Quirinale, toto-nomi: quell'ex diessino innominato e molti altri

03 gennaio 2015 ore 9:20, Lucia Bigozzi
dalema renzi 3Nel “saliscendi” della politica, impazza il toto-Quirinale. La Rete si scatena, i tweet si rincorrono, i politici sfornano idee e profili a go-go. Ma chi sarà il vero successore di Napolitano? Ecco la mappa tra papabili e outsider. CANDIDATI IN LIZZA. Se nel discorso di fine anno il presidente-dimissionario ha tracciato il profilo ideale facendo intendere che a ricevere il suo testimone dovrà essere una persona esperta e competente, nelle ultime ore i partiti stanno scrivendo – o provano a farlo – il 'canovaccio' entro il quale far coincidere il maggior numero di tessere e di voti in parlamento. Le linee-guida non dette ma in realtà dette da Renzi, sembrano ormai essere state “digerite” da tutti (o quasi) gli attori sul palcoscenico dell'elezione del nuovo capo dello Stato, a cominciare dall'azionista del patto del Patto del Nazareno: Silvio Berlusconi. La carta di identità riconduce il potenziale successore di Napolitano al profilo di una personalità proveniente dall'area della sinistra. Meglio se renziana, of course. Tra i desiderata dei renziani c'è il nome di Mario Draghi, ma la doccia fredda del governatore della Bce il quale ha fatto intendere di non voler entrare nella partita quirinalizia, costringono a un cambio di rotta. Il punto è che serve una personalità di elevato spessore e di altrettanta trasversalità per arrivare in parlamento con un “tesoretto” di voti sicuri in modo da evitare il mix micidiale tra “fuoco amico e fuoco nemico”. Prodi docet. Il nome dell'ex presidente del Consiglio nonostante il suo “no grazie” e il “sì votiamolo” dei vendoliani, resta nel novero delle possibilità ma secondo gli spifferi di Intelligonews le quotazioni del Professore non sarebbero così alte come nelle scorse settimane. Veltroni che molti considerano il “padre” putativo del Renzi-riformista-rottamatore-innovatore, continua a essere della partita ma certo, le vicende dell'inchiesta capitolina potrebbero rappresentare un ostacolo – o meglio, un motivo di inopportunità politica - per tutti i candidati romani da associare alla definizione 'papabili'. Se Giuliano Amato sembra sempre più un nome divisivo (e non solo per il no di Berlusconi e Salvini, vedi grillini), quello di Roberta Pinotti, seppure renziana e molto stimata anche nelle file dell'opposizione sconterebbe il gap dell'inesperienza per un ruolo di così alta responsabilità come quello del presidente della Repubblica. Non a caso, nelle ultime ore, stanno risalendo le quotazioni di Emma Bonino, come personalità apprezzata sulla scena internazionale e con un background non proprio allineato alle logiche dei partiti. In campo femminile, resta in lizza anche l'ipotesi di Anna Finocchiaro (la senatrice Puppato proprio a Intelligonews ne ha svelato le peculiarità e il favore tra diverse aree non solo piddine). Ma ci sono due nomi, finora ai margini della partita che nelle ultime ore stanno tornando a galla: Massimo D'Alema e Pierferdinando Casini. Sul primo ci sono da considerare i maldipancia dei renziani che non vedrebbero di buon occhio l'autorottamato (come si è definito l'ex premier) al Colle anche se, suggeriscono gli spifferi di Intelligonews, potrebbe essere una mossa sulla quale lo stesso premier starebbe ragionando per depotenziare l'ostilità della minoranza dem interna. Ma la tattica non sempre coincide con la sostanza. Casini potrebbe essere l'uomo-cerniera tra destra e sinistra, quello che alla fine potrebbe mettere d'accordo berlusconiani, alfaniani, l'area moderata di centro e i dem cattolici. OUTSIDER. Due nomi su tutti nella ridda di candidati presunti e potenziali. Il primo “lanciato” da L'Espresso è quello di Raffaele Cantone, garante dell'Anticorruzione, vicino a Renzi e molto stimato da tutti i partiti politici. Un magistrato, del resto, è il profilo gradito anche ai 5Stelle nei cui ranghi, almeno a livello di desiderata, si ipotizzano nomi quali quello del pm Di Matteo o di Ferdinando Imposimato come segnalato dalla consultazione on line lanciata da Messora, ex patron della comunicazione del M5S. Proprio su Imposimato, molti esponenti grillini si sono già dichiarati a favore e non a caso quello del magistrato era uno dei nomi in lizza per le Quirinarie di un anno fa. Cantone potrebbe essere la mossa a sorpresa di Renzi che non a caso, come scrive l'Espresso, lo starebbe accreditando negli ambienti politici che contano. Dipende, se il magistrato finora ben lontano dalla politica anche se Orlando nel 2011 in qualità di commissario del Pd campano lo avrebbe voluto come candidato a sindaco di Napoli, avrà voglia di abbandonare la toga per indossare il doppio petto previsto dal cerimoniale quirinalizio.
autore / Lucia Bigozzi
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