La caccia alle foche è iniziata. Le proteste animaliste

03 maggio 2014 ore 11:26, Orietta Giorgio
La caccia alle foche è iniziata. Le proteste animaliste
In Canada, con l’arrivo della primavera, la neve bianca si tinge di rosso sangue. Si apre la caccia alle foche, migliaia di cuccioli verranno uccisi, colpiti senza pietà da uomini armati di bastoni uncinati. I loro corpi verranno utilizzati a fini commerciali, diventeranno pelli, pellicce, grasso, olio ecc. La LAV (Lega Antivivisezione) denuncia e spiega: “La morte a cui vanno incontro questi animali è la più violenta e crudele immaginabile: un team di veterinari indipendenti ha documentato che il 42% delle foche esaminate erano state scuoiate vive, e il 40% colpito ripetutamente prima di morire”. Eppure esiste un bando, in vigore dal 2009 in oltre 30 nazioni, che vieta la commercializzazione di prodotti derivati dalla foca all’interno del loro territorio. Il bando viene ignorato e il massacro continua. Canada e Norvegia hanno fatto ricorso a questo bando rivolgendosi al WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, che ha rifiutato la richiesta. Sul sito dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) leggiamo le parole di Edoardo Gandini (OIPA-EU Relations Officer e membro dell’ European Enforcement Network of Animal Welfare Lawyers and Commissioners): “Il fatto che il WTO abbia riconosciuto il danno morale arrecato ai cittadini preoccupati per l’inaudita violenza con la quale degli esseri viventi sono barbaramente massacrati, dà la misura di quanto il problema sia sentito. E’ quindi di fondamentale importanza che l’Europa, il mercato commerciale più grande del mondo, mantenga il bando rigettando eventuali emendamenti peggiorativi e si mostri unita e compatta nella decisione in modo da influenzare anche altri mercati, oltre ad aprire nuove strade per ulteriori divieti alla commercializzazione di prodotti derivati dallo sfruttamento animale. Le prossime elezioni europee rappresentano quindi un’importante arma per scegliere europarlamentari che rispecchino e facciano rispettare la sensibilità dei cittadini rispetto ai diritti animali”. Campagne di informazione e petizioni da firmare sono le armi benefiche che tentano di contrastare la violenza gratuita perpetrata su questi esseri viventi. "La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali". M. K. "Mahatma" Gandhi
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