La mamma vegana del film "Hungry hearts" è una carnefice. E nella realtà?...

03 settembre 2014 ore 10:33, Orietta Giorgio
La mamma vegana del film 'Hungry hearts' è una carnefice. E nella realtà?...
Due sconosciuti si innamorano, diventano genitori e il loro equilibrio si spezza. Il cibo, che la madre nega al figlio per proteggerlo dalle contaminazioni del mondo esterno, diventa simbolo di un amore malato e della ricerca di una esasperata perfezione. Mina e Jude (Alba Rohrwacher e Adam Driver) sono i protagonisti del film Hungry hearts (Cuori affamati) il film di Saverio Costanzo in concorso al Festival di Venezia. La pellicola è la storia di un’ossessione, di un rapporto sconclusionato e distorto con il cibo, di una madre che vorrebbe nutrire il figlio solo del proprio amore e della propria cura. Mina, vegana, ossessionata dall’idea di una purezza innaturale, nutre il figlio con semi e oli vegetali, il bimbo, ovviamente, non cresce e  rischia la vita. Privando il figlio del nutrimento necessario gli nega la vita e nega a se stessa il ruolo prezioso che una madre dovrebbe avere. Il nutrimento viene visto come veleno, come un pericolo... paradossale punto di vista dei "cuori affamati". Costanzo spiega: "Non è un film contro nessuno. Tutti siamo ossessionati da diete e cibo, forse perché sentiamo che il mondo fuori è tossico. Spesso però chi fa scelte radicali diventa intollerabilmente radicale, e l'ideologia ha ucciso milioni di persone. Bisogna amare se stessi e riconoscere che ci sono anche gli altri e che non tutti la pensano allo stesso modo. Ma non voglio fare sociologia spicciola. Io mangio di tutto, amo anche il Big Mac". Le polemiche, ovviamente, non mancano. La scelta di seguire un’alimentazione vegana non deve essere confusa con un’ossessione del cibo paragonabile ad una patologia. Questo il commento di Roberta Bartocci, biologa nutrizionista vegana e vegcoach: “La prima (credo) pellicola italiana che scomoda lo stile di vita vegan e lo relega ad un problema di ortoressia, cioè di ossessione da cibo sano. Forse sta diventando anche questo, soprattutto da quando è esplosa come moda, ma non è questo il suo senso originario, anzi è tutt’altro che questo. Chi coglie l’essenza vera di alimentarsi 100% vegetale non è ortoressico: ama la vita, anzi rispetta, senza alcun tipo di interesse, quella di miliardi di animali, oltre a quella degli umani, al contrario di chi ama il Big Mac”. Scegliere un'alimentazione vegetariana o vegana, per molti genitori, è un atto d'amore e di tutela per il proprio figlio, seguita con equilibrio e metodo non è di certo un rischio. Lo attestano libri, siti web curati da nutrizionisti, pagine facebook di genitori vegani soddisfatti.
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