Tosi, Berlusconi e Alfano contro il "fascismo" di Salvini. Eppure anche loro...

03 marzo 2015 ore 11:22, intelligo
berlusconi_saluto_fascista-300x204   di M.M. “Vergogna, ti allei con i fascisti e gli estremisti”: la destra moderata, che pure non smette di corteggiarlo, attacca Matteo Salvini per la direzione radicale e le frequentazioni presuntamente impresentabili. Ma quanti, nel centrodestra italiano, possono permettersi di fare le pulci alla nuova Lega che apre a CasaPound? Prendiamo Tosi, che nei giorni precedenti alla manifestazione aveva posto il problema della perdita dell'identità moderata del partito. Eppure sul sindaco di Verona tempo fa si era espresso in modo eloquente Umberto Bossi: “Tosi è uno str..., ha portato nella Lega un sacco di fascisti”. La sua giunta fu spesso messa sotto accusa per la nutrita presenza di personalità venute dalla destra radicale o movimentista veronese. Anche Silvio Berlusconi ha poco da riscoprirsi paladino del nuovo arco costituzionale: durante la Giornata della Memoria del 2013 fece scandalo affermando che “Mussolini ha fatto anche cose buone, tranne le indifendibili leggi in difesa della razza”. Ma ricordiamo che nel 2006, alla Casa della libertà a guida berlusconiana si unì anche Alternativa sociale, il cartello elettorale formato da Alessandra Mussolini, Roberto Fiore e Adriano Tilgher. La stessa obiezione alle cosiddette “candidature impresentabili” venne risolta con un passo indietro dei leader della piccola alleanza ma non con l'esclusione di As dallo schieramento moderato, che si presentò tranquillamente alle elezioni di quell'anno insieme ai “moderati”. Ma almeno il Nuovo Centrodestra alfaniano, si dirà, è immune da derive radicali? Sembrerebbe di no, dato che nel gennaio del 2014, durante una convention di Ncd a Pesaro, una decina di giovani cominciò a cantare a squarciagola l’inno di Mameli con tanto di saluto romano, puntualmente ripreso da una telecamera e girato in rete con sommo imbarazzo del leader centrista. Insomma, il centrodestra e Salvini si diano pure battaglia per alleanze, liste, leadership, governi nazionali e territoriali. Ma la scusa delle amicizie impresentabili del leader leghista sa tanto di bluff...  
autore / intelligo
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