40 miliardi alle imprese: Brunetta chiede di anticiparli, Librandi si chiede dove stanno i soldi

03 luglio 2013 ore 11:21, Francesca Siciliano
40 miliardi alle imprese: Brunetta chiede di anticiparli, Librandi si chiede dove stanno i soldi
Il gruppo parlamentare Pdl, Brunetta e Capezzone in testa, sta lavorando alacremente per presentare in Aula una mozione e una interpellanza urgente volta a concentrare nel secondo semestre 2013 tutti i 40 miliardi che lo Stato deve alle imprese (ad oggi erano ripartiti una metà entro la fine dell'anno, l'altra entro il 2014). Obiettivo (si legge nel dettagliato rapporto distribuito in Transatlantico dai pidiellini e si evince dalla conferenza stampa): ridare ossigeno alle imprese, rimettere in moto l’economia, rilanciare i consumi.
Il resoconto è dettagliatissimo: dopo un papello iniziale sulla crisi  internazionale che ha colpito il nostro Paese e sulle cause che l'hanno indotta, il Pdl ci spiega le possibili soluzioni alla morsa economica. Innanzitutto «per le imprese sarebbe necessaria una iniezione di nuovi finanziamenti tra i 90 e i 190 miliardi di euro». «Non è impresa facile – continua – anche perché la finanza pubblica non può fornire ingenti aiuti come in passato», però a tutto si può porre rimedio: «In questo quadro, uno shock finanziario positivo può essere dato solo dalla iniezione di liquidità derivante dal pagamento dei debiti della P.a. nei confronti delle imprese private fornitrici di beni e servizi», subito. Effettivamente, per la piccola e media impresa italiana ormai al collasso, sarebbe salvifica l'«iniezione» di soldi, perché – proprio come recita il rapporto - «si riavvierebbe il ciclo dei pagamenti ai fornitori, si tornerebbe ad investire, si ricomincerebbe ad assumere». E la filippica va avanti: «Il Pdl ritiene che il governo debba (per anticipare i pagamenti, ndr) prevedere ulteriori forme di finanziamento dal sistema bancario e delle società di factoring, da attivare mediante semplice concessione di garanzia da parte dello Stato su debiti certi». E sciorina anche i numeri: «L'anticipo genera un gettito di Iva di circa 40 miliardi (=21% di 20 miliardi)». In pratica: ecco a voi la panacea di tutti i mali. Peccato, tuttavia, che in tutte le cose belle c'è sempre un però. Un neo che potrebbe inficiare l'intera operazione capezzonian-brunettiana. Ironizza sul tema Gianfranco Librandi, deputato di Scelta Civica intercettato in Transatlantico da IntelligoNews: «Questo anticipo del debito promesso dal Pdl ricorda tanto un'altra promessa sul deficit, fatta all'Europa, che è stata difficile da mantenere». E su Brunetta, il promotore della mozione, continua: «E' coreografico, promette, promette: ma non dice dove dovremmo trovare i soldi». «Mi auguro – conclude Librandi– che nel suo programma troverò qualche punto che lo spieghi meglio, in fin dei conti Brunetta è un grande economista...».  
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