Abolizione Imu: da panacea per tutti i mali a beffa

03 settembre 2013 ore 10:38, Anna Lisa Renoldi
Abolizione Imu: da panacea per tutti i mali a beffa
Per il Pdl, che mostrando i muscoli ed alzando la voce l'ha pretesa, ed il Pd, che obtorto collo ha dovuto cedere alle richieste elettoral-propagandistiche dell' ormai sempre più scomodo alleato, l'abolizione dell'IMU si sta dimostrando ogni giorno di più un'operazione che rischia di diventare -ammesso che già non lo sia- un controproducente fallimento.
I toni eccessivamente entusiastici con cui il segretario Alfano e - anche se in tono minore - lo stesso premier Letta - hanno accolto qualche giorno fa la cancellazione della tassazione sulla prima casa, stanno lasciando il posto alla realistica considerazione che il prezzo da pagare è tremendamente alto, riguardando, fra gli altri, tagli di non poco conto ai fondi per l'occupazione, per le forze dell'ordine, per la manutenzione ferroviaria o la lotta all'evasione fiscale e contando, almeno da un punto di vista teorico, su entrate la cui certezza è tutta da verificare. Dando per scontata l'estrema debolezza delle previste coperture e temendo le relative ire dell'Europa, il Ministro Saccomanni ha voluto coprirsi le spalle e così le nostre aziende, quelle che dovrebbero essere supportate e stimolate per favorire la ripresa dell'economia e dell'occupazione , subiscono una tripla beffa : dopo l'incremento del moltiplicatore che per il 2013 renderà più pesante l'Imu da versare sui capannoni, non solo vedono sparire dal decreto la parziale deducibilità dai redditi d'impresa di una quota della salata Imu pagata , ma in più vedono profilarsi all'orizzonte l'incremento delle addizionali Ires ed Irap di novembre, denari - questa volta sì certi e sicuri - a copertura degli sgravi Imu. Un maggior esborso finanziario, esattamente il contrario di quello di cui le nostre aziende avrebbero bisogno per dar corso alla flebile ripresina che sembra prospettarsi . Tutto ciò, ovviamente, è relativo solo alla prima rata Imu, perché per quanto riguarda l'abolizione di quella di dicembre gli italiani, per il momento, devono accontentarsi solo di parole e promesse: nel decreto, infatti, non ce ne è traccia ed in quanto alle coperture, poi, nebbia fitta, silenzio assoluto o nella migliore delle ipotesi un generico " ci penseremo con la legge di stabilità". Su tutta questa situazione che se non fosse tragica si potrebbe senza ombra di dubbio definire ridicola, incombe poi la necessità di trovare un ulteriore miliardo o poco più per evitare l'incremento delle aliquote Iva, che frenerebbe ulteriormente consumi già agonizzanti e colpirebbe ben più dell'Imu tante famiglie in difficoltà. Conclusione : pagare le imposte non fa saltare di gioia nessuno, neppure chi i denari li ha, soprattutto in un Paese che a fronte di una pressione fiscale esorbitante offre in cambio ben poco. Ma bisogna essere concreti e realisti : la coperta e' sempre e comunque troppo corta, i miracoli non li può fare nessuno e soprattutto il Paese non può permettersi di mettere a repentaglio un equilibrio finanziario raggiunto a costo di pesanti sacrifici con il governo Monti a fronte di rivendicazioni elettorali populiste e con dubbie coperture. Allora d'accordo sul sollevare dal pagamento dell'Imu le famiglie più deboli, ma solo quelle. In Italia ci sono poco più di un milione di contribuenti, che potremmo definire benestanti, che nel 2012 hanno pagato ognuno più di 600 euro di Imu sulla loro prima ed immagino pregevole abitazione, con un introito totale per le casse statali di oltre 1 miliardo di euro, proprio quello che servirebbe per evitare il previsto, nefasto incremento dell'Iva. Non sarebbe allora stato preferibile, usando il buon senso e non il ricatto, chiedere a questi contribuenti il sacrificio di continuare a pagare l'Imu per evitare al Paese guai peggiori? Gli italiani, a differenza di qualche loro governante, sono gente responsabile e di buon senso ed io sono convinta - come d'altra parte certificato da un recente sondaggio di un noto quotidiano- che seppure con qualche mugugno, questa richiesta sarebbe stata accolta senza particolari drammi. Sarebbe stata una vittoria per il Paese e per la sua economia , sarebbe stato un ulteriore piccolo passo avanti sulla strada del rilancio e della ripresa e soprattutto sarebbe stata una dimostrazione tangibile di quell'equità ' fiscale che tutti invocano. Sarebbe stata una vittoria, e poco avrebbe contato che qualcuno, anteponendo le esigenze del partito a quelle del Paese, l'avesse vissuta come una sconfitta.
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