Ispirato dall’operazione nostalgia del Cav, anche Letta trova il mezzo giusto per uscire dalla crisi

03 luglio 2013 ore 14:10, Alessio Di Mauro
Ispirato dall’operazione nostalgia del Cav, anche Letta trova il mezzo giusto per uscire dalla crisi
Dall’auto blu alla macchina del tempo. Diavolo d’un Berlusconi! Ancora una volta è proprio lui a tirar fuori l’ennesimo coniglio dal cilindro della politica italiana, paralizzata in un’impasse senza precedenti. Il cavaliere ha mostrato in questi vent’anni una capacità di problem solving che cresce in funzione direttamente proporzionale al quoziente di difficoltà della situazione da affrontare. Forse è proprio per questo che di fronte alla proporzione titanica del casino in cui è piombato negli ultimi tempi - tra condanne ai processi e guai di un Pdl in fase d’implosione, asfaltato alle ultime elezioni amministrative – è riuscito a superarsi, mettendo a punto un autentico capolavoro di strategia politica. La missione, denominata in codice “operazione nostalgia” e portata a termine in poche settimane nelle officine segrete di Arcore (quelle ubicate nel sottosuolo della villa, appena sotto la sala del “bunga bunga”), consentirà al Cav. di raggiungere l’ambizioso obiettivo che si era prefissato alla vigilia: tornare indietro nel tempo. Segnatamente nel 1994, quando Berlusconi scese trionfalmente in politica con Forza Italia, sbaragliando la famigerata macchina da guerra di Occhetto, data per favorita. Un risultato miracoloso se si pensa che il progetto era apparso da subito proibitivo - per non dire disperato - agli occhi dei tecnici incaricati . Ma Berlusconi, pressato da un presente insostenibile e angosciato dall’idea di un futuro inesistente, non aveva francamente altra scelta che quella di un rapidissimo dietrofront. A garantirgli il viaggio a ritroso sarà una vera e propria “auto blu” del tempo. Con tanto di scorta e sirena d’ordinanza. Come tutti gli osservatori politici attenti ben sanno, innovazioni di questa portata non possono che produrre reazioni in tutti gli schieramenti parlamentari, con il risultato di creare nuovi paradigmi nella dialettica democratica. Così dopo la febbre da “rottamazione”, innescata da Renzi nel Pd e diffusa poi in tutti i partiti, ora è scoppiata la tendenza “vintage”. I primi a chiedere al Cav di fare un giro sulla macchina blu del tempo sono stati ovviamente i suoi alleati ed ex alleati di provenienza An. Anche loro muoiono dalla voglia di tornare a metà degli anni ’90, quando il partito, defunto per sciogliersi nel Pdl, viaggiava a percentuali che oggi i loro partitini vedono col binocolo. Qualcuno di loro approfitterebbe del ritorno al passato per strangolare in tempo utile Fini: prima che quest’ultimo si renda responsabile di quella fusione mortale col Cav che decreterà l’estinzione definitiva della destra. La stragrande maggioranza invece si limiterebbe solo a fare un altro giro nelle stanze dei bottoni e del potere, sapendo che dal 2013 dovrà dimenticarle per sempre. Tutti però farebbero estrema attenzione a non spingersi più indietro del 1988 per non correre il rischio di essere presi a calci nel culo da Giorgio Almirante. L’invenzione del Cav, tuttavia, non fa gola soltanto ai protagonisti del centrodestra. Pare infatti che addirittura il premier Enrico Letta abbia messo gli occhi addosso al nuovo e confortevole modello di auto blu. “Ma - recita una nota di Palazzo Chigi - non per motivi personali e di parrocchia, come nel caso di Berlusconi e degli ex An”. Letta, al contrario, vorrebbe utilizzare il mezzo in chiave “bipartisan”, per il bene dell’intero sistema Paese. In pratica il suo intendimento sarebbe quello di farci salire tutti a bordo e, dopo aver fatto un gesto dell’ombrello collettivo all’indirizzo della Merkel, chiudere lo sportello e trasferirci tra il 1950 e il 1960. Negli anni del boom, della ripresa economica e del rilancio occupazionale. Della mitica 600 e di Mike Bongiorno. Della “Dolce Vita” di Fellini e della Lambretta. Gli anni del miracolo economico. “E tenete presente - ammonisce il premier - che proprio un miracolo è rimasto il solo strumento concreto che abbiamo per riuscire a superare davvero la crisi. Mancherebbero solo i computer e il web – continua Letta - ma pensateci bene: sarebbe un’occasione unica per togliersi di torno all’unisono quei due rompiballe di Grillo e Casaleggio”.
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