Mamme siciliane scrivono al Papa: "Noi senza lavoro costrette ad abortire"

30 gennaio 2014 ore 12:49, intelligo
Mamme siciliane scrivono al Papa: 'Noi senza lavoro costrette ad abortire'
di Orietta Giorgio. Un posto di lavoro vale la vita di un figlio? Questa la domanda choc che le donne siciliane rivolgono a Papa Francesco. Ecco la storia: la multinazionale statunitense Micron Technologies conferma i licenziamenti collettivi: il numero di esuberi è pari al 50% del personale in attività in Italia. Famiglie senza lavoro, quindi, senza speranza per il futuro. La Fim Cisl della Micron di Catania scrive a Papa Francesco:
"Da poche settimane alcune famiglie di nostri colleghi hanno ricevuto la grazia di aspettare un figlio. Oggi, Illustrissimo Padre, tra Catania, Arzano, Agrate-Vimercate, Avezzano abbiamo registratola volontà di alcuni che, presi dalla sconforto e dalla disperazione, pensano di ricorrere all'interruzione di gravidanza, perché non potranno garantire un futuro dignitoso ai propri figli. Le scriviamo non per citare la nostra storia aziendale ma per chiederLe di aiutare quelle famiglie che avendo perso il lavoro, non riescono a vedere una speranza per il futuro e non hanno la forza per credere nel dono della vita''

Crisi del lavoro, crisi della famiglia, crisi della vita minata alle radici. L'ennesimo dramma, quasi scontato ormai, nonostante qualcuno provi a ribellarsi e a chiedere aiuto. Nessun diritto? Nessuna tutela per chi lavora? Di conseguenza viene meno il diritto alla vita.

Le famiglie perdono il lavoro e perdono la speranza. Questo è il dramma di chi arriva a pensare all’aborto come una possibile “soluzione” . Solo un profondo disagio, una forte pressione psicologica dovuta alla paura e all’impotenza possono portare queste donne a pensare ad interrompere una gravidanza e di mettere fine così alla vita del proprio figlio.
Mamme siciliane scrivono al Papa: 'Noi senza lavoro costrette ad abortire'
Così Papa Francesco , il 20 settembre scorso, durante l’incontro promosso dalla Federazione internazionale delle associazioni dei medici cattolici: “La situazione paradossale si vede nel fatto che, mentre si attribuiscono alla persona nuovi diritti, a volte anche presunti diritti, non sempre si tutela la vita come valore primario e diritto primordiale di ogni uomo”. Per dire no a quello che il Santo Padre definisce “cultura dello scarto”che richiede di eliminare gli esseri umani. Perché Papa Francesco ribadisce: “Le cose hanno un prezzo e sono vendibili, ma le persone hanno una dignità, valgono più delle cose e non hanno prezzo”.
autore / intelligo
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