Primo ‘avviso’ al tandem Letta-Alfano: Napolitano dà il timing al governissimo perchè non vuole scherzi sulle riforme

03 giugno 2013 ore 16:47, Lucia Bigozzi
Primo ‘avviso’ al tandem Letta-Alfano: Napolitano dà il timing al governissimo perchè non vuole scherzi sulle riforme
Avviso ai naviganti Letta-Alfano. Mittente: il Quirinale. Napolitano non vuole , né può permettere che il balletto sulle riforme si trasformi in una quadriglia permanente. Ha accettato la successione a se stesso proprio sulla scorta di un impegno concreto della politica sulle riforme. Il dejà vu sulla legge elettorale è ormai un precedente che fa scuola.
E siccome dal Colle la ‘vigilanza’ su Palazzo Chigi è serrata fin dal battesimo del governissimo, il capo dello Stato non è rimasto a guardare. Non solo ha strigliato i partiti a fare e a fare presto, ma ha anche scandito il timing delle riforme: diciotto mesi, non uno di più. Confermando, a scanso di equivoci, che il governo Letta è a tempo. Non ha usato mezze frasi il presidente della Repubblica quando ha puntato l’indice sull’inconcludenza dei partiti, pericolo da scongiurare non solo per la credibilità della politica e delle istituzioni, ma soprattutto perché le condizioni (crisi, disoccupazione, pressione fiscale) del paese non lo consentono. L’azione di moral suasion quirinalizia non si è mai interrotta ma è la politica che finora ha dato risposte vaghe. Più precisamente è rimasta appesa ai buoni propositi e agli annunci: basta vedere cosa si è scatenato la settimana scorsa in Parlamento su una semplice mozione – bipartisan - di indirizzo firmata da Roberto Giachetti (Pd) e sottoscritta da un centinaio di deputati (con un gruppetto di piddini sfilatosi un secondo prima del voto per ragioni di partito che, puntualmente, si è diviso al suo interno). E’ altrettanto vero che l’arma letale nelle mani del Colle si chiama scioglimento delle Camere e voto anticipato. Certamente, Napolitano non ha intenzione di usarla perché convinto che non farebbe bene al paese in un momento così delicato e tuttavia può brandirla come qualcosa di più di una sollecitazione. Effetto: Letta, Quagliariello e Franceschini salgono al Colle per fare il punto con Napolitano sul cammino delle riforme costituzionali. In realtà, il presidente della Repubblica vuole vederci chiaro e richiamare tutti alle proprie responsabilità. Sacrosanto intento che, però, si scontra con la realtà di posizioni divergenti dentro e tra gli azionisti di maggioranza del governissimo. Specialmente in casa Pd dove le posizioni della Bindi non sono quelle di Bersani, tanto per fare due nomi tra i big dem. Domani al Nazareno è convocato lo stato maggiore del partito nel tentativo di arrivare a una sintesi e scongiurare l’ennesima lacerazione. Resta il fatto che il campanello suonato da Napolitano è il primo avviso alla “premiata ditta” Letta-Alfano che su riforme e crescita si gioca moltissimo (anche sul versante del rispettivo futuro politico). Il Colle vuole i fatti, il Paese pure. E non c’è più tempo.
autore / Lucia Bigozzi
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