi chiede a Marchionne di avere subito un confronto sul destino di Mirafiori. E’ una richiesta legittima… «Non credo sia in discussione lo stabilimento di Mirafiori, tra l’altro intitolato proprio a Giovanni Agnelli. La Fiat ha di recente avviato la rinegoziazione del contratto con i sindacati, e non solo del contratto di Mirafiori. La Fiom-Cgil al momento non ne ha preso parte. Credo tuttavia che il conflitto Fiat-Fiom, dopo la conclusione dell’iter giudiziale, sia arrivato ad un punto di disgelo. Non escludo che, quest’anno, anche la Fiom-Cgil possa valutare di siglare il nuovo contratto». Sulla scelta delle strategie industriali, quali priorità potrebbe avere in mente Marchionne? Quali gli investimenti indispensabili per far fronte alla concorrenza? «Per quanto riguarda la produzione e il mercato italiano, la Fiat rispetto al piano Fabbrica Italia non ha fatto tutti gli investimenti che aveva annunciato; certo è che c’è stato un calo del mercato dell’auto che non ha avuto precedenti negli ultimi 30 anni. Quindi ci si attende che in Italia si approfitti della presenza che Fiat-Chrysler ha rafforzato sui mercati internazionali, per far sì, anche, che gli stabilimenti italiani vadano a pieno regime. Per quel che riguarda il mercato americano, lì sicuramente la Fiat-Chrysler ha ampie chance da giocarsi anche con i modelli Alfa e Maserati, oltre ai nuovi Suv, e può così competere contro i maggiori produttori mondiali». Secondo lei l’acquisizione della Chrysler è avvenuta ad un prezzo vantaggioso come è stato detto? «Si tratta di un’operazione certamente vantaggiosa per Fiat, non a caso oggi tutti celebrano le doti negoziali di Sergio Marchionne. Fiat è salita al 100% di Chrysler acquisendo la partecipazione del 41,5% di Veba per un valore pari a 3,65 miliardi di dollari. Consideriamo che la richiesta iniziale era di 5 miliardi di dollari e che Fiat verserà 1,9 miliardi come dividendo straordinario di Chrysler. Si è trattato di una trattiva complessa, che la Fiat ha abilmente girato a suo favore quando si è scoperto un rosso di 3 miliardi di dollari nei bilanci del 2012 di Veba, la cui esigenza, a quel punto, è stata di monetizzare velocemente la partecipazione in Chrysler per coprire il buco e abbattere l’indebitamento. Questo ha naturalmente dato a Fiat un importante potere contrattuale, sfruttato al meglio da Sergio Marchionne».
caricamento in corso...
caricamento in corso...